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Vivendi allo scontro su Premium. Mediaset: soluzione in tribunale

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Vivendi allo scontro su Premium. Mediaset: soluzione in tribunale

«Nelle attuali circostanze, Vivendi al momento non è più intenzionata a dare priorità alla ricerca di una soluzione amichevole e si riserva il diritto di intraprendere tutte le azioni necessarie per difendere i suoi interessi e quelli dei suoi azionisti». Così si conclude un duro comunicato del gruppo francese presieduto da Vincent Bolloré sulla vicenda Mediaset e Mediaset Premium. Vivendi ribadisce che il business plan di Mediaset Premium, che prevede il pareggio nel 2018, si basa su «assunti irrealistici» e che pertanto «non può essere ritenuta responsabile dell'attuale situazione». Il gruppo francese sottolinea di avere ripetutamente dichiarato di essere aperto a discussioni sulla controversia con Mediaset e di avere cercato soluzioni alternative nei mesi scorsi.

La sola risposta all'«approccio costruttivo di Vivendi» da parte di Mediaset e Fininvest - prosegue il comunicato del gruppo francese - è stata quella di diffondere «dichiarazioni pubbliche aggressive e di iniziare una serie di azioni legali». Tra queste, la nuova istanza presentata il 12 ottobre che mira ad «intimidire Vivendi» e chiede il sequestro del 3,5% del capitale di Vivendi.

Mediaset prende atto del fatto che la vicenda Premium con Vivendi «sarà risolta in tribunale». Questa la risposta del gruppo televisivo di Cologno Monzese.
Nella nota Mediaset nega che negli ultimi mesi Vivendi abbia fatto costanti tentativi di trovare soluzioni alternativi e precisa invece che dallo scorso 25 luglio «non ci sono stati più contatti tra le due società» e che «è cessato» da parte di Vivendi «qualsiasi approccio».
La prima udienza nelle aule giudiziarie è fissata per il prossimo 8 novembre dove verrà discussa l'istanza cautelare chiesta da Mediaset per il sequestro del 3,5% di Vivendi coinvolto nell'accordo siglato in aprile tra le due aziende. La richiesta di sequestro, «lungi dall'essere un'iniziativa intimidatoria» - ricorda il gruppo italiano - «è finalizzata a tutelare gli interessi di Mediaset e dei suoi azionisti».

Mediaset e Vivendi hanno concluso un accordo l'8 aprile scorso per la cessione della pay-tv Premium al gruppo francese, con incluso uno scambio azionario del 3,5%. Il 26 luglio è stata reso noto che Vivendi, ritenendo appunto "irrealistico" il business plan di Premium, manteneva l'impegno allo scambio azionario, ma con la prospettiva di salire al 15% del capitale di Mediaset in tre anni tramite un bond convertibile e che invece di acquistare il 100% della pay tv, intendeva fermarsi al 20%. La comunicazione aveva subito innescato una dura presa di posizione di Mediaset e Finivest, che hanno in seguito anche avviato azioni legali contro Vivendi con la richiesta di danni multi-milionari. Pure nel crescendo dello scontro, stando alle indiscrezioni i contatti tra i due fronti non si sarebbero, però, mai interrotti. Con le dichiarazioni odierne di Vivendi, tuttavia, il dossier sembra avere preso una piega insanabile. Almeno per quanto riguarda una soluzione amichevole.

(Il Solre 24 Ore Radiocor Plus)

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