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La «tempesta marittima» rischia di affondare le Landesbank tedesche

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La «tempesta marittima» rischia di affondare le Landesbank tedesche

La sede della Bremen Landesbank (Olycom)
La sede della Bremen Landesbank (Olycom)

C’è una tempesta che rischia di abbattersi con fragore sulle Landesbank tedesche. La pesante crisi mondiale dell’industria dei trasporti marittimi, fiaccata dalla sovracapacità e dalla guerra al ribasso dei prezzi, può avere pesanti ricadute sul sistema bancario tedesco, il più esposto a livello mondiale sui crediti allo shipping.

L’insieme delle banche tedesche vanta un’esposizione di 81 miliardi di prestiti a un’industria pesantemente indebitata. E di questi 81 miliardi ben 64 miliardi sono appannaggio di sole 5 grandi Landesbank che rischiano di vedere profonde svalutazioni dei crediti inesigibili dello shipping che eroderanno la già bassa redditività e rischiano di azzerare in alcuni casi il patrimonio. Nell’era del bail in questa evenienza rischia di essere un nuovo grande guaio per la cancelliera Merkel già alle prese con la crisi di Deutsche Bank. L’allarme sull’ondata di nuove perdite in arrivo per le 5 grandi banche regionali tedesche l’ha lanciato nei giorni scorsi l’agenzia di rating Moody’s. In un report ha messo in fila le situazioni più critiche quanto a volumi record di esposizioni.

I numeri snocciolati dagli analisti dell’agenzia di rating sono inquietanti. Le 5 Landesbank più esposte hanno prestiti al solo settore dello shipping per il 350% del loro Tie1 (il capitale di base). Con punte da far venire i brividi. La sola Dvb Bank ha concesso prestiti all’industria dei container via mare per 14,2 miliardi a fronte di un capitale di base di solo 1,1 miliardi: l’esposizione inquesto caso è addirittura di 12,4 volte il suo patrimonio. La Bremer Landesbank vanta un rapporto di ben 4,7 volte il suo capitale (esposizione per 6,9 miliardi con un Tier1 di 1,5 miliardi). La Hsh, che ha già trasferito nella prima metà del 2016 ben 5 miliardi di sofferenze nello shipping a un veicolo speciale fuori bilancio, ha comunque ancora 23,9 miliardi di prestiti verso il settore con un capitale di soli 6,1 miliardi. Valori più “fisiologici” si riscontrano per Kfw Ipex (i crediti al settore dei trasporti navali valgono 2,7 volte il patrimonio) e la NordDeutsche Landesbank Girozentral (2,3 volte il capitale). Come si vede l’esposizione è gigantesca su un settore quello dello shipping che ha da poco visto il fallimento della prima compagnia coreana e settima a livello mondiale, la HanJin, che è crollata sotto il peso di una montagna di debiti che non era in grado di ripagare. Quei prestiti si trasformano così in sofferenze per le banche creditrici che a loro volta dovranno fare svalutazioni nei loro bilanci.

È questo lo scenario cupo che attende al varco le 5 landes tedesche che hanno finanziato oltremisura il settore. E i segnali delle difficoltà sono già emersi. Sempre Moody’s stima che per le 5 banche regionali sotto osservazione il tasso medio delle sofferenze sullo shipping sia del 30%. Sui quei 64 miliardi di volumi di prestiti concessi dalle 5 banche quasi 20 miliardi sarebbero quindi a rischio di non rientro. Se dovesse accadere si prospettano guai seri sul capitale per queste banche. Si dovrebbe a questo punto ricapitalizzare sotto la morsa del bail in. Del resto che l’esposizione al settore dei trasporti via mare fosse il Tallone d’Achille del sistema delle grandi banche regionali del Nord della Germania era noto da tempo. La stessa Hsh ancora esposta come si è visto per 23,9 miliardi ha già beneficiato in passato di una serie di misure di salvataggio pubblico, tra cui una ricapitalizzazione di 3 miliardi di euro, una garanzia di rischio di 10 miliardi di euro concessa dai Länder di Amburgo e dello Schleswig-Holstein e una garanzia di liquidità di 17 miliardi di euro. È bastato allora, domani potrebbe non essere più sufficiente.

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