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Dossier Rischio referendum, Italia e Spagna più distanti sullo spread

Dossier | N. 118 articoliReferendum costituzionale

Rischio referendum, Italia e Spagna più distanti sullo spread

A giugno lo spread Italia-Spagna era pari a -15. In parole povere il rendimento dei BTp a 10 anni era più basso di 15 punti base rispetto al rendimento dei Bonos spagnoli di pari durata. In parole ancora più povere, a giugno gli investitori consideravano un po’ più “rischiosi” i titoli spagnoli rispetto a quelli italiani.

Siamo a metà ottobre. E il quadro è profondamente cambiato, rovesciandosi. Lo spread Italia-Spagna è tornato positivo (quindi i BTp rendono di più dei Bonos) e si avvicina ai 30 punti base (26 punti per l’esattezza alla chiusura di ieri). Il BTp a 10 anni prezza un rendimento dell’1,38% e il Bonos dell’1,12%.

Come mai in così poco tempo l’Italia ha perso più di 40 punti base rispetto alla Spagna? La risposta che danno gli analisti è a senso unico: l’Italia sta pagando in questo momento l’incertezza politica legata agli esiti del referendum costituzionale in programma il 4 dicembre.

L’incertezza deriva dal fatto che il premier Renzi - che tanto piace ai mercati finanziari - nel mese di maggio, ospite in tv da Fabio Fazio, ha accompagnato il lancio dell’iniziativa popolare con parole forti: «Se vince il “no” smetto di fare politica». Ultimamente i toni sono più smorzati ma è chiaro che le conseguenze di un “no” - anche alla luce di quanto successo in Inghilterra con l’(ex) premier David Cameron che si è effettivamente dimesso dopo la consultazione popolare sulla Brexit - restano imprevedibili. Anche perché Renzi ha commesso l’errore di personalizzare e drammatizzare l’esito del voto che si terrà alle porte della stagione natalizia.

Allo stesso tempo non va dimenticato che se in Italia sussiste un rischio politico in Spagna vi è uno stallo politico che dura ormai da più di un anno, con la difficoltà a formare un esecutivo (non sono bastate due tornate elettorali per arrivare a una maggioranza). Ma nonostante questo il rendimento dei Bonos non ne risente. Come mai?

«Lo stallo politico in Spagna non è una novità ed è stato in un certo qual modo assorbito dai mercati, mentre l’incognita del referendum italiano no. Ecco perché sta aumentando lo spread tra Italia-Spagna - spiega Marco Piersimoni, senior portfolio manager di Pictet asset management -. Tuttavia lo spread attuale di 40 punti base mi sembra eccessivo ed è per questo che in questa fase riteniamo i BTp un’occasione di acquisto rispetto ai Bonos».

Lo spread tra i due Paesi si allarga se si analizza la recente, e per certi versi paradossale, scadenza a 50 anni. A settembre Madrid ha emesso un’obbligazione governativa a 50 anni con una cedola al 3,45%. Ma dato che oggi ha un prezzo di mercato (121) ben al di sopra della pari (100, cioè quello a cui teoricamente nel 2067 sarà rimborsato) il rendimento effettivo annuo è sceso al 2,29%. Il rendimento effettivo del BTp a 50 anni - arrivato a inizio ottobre - è invece pari al 2,9% (cedola 2,8% ma il prezzo di mercato sul secondario è ora inferiore ai 100 del rimborso a scadenza, cioè 97). Quindi nel nuovo e inedito confronto a 50 anni lo spread tra Italia e Spagna sale a 61 punti. E forse qui, considerata l’estensione temporale del rischio, pensare che ciò sia dovuto solo al referendum sarebbe troppo comodo.

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