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Rai, impatto zero dal canone in bolletta sui ricavi del 2017

R&S Mediobanca

Rai, impatto zero dal canone in bolletta sui ricavi del 2017

Sede della Rai (Olycom)
Sede della Rai (Olycom)
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La riscossione del canone televisivo in bolletta, partita lo scorso anno, ha ridotto drasticamente l'evasione dell'imposta ma non avrà benefici sui ricavi della Rai. È quanto emerge dal focus annuale di R&S Mediobanca sul settore televisivo italiano che prevede ricavi 2017 da canone per la tv pubblica intorno agli 1,6 miliardi, cioè ai minimi da sette anni. Con la riforma del sistema di riscossione, infatti, il canone raccoglierà - nonostante un calo della tariffa da 113 a 100 euro - 2 miliardi di euro complessivi nel 2016, secondo l'Agenzia delle Entrate, grazie al crollo dell'evasione stimato dal 30% degli anni precedenti al 6%: tuttavia, riporta l'analisi, la distribuzione dell'ammontare totale (con un 5% trattenuto dallo Stato in base alla Legge 190 del 2014, il 33% di extra-gettito da destinare all'Erario, la tassa di concessione governativa e l'Iva) si tradurrà in circa 1,7 miliardi nelle casse di Viale Mazzini.

Il canone di competenza Rai è destinato inoltre ad assottigliarsi nel 2017 quando la tariffa annua scenderà a 90 euro e aumenterà l'aliquota sull'extra gettito: la stima di R&S è che l'ammontare scenda 1,6 miliardi di euro, ai minimi dal 2010 e quindi al di sotto dell'era pre-bolletta. La stessa Rai nei conti semestrali ha stimato che la quota di competenza Rai sarà di 83,68 euro per abbonato nel 2016 e scenderà a 75,81 euro nel 2017. Nel 2015, ultimo esercizio precedente la riforma, la Rai aveva registrato ricavi da canone per 1,637 miliardi.

In 5 anni 1,2 mld di pubblicità in meno
Nel quinquennio 2011-2015 l'industria televisiva italiana ha registrato una contrazione dei ricavi di 1,4 miliardi di euro (-13,5% a 8,5 miliardi complessivi) dovuto essenzialmente a una flessione del 25% del mercato pubblicitario per circa un 1,2 miliardi di euro. R&S Mediobanca ha calcolato in 860 milioni di euro le perdite cumulate nel quinquennio dai cinque principali operatori televisivi (Sky, Mediaset, Rai, La7, Discovery) che - in base ai dati Agcom - rappresentano il 90% dei ricavi totali televisivi nazionali.

La contrazione più significativa dei ricavi nel 2011-15 è di La7 (-26,6%) e di Mediaset (-22%). Calo del 15% per Rai e del 4% per Sky. Discovery Italia, operativa da maggio 2011, ha visto crescere i ricavi,anche in seguito ad acquisizioni, dai 74 milioni del 2012 ai 195 del 2015. In termini pubblicitari, è stata invece Rai a riportare la flessione maggiore (-32%) seguita da Mediaset(-24%), La7(-21,5%) e Sky Italia (-17%). Quanto alle perdite, da Rai deriva oltre la metà del rosso dell'intera industria con -453 milioni nel quinquennio. La7 ha perso quasi 400 milioni anche se nel 2015 è stata in grado di ridurre il passivo a 8 milioni. Perdite cumulate per 25 milioni per Mediaset, in utile Sky (5 milioni) e Discovery (12 milioni).

In questo scenario comunque il 2015 ha mostrato una prima inversione di tendenza con i ricavi tornati a crescere dell'1,4% a livello aggregato tra i cinque maggiori operatori televisivi italiani.

In tv persi 400 posti lavoro in 5 anni, lieve ripresa da 2015

Scorrendo lo studio targato Mediobanca, emerge che sono stati persi circa 400 posti di lavoro nell'industria televisiva italiane nel periodo 2011-15. In termini percentuali la contrazione della forza lavoro è stata dell'1,8% anche nel 2015 c'è stato un lieve segnale di ripresa - in parallelo con il lento recupero dei ricavi pubblicitari - con un miglioramento dell'1%. Nel quinquennio solo Sky Italia ha aumentato la forza lavoro (+8,5% pari a 215 unità) mentre Mediaset ha visto gli organici ridursi del 7,1% e Rai dell'1,1%. La ripresa del numero degli addetti nel 2015 non ha interessato Mediaset (-0,5%) mentre c'è stato un aumento per Rai (+1,1%), La7 (+1,9%) e Sky(+2,7%) che qualche settimana fa ha annunciato un piano di riorganizzazione con esuberi e trasferimenti riguardanti in particolare la sua sede romana. Per Discovery c'è stato un incremento di addetti del 16% nel 2015.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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