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La sterlina scivola ai minimi da 31 anni sul dollaro sul conto alla rovescia…

MERCATO VALUTARIO

La sterlina scivola ai minimi da 31 anni sul dollaro sul conto alla rovescia per Brexit

Theresa May con il marito Philp May (Lapresse)
Theresa May con il marito Philp May (Lapresse)

LONDRA – La caduta della sterlina si avvita in un precipitare che la spinge a peggiorare il minimo degli ultimi trent'anni contro il dollaro. Dopo il crollo di lunedì a 1,28 sulla valuta americana, seguito da un rimbalzino, i mercati sono tornati a penalizzare la divisa britannica schiacciandola a 1,275. Livelli mai visti in 31 anni con una svalutazione dell'1,3% nei primi due giorni della settimana. Significativa la correzione anche contro l'euro che è scambiato a 87,5 pence con un meno 0,2% nei primi scambi. Per converso, e come già accaduto ieri, balza il Ftse 100 che con un progresso in apertura superiore all'1% sfonda la vetta dei 7000 punti, oltre i livelli del 2015. Mentre sono schizzati i costi di hedging contro le fluttuazioni della sterlina nei prossimi sei mesi (10,6% come l'opzione a nove mesi), a conferma che le scosse sono destinate a continuare.

LA STERLINA DAL 23 GIUGNO
(Fonte: Thomsono Reuters)

«Ci saranno turbolenze sui mercati» aveva detto detto ieri il Cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond e alle parole sono seguiti fatti con straordinaria rapidità. Il motivo della violenta correzione va ricercato nello sblocco della Brexit.

La signora premier Theresa May ha fatto due passi chiari anche se non definitivi nella partita con i partners europei, inquietando i mercati. Prima di tutto ha rotto la “tregua” annunciando la data – marzo 2017 - in cui sarà avviata la procedura di recesso dall'Ue con l'articolo 50. In secondo luogo ha riaffermato la volontà britannica di non cedere sulla libera circolazione degli immigrati intra-Ue. «Questo passaggio – ha commentato Esther Reichelt di Commerzbank – fa temere che possa esserci un hard Brexit».

Ovvero che Londra punti a far saltare il banco uscendo dall'Unione e dal mercato unico al buio per affidarsi solo alle regole commerciali del Wto. In altre parole è il timore che Londra abbia già deciso di rinunciare al passaporto per le istituzioni finanziarie della City. Theresa May, in realtà, non si è affatto spinta così in là limitandosi a riaffermare la posizione negoziale britannica che mira a non cedere sulla libera circolazione. Sarà la trattativa a dire quale direzione le intese potranno prendere e le parole di Philip Hammond sono state esplicite. «Il 23 giugno è stato scelto Brexit senza se e senza ma. Tuttavia con il voto al referendum il popolo non ha detto di voler diventare più povero e meno sicuro». Destino inevitabile se Londra abbandonasse completamente il mercato interno. I mercati hanno preso nota dei toni della signora premier, ma hanno glissato sulle parole del Cancelliere. Londra deve essere più chiara se vuole evitare il tracollo della sterlina di cui i segni sono sotto gli occhi di tutti.

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