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Platino, domanda sempre più debole

metalli preziosi

Platino, domanda sempre più debole

I due metalli sono parenti stretti, ma le loro strade si stanno sempre più divaricando. Il palladio - in rialzo del 20% questo mese e di quasi il 30% da inizio anno - ieri è salito ai massimi da giugno 2015, toccando 749,40 dollari l’oncia a Londra. Il platino invece è il metallo prezioso con la peggiore performance nel 2016, in rialzo del 5% scarso (ieri quotava intorno a 945 $/oz), e minaccia di indebolirsi ulteriormente.

La differenza maggiore tra i due è nell’impiego nei catalizzatori per auto: il palladio viene utilizzato per i veicoli a benzina, il platino per quelli diesel, colpiti dallo scandalo Volkswagen sulle emissioni e concentrati soprattutto in Europa, dove l’economia è più debole che negli Usa e in Cina.

Nel suo rapporto trimestrale, diffuso ieri, il World Platinum Investment Council (Wpic) minimizza l’impatto delle vicende nell’industria automobilistica, ma non nega che il metallo sta attraversando un momento di crisi. Il problema più grave, secondo l’organizzazione, è il crollo del 10% della domanda in gioielleria, concentrato soprattutto in Cina e Giappone, storiche roccaforti del consumo di platino.

I consumi nelle marmitte catalitiche sono invece piatti: «Quest’anno l’aumento delle vendite totali di veicoli compensa un modesto calo della quota di diesel in Europa - osserva Paul Wilson, ceo del Wpic - e le nostre previsioni per il 2017 indicano con fermezza che la domanda di platino nell’automotive scenderà soltanto dell’1%», anche se nella Ue la quota di auto diesel viene vista scendere dal 50 al 48,5%.

Anche la richiesta di platino per investimenti, dopo il +15% di quest’anno, è comunque avviata a ridursi di oltre un quarto nel 2017 secondo il Wpic. La domanda complessiva sembra quindi condannata a calare, del 3% di quest’anno (a 8,04 milioni di once) e del 2% il prossimo, quando il deficit sul mercato si ridurrà al minimo dal 2011: appena 100mila once. Il Wpic ha anche ridotto la stima del deficit 2016 ad appena 170mila once, dalle 520mila che aveva indicato a settembre.

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