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Milano contrastata alla vigilia del referendum. Spread a 161

LA GIORNATA DEI mercati

Milano contrastata alla vigilia del referendum. Spread a 161

Andamento titoli
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Piazza Affari senza direzione nell’ultima seduta prima del referendum costituzionale di domenica. In attesa di conoscere l’esito del voto, a regnare è stata l’incertezza: il FTSE MIB milanese ha chiuso a -0,07%e la prudenza degli investitori ha condizionato anche tutti gli altri listini europei (qui l’andamento degli indici principali). Tra i principali titoli di Piazza Affari, hanno chiuso in deciso ribasso Banca Mps e Ubi Banca. Quest’ultima continua a risentire del possibile acquisto di tre delle quattro “good bank”: Etruria, Banca Marche e Carichieti. Il presidente del consiglio di sorveglianza, Andrea Moltrasio, ha notato che sul dossier «c’è stata un’evoluzione della situazione» e che «la situazione si dovrebbe capire meglio nei prossimi giorni».

Il settore bancario, e in particolare quello delle ex Popolari, è finito sotto i riflettori anche per la decisione del Consiglio di Stato di rinviare alla Corte Costituzionale il pronunciamento sui dubbi di incostituzionalità della riforma delle banche popolari, sospendendo nel frattempo alcuni punti della relativa circolare della Banca d’Italia. Lo stop riguarda, in particolare, la possibilità, concessa alle banche, di limitare in tutto o in parte il rimborso delle azioni su cui viene esercitato il diritto di recesso in seguito alla trasformazione in Spa. La decisione del Consiglio di Stato aumenta quindi l’incertezza sul comparto e potrebbe tradursi in ingenti esborsi per alcune delle banche coinvolte. A Piazza Affari hanno così chiuso sotto la parità anche Banca Pop Er, Banco Popolare e Banca Pop Mi.

Bene Mediaset e Atlantia, debole Fca
Tra gli altri titoli milanesi, debole Fiat Chrysler Automobiles all'indomani dei dati sulle immatricolazioni, positivi in Italia ma ancora deboli negli Usa. Gli acquisti hanno premiato Atlantia dopo l'annuncio dell'acquisto di azioni proprie definito «inatteso e positivo» dagli analisti. In deciso rialzo Mediaset, grazie alle indicazioni sull'andamento della raccolta pubblicitaria in novembre e all'accordo con Netflix sui diritti della serie su Papa Francesco, che ha rilanciato la speculazioni su possibili alleanze per la pay-tv Premium.

Wall Street cauta dopo i dati sul lavoro Usa
Wall Street
ha chiuso contrastata nonostante i dati positivi sul mercato del lavoro americano che hanno registrato un calo a sorpresa del tasso di disoccupazione al 4,6%, sui minimi dal 2007. Il Dow Jones ha ceduto lo 0,11% a quota 19.170,63 mentre il Nasdaq ha guadagnato appena lo 0,09% a 5.255,65 punti. I riflettori sono comunque già puntati sulle prossime decisioni della

Federal Reserve, che si riunirà a metà dicembre per l'ultimo meeting del 2016 e quello in cui, secondo le previsioni, i tassi dovrebbero tornare a salire. I dati diffusi dal Dipartimento del Lavoro mostrano che in novembre le aziende americane hanno creato 178mila posti di lavoro, con gli analisti che attendevano

un aumento compreso tra 175mila e 180mila unità. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,9% al 4,6%, mentre l'attesa era per un dato invariato. I numeri di ottobre sono stati rivisti al ribasso a 142mila posti di lavoro creati, mentre quelli di settembre sono stati ritoccati al rialzo a +208mila.

Spread BTp/Bund in calo, rendimento sotto il 2%
Sembra scommettere su una vittoria del "sì" al referendum l'andamento dello spread BTp-Bund. Il differenziale di rendimento tra il decennale italiano e quello tedesco ha infatti terminato la seduta in deciso ribasso a 161 punti, otto in meno rispetto a ieri e ai minimi da almeno due settimane. Ancora in calo, inoltre, il rendimento del BTp, all'1,90%, dal 2,04% della vigilia.

Referendum: cosa muove i mercati su Pil, spread e banche

Euro poco mosso, sale ancora il petrolio
Sul mercato dei cambi, euro poco mosso a 1,0668 dollari (1,0661 ieri in chiusura) e 121,44 yen (121,65), mentre il rapporto dollaro/yen e' a 113,85 (114,11). Continua a salire, infine, il prezzo del petrolio: il future gennaio sul Wti sale dello
0,57% a 51,35 dollari al barile, mentre la consegna febbraio sul Brent segna +0,41% a 54,16 dollari.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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