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Bpm sotto i riflettori. La fusione si avvicina e Mincione taglia la quota

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Bpm sotto i riflettori. La fusione si avvicina e Mincione taglia la quota

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Banca Popolare di Milano positiva a Piazza Affari. I titoli dell'istituto doppiano il rialzo del FTSE MIB e registrano una delle migliori performance del settore bancario.

Le azioni della banca rimangono sotto i riflettori mentre procedono i lavori dei "cantieri" per la fusione con il Banco Popolare, che sarà efficace dal primo gennaio, e il confronto tra gli azionisti sulla possibile creazione di un "nocciolo duro" di soci stabili. Partita, quest'ultima, da cui sembra chiamarsi fuori, almeno in parte, Raffaele Mincione, tra i primi azionisti dell'istituto, che ha ridotto in modo consistente la propria partecipazione.

Secondo quanto emerso dalle comunicazioni alla Consob sulle partecipazioni rilevanti, infatti, lo scorso 21 novembre Wrm Capital Asset Management ha ridotto la quota in Bpm al 2,942% dal 4,873% detenuto in precedenza. Dal verbale dell'assemblea straordinaria del 15 ottobre scorso risulta che Wrm Capital Asset Management detiene la quota «in qualità di socio accomandatario e gestore del Fondo Athena Capital Fund», che fa capo a Mincione.

Ieri, intanto, i vertici del Banco, guidati dall'amministratore delegato Pier Francesco Saviotti e dal presidente Carlo Fratta Pasini, hanno incontrato il consiglio di sorveglianza Bpm presentando un aggiornamento sulle condizioni delle due banche a valle delle trimestrali approvate l'8 novembre scorso. Saviotti, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe anche rassicurato il Cds milanese in tema di accantonamenti sui crediti deteriorati, che rispecchierebbero le richieste della Vigilanza Bce.

La prima linea di Bpm, guidata dal consigliere delegato Giuseppe Castagna, ricambierà il favore recandosi in visita al consiglio di amministrazione del Banco il prossimo 6 dicembre.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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