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Mediaset in pressing su Vivendi: «L'unico accordo è quello…

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Mediaset in pressing su Vivendi: «L'unico accordo è quello firmato»

«Le dichiarazioni del Ceo di Vivendi che da due mesi dice pubblicamente di essere interessato a un accordo con Mediaset sono poco verosimili».Marco Giordani, Cfo di Mediaset, è appena uscito dallo studio Chiomenti in Piazza della Scala a Milano. E stavolta, intercettato dal Sole 24 Ore, piuttosto che opporre il “no comment” di rito il manager del gruppo di Cologno si lascia andare a considerazioni abbastanza nette sull'affaire che da luglio vede contrapposte Mediaset e una Vivendi che ha deciso di non voler più procedere all'acquisto di Premium. Di sicuro sono parole che stridono con quelle di Arnaud De Puyfontaine che due giorni fa ha parlato di «un piccolo disaccordo con Mediaset, ma “mai dire mai”».

Dichiarazioni piaciute alla Borsa con il titolo Mediaset che si è mosso bene in giornata chiudendo alla fine con un +0,22%. Ma le azioni Mediaset dal 26 luglio, il giorno della comunicazione al mercato del matrimonio andato a monte, hanno perso il 9,7%, a fronte di un FtseMib che nello stesso periodo ha ceduto il 2,1%. Anche per questo, a quanto risulta al Sole 24 Ore, entro fine mese un altro redde rationem dovrebbe arrivare con una riunione del Cda Mediaset che dovrebbe votare il ricorso alla procedura d'urgenza nel contenzioso con Vivendi.

Del resto le strade sono tre per risolvere la contesa: o si va per tribunali – come si sta facendo con udienza fissata il 21 marzo, ma al netto del possibile ricorso d’urgenza da parte di Mediaset – o le parti si accordano su una transazione finanziaria mandando l’affare a monte, oppure si rivede l’accordo, con Premium non più acquistata per intero dai francesi, ma solo per una quota che potrebbe essere intorno al 40% con altro 40% in capo a Mediaset e un 20% in mano a un fondo di investimento o a una telco, stando ai rumors delle ultime settimane.
Intanto però ci sono ruggini evidenti. «Siamo stati trasparenti e tempestivi: non appena ricevuta la lettera ufficiale del Ceo di Vivendi Arnaud De Puyfontaine che rinnegava i principi cardine dell’accordo da lui stesso firmato, e che le due società avevano comunicato pubblicamente, abbiamo informato il mercato ai sensi delle normative Market Abuse. Era nostro dovere e lo abbiamo fatto».

Respinta insomma al mittente l’accusa di aver alzato inutilmente i toni a mezzo stampa, Giordani torna, tranchant, sulle dichiarazioni di De Puyfontaine, che pur dicendo che esistono altre opzioni rispetto a Mediaset non chiude del tutto la porta. «Dichiarazioni poco verosimili. Un accordo c’è già, basterebbe rispettarlo».
Piuttosto, secondo il manager di Cologno la chiave di lettura starebbe nella volontà del fronte francese di temporeggiare. Anche su questo Giordani va giù duro: «Se è solo una tattica negoziale per perdere tempo confidando nella lentezza fisiologica del diritto commerciale italiano, assicuriamo che Mediaset sta percorrendo ogni strada per tutelare con determinazione gli interessi della società e dei suoi azionisti».

Parole scandite dal Cfo che nulla di più aggiunge sul punto, ma che farebbero capire che Mediaset è sempre più vicina al ricorso alla procedura d’urgenza ex articolo 700. Una decisione, questa, che se nel frattempo non dovessero esserci cambiamernti, come detto potrebbe arrivare a valle di una riunione del Cda del gruppo di Cologno a fine settembre. Proprio il 30 settembre, del resto, è la data che era stata indicata come limite per il closing e dopo la quale Vivendi ha dichiarato di voler considerare decaduto il deal. Posizione, questa, non condivisa da Mediaset che punta a far leva su un contratto che considera il 30 settembre quale data del closing, ma salvo accadimenti imprevisti in cui rientrerebbe il braccio di ferro fra le due società.

Certo, ora c’è da fare i conti con una situazione che di fatto ha bloccato l’attività di Premium. L’accordo con Discovery per Eurosport sulla piattaforma fino al 2019 è stato trovato, ma per Disney – i cui canali Disney Channel e Disney Junior non erano comunque ritenuti strategici – è andata diversamente anche a causa dell’assenza di comunicazione fra Mediaset e Vivendi(si veda Il Sole 24 Ore del 16 settembre). «È vero. E proprio in assenza di segnali concreti da parte di Vivendi – dice Giordani – a questo punto valutiamo ogni azione per evitare la paralisi di Premium. Dall’8 aprile, giorno della firma del contratto, la società è gestita secondo la procedura dell’interim management concordata nel contratto: ogni decisione che va oltre l’amministrazione quotidiana deve essere autorizzata per iscritto dall’azionista entrante. Noi, da sei mesi, ci stiamo attenendo a questo vincolo, ma è evidente che non possiamo procedere così in eterno». E questo anche perché, conferma il cfo Mediaaet, «De Puyfontaine e i suoi uomini per tre mesi hanno rispettato l’impegno di gestione, ma da luglio sono letteralmente scomparsi. I danni provocati a Premium sono già evidenti».

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