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Wall Street si è infilata nel «triangolo della morte»?

sotto osservazione la borsa usa

Wall Street si è infilata nel «triangolo della morte»?

(Bloomberg)
(Bloomberg)

Gli analisti stanno monitorando con grande attenzione i grafici dello S&P500. Sì perché l’indice guida di Wall Street da mesi sta costruendo una figura molto conosciuta in analisi tecnica, un “triangolo simmetrico”: le barre che costituiscono le oscillazioni dell’indice si sono infatti appoggiate a due linee che - esattamente come in un triangolo - stanno raggiungendo un vertice.

L’uscita da un triangolo di questo tipo può avere due esiti: un balzo verso l’alto o verso il basso. La direzione del movimento è incerta, ma una cosa sembra (abbastanza) certa: questo tipo di figura tecnica porta a un’accelerazione dei prezzi, in un senso o nell'altro. Dove punterà l’indice guida di Wall Street, verso il soffitto o il pavimento?

Carter Braxton Worth, analista tecnico nella società di consulenza Cornerstone Macro, pensa che stavolta il movimento sarà «al ribasso» e «aggressivo». Una violenta correzione che in scala minore potrebbe riproporre quanto avvenuto per esempio nell’aprile scorso alle azioni Allergan, quando dopo la rottura di un triangolo si scese del 27% in un mese. Un altro analista, Paul Robinson di Daily Fx, nota come qualche giorno fa in effetti si sia verificata una rottura al ribasso del triangolo, ma ci sia stato un pronto rimbalzo che ha frenato la corsa a vendere l’indice statunitense e ha portato a una situazione di grande incertezza.

Più equilibrata risulta un’analisi di Callum Thomas, non solo tecnica ma macroeconomica, che soppesa le ragioni di rialzisti e ribassisti. I primi hanno dalla loro una serie di indicatori (crescita dei salari rapportata ai tassi Fed, utili aziendali) che al momento non si trovano in zona pericolo. D’altro canto i ribassisti possono sfoderare a supporto delle loro ragioni il quadro grafico, il dollaro forte e valutazioni sull’azionario abbastanza alte se rapportate agli utili previsti.

Attenzione infine alla stagionalità: settembre e ottobre sono mesi tradizionalmente deboli sui listini, con la tendenza degli investitori a ribilanciare i propri portafogli nella speranza di rientrare al momento giusto per il “rally di fine anno”. Che peraltro non sempre si verifica, come ricorderà bene chi lo aspettava l’anno scorso.

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