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Mps avanti con piano di luglio ma non chiude alla proposta Passera

annuncio dopo il cda

Mps avanti con piano di luglio ma non chiude alla proposta Passera

Ansa
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Banca Mps va avanti con il piano originario di luglio, almeno per quanto riguarda la ricapitalizzazione e la “contestuale” cessione delle sofferenze, ma non chiude la porta alla proposta avanzata da Corrado Passera. Lo riferisce una nota al termine del cda della banca svoltosi a Milano.

Il cda, si legge nella nota, nel confermare la ferma intenzione di proseguire nell'attuazione dell'operazione di ricapitalizzazione e contestuale cessione delle sofferenze precedentemente comunicata al mercato, ha preso atto
dell'aggiornamento da parte dell'amministratore delegato e degli advisors, in merito alla proposta non vincolante ricevuta dal Dr. Passera lo scorso 13 ottobre. Il cda ha deciso di proseguire, subito dopo la presentazione del piano industriale, gli approfondimenti avviati, attraverso i propri advisors». La riunione, presieduta dal presidente dimissionario Massimo Tononi, ha proseguito nell'esame del piano industriale che sarà approvato il prossimo 24 ottobre e confermato la tempistica di convocazione dell'assemblea della banca entro fine mese. Fin qui il comunicato. Un consigliere, all'uscita dalla riunione a Milano, ha precisato che lunedi' prossimo, in occasione del cda, verrà fissata la data dell'assemblea. Quest'ultima si terrà con ogni probabilità il 18 novembre. All'ordine del giorno ci sarà l'aumento di capitale e la nomina del nuovo presidente.

La proposta di Corrado Passera, che sarebbe stata inoltrata per tempo al Governo e oggetto di una prima presentazione a Morelli nella metà della settimana scorsa, comprende una lettera d’intenti di alcuni investitori istituzionali - l’unico pr ora noto è il fondo Atlas di Bob Diamond - per un ammontare di circa 2,5 miliardi: un impegno scritto ma condizionato a una due diligence sulla banca da realizzarsi nell’arco di poche settimane, dunque in tempo utile per rispettare le scadenze concordate con Bce; un altro miliardo, si apprende, sarebbe previsto come aumento in opzione ai soci attuali, mentre non si prevederebbe alcuna conversione dei bond. Come nel piano A si punterebbe alla maxi-cartolarizzazione di crediti in tandem con il fondo Atlante (che avrebbe dato il proprio benestare, anche se non vi è conferma), per un importo superiore - 32 miliardi anziché 27,7 - ma soprattutto in una fase immediatamente successiva, e non contestuale, all’aumento.

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