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Yellen non scuote i mercati. A Milano (+0,65%)…

la giornata dei mercati

Yellen non scuote i mercati. A Milano (+0,65%) "effetto" Opel su Fca

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I nuovi acquisti sui bancari italiani, a cominciare dalle ex popolari, e "l'effetto Opel" sul settore auto con Fiat Chrysler in rialzo del 4% portano Piazza Affari (+0,65% il FTSE MIB) ad essere la prima della classe in Europa mentre gli altri listini continentali restano per tutta la seduta poco lontani dalla parità anche perchè da Oltreoceano non arrivano segnali inattesi dall'audizione della presidente Fed, Janet Yellen, davanti al Congresso statunitense. La numero uno della banca centrale Usa ha confermato l'approccio di stretta monetaria graduale nel corso dell'anno lasciando aperta la porta a un intervento sui tassi di interesse già nella prossima riunione del Federal Open Market Committee di marzo. Questa indicazione ha finito per avere impatti soprattutto sul rafforzamento della moneta Usa portando il rapporto euro/dollaro sui minimi da un mese (a 1,0577 a fronte di 1,0597 di ieri sera) e più in generale il Dollar Index ai massimi dall'insediamento ufficiale di Donald Trump alla presidenza. L'apprezzamento del biglietto verde non ha per una volta rallentato le quotazioni del greggio (+0,9% il Wti a 53,43 dollari al barile) sostenuto ancora dalle stime Opec sul calo della produzione di greggio globale a gennaio.

Tornando a Piazza Affari, Banco Bpm (+4,9%) e Bper (+3,4%) sono state le migliori del settore bancario, mentre è proseguita la corsa di Unipol (+3,6%) grazie ai conti e ai dividendi annunciati. Fca ha concluso a +4,1% (trainando anche il suo primo azionista Exor del 3%) mentre Peugeot è stata la migliore a Parigi (+4%) dopo la conferma delle trattative con Gm per la possibile cessione di Opel al gruppo francese. Secondo gli analisti, una Gm senza Opel renderebbe più facile la combinazione con Fca.

Wall Street chiude a nuovi record, Dj +0,44 per cento. Vendite su Treasury
«Gli investitori si sono trovati di fronte una Yellen più aggressiva del solito, che sembra aver preparato il mercato a un possibile rialzo dei tassi già a partire dalla prossima riunione - ha commentato Vincenzo Longo, strategist di Ig - Dopo le sue parole, la probabilità di un ritocco a marzo (riunione 14-15 marzo) è salita lievemente al 18%, sebbene rimanga ancora contenuta». Wall Street ha chiuso in territorio positivo, con gli indici americani che hanno aggiornato i loro record. Il Dow Jones è salito dello 0,44% a 20.501,40 punti, il Nasdaq è avanzato dello 0,32% a 5.782,57 punti mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,40% a 2.337,44 punti. «Ci aspettiamo - prosegue Longo - che le possibilità di correzione in questo momento rimangano piuttosto contenute e di brevissimo respiro, dato che in molti preferiranno attendere prima l’annuncio delle manovre fiscali “fenomenali” promesse da Trump».

Le parole della Yellen hanno portato a vendite sui titoli di Stato Usa che hanno spinto i rendimenti del decennale vicino al 2,5%. Domani l'attesa dei mercati americani si concentrerà sui dati delle vendite al dettaglio, sull'inflazione e sulla produzione industriale.

Intanto, sul fronte macroeconomico italiano, l'Istat ha comunicato che nel 2016 la variazione annua del Pil italiano stimata sui dati trimestrali grezzi è pari a +0,9% (nel 2016 vi sono state due giornate lavorative in meno rispetto al 2015). Il Pil corretto per gli effetti di calendario nel 2016 è aumentato dell'1 per cento. Il dato è migliore di quello inserito dal Governo nel Documento programmatico di bilancio consegnato all'Europa nello scorso autunno, dove l'esecutivo stimava un Pil 2016 in aumento dello 0,8 per cento.

Generali, la speculazione torna a spingere il titolo

Sul Ftse Mib milanese ancora in luce il settore assicurativo sia con Unipolsai, grazie ai conti e ai dividendi apprezzati dagli operatori, sia con Generali, già ieri protagonista di una seduta brillante, in attesa domani di un cda su nuovi risparmi e la quota in Intesa Sanpaolo. Secondo le indiscrezioni di stampa,l'a.d. di Intesa, Carlo Messina, starebbe sondando gli azionisti, i propri e quelli del Leone, sull'ipotesi di combinazione societaria tra i due gruppi. I soci della compagnia triestina potrebbero accogliere favorevolmente le avance di Intesa se l'offerta fosse superiore ai 17 euro per azione Generali. «Le indicazioni sono coerenti con la nostra view speculativa su Generali - commentano gli analisti di una Sim milanese - Una valorizzazione di Generali superiore ai 17 euro per azione è coerente con la nostra aspettativa che in ipotesi di break-up il valore di Generali si attesti 19-20 euro per azione».

Ex popolari ancora in rialzo, sotto pressione Carige

In un settore bancario complessivamente vivace, +1,5% l'indice di comparto, è rimasta pressione Bca Carige, già ieri in deciso ribasso e oggi penalizzata di un altro 5% poiché gli investitori ritengono sempre più concreto il rischio che l'istituto debba lanciare un aumento di capitale. Hanno consolidato invece i guadagni della vigilia i titoli delle ex popolari sulla scia dell'annuncio dei conti 2016, a partire da Banco Bpm e Ubi Banca: le azioni di entrambi gli istituti avevano perso terreno venerdì, giorno della pubblicazione dei bilanci, prima di ripartire al rialzo nella seduta di ieri. A mettersi in evidenza è stata anche Bper, che ieri era rimasta indietro rispetto al generale recupero del comparto in attesa di novità sulla strategia di utilizzo del capitale in eccesso (a livello di coefficiente Cet1, Bper è ai vertici del settore). Il mercato, in particolare, si chiede se l'istituto punterà a realizzare un'aggregazione (al di là della prevista acquisizione di Cariferrara) o se invece sceglierà di aumentare ulteriormente l'asset quality innalzando i livelli di copertura.

Fnm corre dopo conferma progetto Trenord-Atm, sale Bonifiche Ferraresi
Fuori dal Ftse Mib, balzo del titolo Ferrovie Nord Milano (Fnm) dopo la conferma da parte del gruppo di Piazza Cadorna di avere avviato studi preliminari di fattibilità per una integrazione tra Fnm, la partecipata TreNord e il gruppo Atm. La scorsa settimana la stampa aveva lanciato delle indiscrezioni sull'ipotesi di maxifusione a tre citando nuovi incontri tra Ferrovie dello Stato, Ferrovie Nord Milano e Comune per valutare la realizzazione della super holding. Un polo unico dei trasporti con una fatturato di circa 2 miliardi di euro che piazzerebbe la megasocietà al nono posto tra i gruppi di trasporto pubblico europei. In evidenza anche Bonifiche Ferraresi dopo l'annuncio dell'ingresso nel capitale di Cassa depositi e prestiti attraverso Cdp Equity che darà il via a una riorganizzazione delle attività con successivo lancio di una offerta pubblico sul mercato per ritirare dal listino le azioni della azienda agricola emiliana. Nuovi massimi da un anno Mondadori (+6%).

Germania: confermato +1,9% del Pil lo scorso anno, Zew sotto le attese

Prima dell'apertura dei mercati, intanto, è stato pubblicato il dato sul Pil tedesco del quarto trimestre 2016. In base alla rilevazione, la Germania ha registrato un maggior dinamismo nella crescita nel quarto trimestre con il Pil risalito allo 0,4% dopo il rallentamento dell'estate (0,1% nel terzo trimestre). Lo ha indicato l'ufficio di statistica Destatis diffondendo i dati definitivi e confermando la crescita dell'1,9% per l'intero 2016 (+1,8% dati destagionalizzati).

E' invece sceso più delle attese in febbraio l'indice Zew sulle aspettative economiche degli investitori in Germania. L'indice è calato a 10,4 punti dai 16,6 di gennaio e ben al di sotto delle attese che indicavano una flessione a 15. L'indicatore sulle condizioni attuali scende a 76,4 da 77,3 a gennaio, anche questo sotto le previsioni. L'istituto Zew, che elabora l'indagine, sottolinea che «le incertezze politiche pesano sulle aspettative».

Balzo dell'inflazione cinese in gennaio

In Cina, intanto, l'inflazione è balzata oltre le attese in gennaio. L'indice dei prezzi al consumo ha registrato, infatti, un aumento del 2,5% su base annua dall'incremento del 2,1% che si era registrato a dicembre. E' il più forte aumento da più di due anni e mezzo, dal maggio 2014. Su base mensile, l'inflazione è progredita dello 0,2%. I prezzi degli alimentari sono aumentati lo scorso mese del 2,7% annuo dal +2,4% di dicembre. I prezzi alla produzione sono aumentati del 6,9%, a fronte del +5,5% del mese precedente, registrando il più forte aumento dall'agosto del 2011.

Spread Btp/Bund chiude in calo a 185 punti

Finali positivi per i BTp scambiati sul secondario telematico Mts. I corsi del decennale italiano si sono apprezzati dopo il dato sul Pil 2016 che ha mostrato una crescita leggermente superiore alle previsioni ufficiali del Governo. Il differenziale di rendimento tra il decennale benchmark italiano (Isin IT0005210650) e il pari scadenza tedesco, chiude a 185 punti base. I titoli italiani hanno realizzato la migliore performance di giornata tra i paesi Eurozona. In calo anche il rendimento del decennale italiano che scende al 2,23% dal 2,24% del finale della vigilia.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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