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Borse, Milano la peggiore d’Europa con Fca

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Borse, Milano la peggiore d’Europa con Fca

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Chiusura in calo per le Borse europee, con Milano che ha accusato la performance peggiore del Vecchio Continente, risentendo del crollo di Fiat Chrysler Automobiles. Il FTSE MIBha lasciato sul parterre l'1,69%, sul contraccolpo delle accuse lanciate dall’Epa, l’autorità americana che aveva messo sotto inchiesta anche la tedesca Volkswagen, contro la casa auto guidata da Sergio Marchionne, rea di avere violato la normativa sulle emissioni diesel. Le Fca, dopo essere entrate più volte in asta di volatilità, hanno chiuso in calo del 16%, nonostante dal quartier generale del gruppo sia stato ribadito che gli standard sono sempre stati rispettati.

Galassia Agnelli sotto la pressione delle vendite

Nel pomeriggio, come un fulmine a ciel sereno, è emersa la notizia che l’Epa, la stessa autorità americana che aveva messo sotto inchiesta nel settembre 2015 Volkswagen, ha accusato Fca di non avere rispettato la normativa sulle emissioni. Il totale dei veicoli sotto inchiesta sarebbe di 104mila unità e ciò potrebbe comportare una multa potenziale fino a 4,63 miliardi di dollari per la casa guidata da Sergio . Fca, dal canto suo, ha subito contestato le accuse dell’agenzia Usa per la protezione dell’Ambiente, indicando di avere sempre rispettato gli standard. Il contraccolpo accusato dalle azioni ha travolto anche Exorche sul finale ha lasciato sul parterre il 9,3%. Della galassia Agnelli sono inoltre andate male anche le Ferrari(-2,2%) e le Cnh Industrial (-1,3%).

Mediaset in retromarcia dopo smentita offerta Vivendi

Fca a parte, oggi si è inoltre sgonfiata la speculazione su Mediaset, che così ha lasciato sul parterre il 3,99%, dopo la smentita che Vivendi abbia presentato una proposta di accordo a Fininvest. Oggi invece è stata annunciata un’alleanza tra l’azienda di Cologno Monzese, la tedesca Prosiebensat e la francese Tf1 nelle piattaforme di distribuzione di video online. Nel dettaglio Mediaset ha acquisito una partecipazione del 5,5% in Studio 71, il principale multichannel network in Europa, e tra i primi cinque al mondo, controllato dal gruppo tedesco ProSiebenSat.1 Media. L’azienda francese, al tempo stesso, ha comprato il 6,1%, per un investimento totale dei due nuovi entranti è di circa 50 milioni. La marcia indietro di Mediaset ha favorito gli ordini in acquisto anche in Telecom Italia(-1,4%), che comunque rimane sotto la lente in attesa delle prossime mosse di Vivendi.

Male le banche, ma vola Ubi

Sono inoltre state vendute le azioni delle banche, fatta eccezione di Ubi Banca, volata del 9,1% nel giorno dell’annuncio dell’acquisizione delle tre così dette goods bank, ossia anca Marche, Etruria e CR Chieti. Operazione che comporterà un aumento di capitale da circa 400 milioni per l’istituto bergamasco, ma al tempo stesso porterà un utile aggiuntivo stimato pari a 100 milioni di euro al 2020. Prima del closing, le tre banche cederanno circa metà dei portafogli non performing e saranno ricapitalizzate. Bper per ha ridotto i danni allo 0,5%, nell’attesa di novità sull’acquisizione di Carife, la quarta delle good banks, che dovrebbe avvenire in tempi stretti, sulal falsa riga dell’operazione realizzata da Ubi. Unicredit ha invece accusato una flessione dell’1,75% nel giorno in cui l’assemblea dei soci ha approvato l'aumento di capitale da 13 miliardi di euro, che, stando alle dichiarazioni dell’ad, Jean Pierre Mustier, dovrebbe partire a marzo, dopo il raggruppamento delle azioni che invece dovrebbe essere realizzato a gennaio.

Lusso si oppone alla debolezza del listino

Si sono opposte al calo di Borsa le azioni del lusso, ben impostate da più sedute, nell’attesa di novità che potrebbero emergere dalle sfilate di moda maschili e mentre gli analisti sono alle prese a valutare l’impatto positivo delle agevolazioni fiscali legate al così detto Patent Box. Salvatore Ferragamo ha chiuso sulla parità e Moncler è salita dello 0,23%.

Hera scalda i motori per entrare nel Ftse Mib

Fuori dal paniere principale, Hera ha messo a segno un rialzo di oltre il 3%, all'indomani della presentazione del piano industriale e mentre la società scalda i motori per fare il proprio ingresso nel Ftse Mib al posto di Banca Mps. L'annuncio potrebbe arrivare il prossimo 20 gennaio quando Ftse Russell, la società che gestisce il Ftse Mib. deciderà in merito. In caso di uscita, le azioni dell'istituto senese non faranno più parte del paniere principale dei titoli a partire dal 24 gennaio. Per regolamento, in effetti, se un titolo rimane sospeso dalle contrattazioni per lungo periodo di tempo, Ftse Russell può decidere di toglierlo dall'indice.

Euro in recupero sul dollaro, in rialzo il petrolio
Sul fronte dei cambi, la divisa unica ha recuperato punti sul dollaro (segui qui l'andamento del dollaro contro le principali valute e qui l'andamento dell'euro). Ha inoltre ingranato la marcia il petrolio (segui qui Brent e Wti).

Pharma sotto pressione dopo Trump
In Europa sono andati maile i titoli farmaceutici, all'indomani dell'attesa conferenza stampa di Donald Trump durante la quale il presidente eletto ha puntato l'indice sulle aziende del settore,

che «spesso l'hanno fatta franca»: secondo Trupo c'è bisogno di più competizione sul fronte dei prezzi dei loro prodotti.

Rendimenti in calo nell'asta BTp. Produzione industriale in crescita
Rendimenti in flessione nell'asta di oggi sul medio e lungo termine. Il BTp a 3 anni scadenza 15/10/2019, offerto in quinta tranche per 3 miliardi e richiesto per 4,37 miliardi, è stato emesso con un rendimento lordo dello 0,06%, in flessione di 24 centesimi rispetto all'asta precedente. In calo anche il rendimento del BTp a 7 anni scadenza 15/10/2023: la settima tranche, offerta per 2,75 miliardi e richiesta per 4,03 miliardi, è stata collocata con un tasso lordo dell'1,15%, in ribasso di 22 centesimi rispetto all'asta precedente. Il Tesoro ha anche emesso la sesta tranche del BTp a 20 anni scadenza 01/09/2036, L'importo offerto, pari a 1,5 miliardi, ha calamitato richieste per 2,183 miliardi ed ha spuntato un rendimento del 2,53%. In calo lo spread tra BTp e Bund.

Indicazioni positive per l'economia dell'Eurozona da produzione e crescita
Per quanto riguarda i dati macroeconomici, a novembre rispetto a ottobre la produzione industriale nella zona euro è aumentata dell'1,5% e dell'1,6% nella Ue. Rispetto a novembre 2015 è aumentata rispettivamente di 3,2% e 3,1%. Per l'Italia novembre ha visto un solido rialzo della produzione dello 0,7% rispetto a ottobre. Secondo i dati diffusi dall'Istat, nella media del trimestre settembre-novembre 2016 la produzione è aumentata dello 0,9% rispetto al trimestre precedente. Corretto per gli effetti di calendario, a novembre 2016 l'indice è aumentato in termini tendenziali del 3,2%. Infine, forte crescita per la Germania: il Pil tedesco ha registrato una netta accelerazione nel 2016, con un +1,9% rispetto al 2015, quando era cresciuto dell'1,7%. Si tratta della crescita più forte negli ultimi 5 anni

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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