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Torna il BTp Italia anti-inflazione: cedola minima inferiore al premio…

BUONI DEL TESORO

Torna il BTp Italia anti-inflazione: cedola minima inferiore al premio fedeltà

È stato avviato dal MeF il collocamento del BTp Italia indicizzato all’inflazione italiana al netto del tabacco (Foi ex Tobacco). La scadenza del Titolo è il 24 ottobre 2024. La cedola minima garantita è dello 0,35%. L’emissione, dal canto suo, è alla pari: cioè la quotazione iniziale è uguale a 100. Infine c’è un premio fedeltà: per chi acquista nella prima fase del collocamento, e tiene il titolo fino a scadenza, c’è il 4 per mille del valore nominale in più alla fine del periodo di durata del governativo stesso.

Il collocamento
La distribuzione avviene tramite il Mot in due fasi. La prima è rivolta agli investitori retail i cui ordini sono raccolti dal 17 ottobre fino a mercoledì 19 ottobre (a meno che non ci sia una chiusura anticipata). La seconda fase, invece, è dedicata agli investitori istituzionali che potranno proporre i loro ordini il 20 ottobre. Al termine delle due fasi, le proposte di adesione saranno soddisfatte interamente. Oppure, nel caso in cui la quantità raccolta ecceda quella che il MeF intende offrire, Borsa Italiana applicherà il classico meccanismo di riparto.

Meccanismo di pagamento
Ciò detto deve sottolinearsi che il pagamento della cedola è semestrale. Il suo valore si desume moltiplicando il tasso cedolare semestrale reale fisso per il capitale rivalutato. Nel caso, però, ci fosse deflazione nel semestre? La cedola del periodo viene definita attraverso il tasso cedolare fisso per il valore nominale del capitale non rivalutato. Quindi c’è un «floor», un pavimento, rispetto all’ipotesi di deflazione.

Ipotesi per cassettisti
Fin qui alcune considerazioni tecniche sul titolo: quali però le valutazioni degli esperti? «In primis bisogna tener conto che, allo stato attuale, siamo in una situazione di tassi in rialzo» risponde Angelo Drusiani di Albertini Syz. «Cioé: la traiettoria dei Titoli di Stato, anche a seguito della aspettative sul calo degli acquisti di bond da parte della Bce, pare impostata su una fase discendente dei loro prezzi. Di conseguenza, chi sottoscrive in collocamento il governativo in questione dovrebbe mantenerlo fino a scadenza». Insomma: un Titolo di Stato per cassettisti. «L’emissione - aggiunge Raffaele Zenti, esperto di mercato di Advise Only - offre da un lato un rendimento minimo garantito; e, dall’altro, permette di difendersi dall’inflazione. In un portafoglio non aggressivo, una quota non elevata di titoli simili può essere utile. Una protezione contro l’inflazione.

Inflazione, questa misteriosa
Già, l’inflazione. Ma questa, attualmente, è ai minimi termini. Non è un contro senso investire su simili bond quando il costo della vita non riparte? «Attualmente -risponde Zenti - l’inflazione è indubbiamente bassa. E però, a meno non si sia convinti che lo scenario nei prossimi anni sia quello della completa stagnazione, il costo della vista dovrebbe riprendersi». «L’inflazione italiana, calcolata sull’indice Foi al netto del tabacco- fa da eco Banca Imi in un suo report-, sta gradualmente risalendo (...). Il dato del mese scorso segna l’uscita da una lunga fase di deflazione che durava da sette mesi». Un andamento in larga parte dovuto «all’effetto base del capitolo energia».

Tanto che l’inflazione implicita negli swap zero coupon sull’indice Foi ex tobacco è la seguente: -0,1% nel 2016; + 0,76% nel 2017; +0,75% nel 2018 e 2019. Per, poi, arrivare oltre l’1% dopo il 2021 (+1,1%). La media tra il 2016 e il 20124 è dello 0,84%. Insomma: qualche sussulto dovrebbe esserci. «E poi - dice Drusiani - anche se lo scenario non si concretizzasse si avrebbe comunque il rendimento minimo garantito. Inoltre: il pagamento degli interessi, va ricordato, è ogni sei mesi. Un meccanismo che, in qualche modo, adegua le remunerazione del Titolo di stato alle modifiche stesse dell’inflazione».

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