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L’auto elettrica? Un rischio per i mercati del credito

allarme di fitch

L’auto elettrica? Un rischio per i mercati del credito

L’auto elettrica e più in generale l’impiego di batterie, anche nelle reti elettriche, mettono a rischio un quarto del mercato del credito: in pratica obbligazioni corporate per 3.400 miliardi di dollari.
L’allarme è dell’agenzia di rating Fitch, che parla addirittura della possibilità di una «spirale della morte», innescata dagli investitori che - in ansia per il rapido progresso delle tecnologie di storage - iniziano a liberarsi di asset prima ancora che le innovazioni abbiano davvero preso piede. Per una serie di società il costo del debito si impennerebbe.

I pericoli maggiori li corrono le compagnie petrolifere: anche se per ora la penetrazione dell’auto elettrica è molto limitata (circa l’1% nel mondo), il costo delle batterie è crollato del 73% dal 2008, osserva Fitch, ed è ormai vicino a mettere questi veicoli in competizione con quelli tradizionali. Visto che oltre metà della domanda di petrolio è legata ai trasporti, l’impatto sarebbe importante: se tra dieci anni un’immatricolazione su due fosse per auto elettriche - uno scenario che la stessa Fitch riconosce «estremo» - in Europa i consumi di benzina si ridurrebbero di un quarto.

Anche le utilities vengono comunque messe in guardia, soprattutto quelle con molti impianti alimentati a combustibili fossili, come il gas o il carbone. Lo storage di rete in futuro potrebbe diventare più conveniente delle centrali tradizionali nell’integrare le fonti rinnovabili intermittenti: il sole o il vento, da cui non si riesce a produrre elettricità in modo continuativo nell’arco della giornata.

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