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Deutsche Bank, multa Usa da 7 miliardi

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Deutsche Bank, multa Usa da 7 miliardi

  • –Marco Valsania

NEW yORK

Il governo americano scende a patti con le grandi banche europee per chiudere il capitolo delle sanzioni sui derivati tossici.

Nell’arco di una nottata sono stati firmati due accordi multulimiliardari con Deutsche Bank e Credit Suisse, per un totale di 12,5 miliardi di dollari.

Questo dopo che una terza banca, Barclays, era stata invece nelle ore precedenti denunciata per truffa avendo rifiutato un compromesso ritenuto troppo oneroso e mentre altri due istituti, Ubs e Royal Bank of Scotland sono tuttora sotto inchiesta e impegnati in trattative in extremis con il Dipartimento della Giustizia americana.

La multa più rilevante e significativa è quella che ha colpito Deutsche, pari a 7,2 miliardi di dollari.

Ma la cifra era attesa e consente al colosso tedesco di tirare un sospiro di sollievo: è metà di quanto originalmente chiesto dalle autorità statunitensi in estate, 14 miliardi, e che avrebbe spinto la banca verso il baratro di un collasso. Più ancora, è suddivisa in 3,1 miliardi da pagare subito in contanti, e che peseranno per 1,17 miliardi sul bilancio del quarto trimestre, e 4,1 miliardi in azioni di soccorso ai consumatori, quali modifiche nei mutui, nell’arco di cinque anni. Le riserve per le dispute legali della banca, 5,9 miliardi a fine settembre, coprono la sanzione in contanti.

Credit Suisse, da parte sua, verserà 2,48 miliardi in cash. In un segno di maggior ottimismo sul futuro, il titolo di Deutsche, impegnata in drastiche riorganizzazioni e piani di rilancio, ha guadagnato ieri fino al 4% ed è in rialzo del 22% nell’ultimo mese.

Il patteggiamento è stato il primo sullo scandalo dei titoli garantiti da mutui subprime con la finanza europea mentre gli accordi erano già fioccati con le banche americane: da Bank of America, oggetto di una multa record da circa 16 miliardi vista la posizione di leader nella cartolarizzazione dei prestiti residenziali subprime, a JP Morgan, da Citigroup a Goldman Sachs.

In tutto gli scandali legati alla crisi del 2006-2008 hanno fatto scattare multe e risarcimenti per circa 200 miliardi negli Stati Uniti.

I titoli tossici immobiliari gestiti dalle sette principali protagoniste di questo mercato hanno contato per circa un quarto del conto, metà in sanzioni e metà in “consumer relief”.

L’urgenza di archiviare la pesante eredità è aumentata con l’avvicinarsi della conclusione del mandato dell’amministrazione di Barack Obama, per evitare riaperture del negoziato sotto il nuovo governo di Donald Trump a gennaio.

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