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Kraft punta 143 miliardi su Unilever ma per ora riceve un «no»

I TITOLI VOLANO IN BORSA

Kraft punta 143 miliardi su Unilever ma per ora riceve un «no»

L’esterno della fabbrica Unilever di Burton upon Trent, nei pressi di Birmingham (Reuters)
L’esterno della fabbrica Unilever di Burton upon Trent, nei pressi di Birmingham (Reuters)
Andamento titoli
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Il gruppo alimentare americano Kraft Heinz ha reso noto di aver presentato un'offerta di fusione da 143 miliardi di dollari a Unilever, proposta che è stata rifiutata. «Anche se Unilever ha rifiutato l'offerta, continuiamo a lavorare per raggiungere un accordo sui termini di una transazione», ha dichiarato Kraft in una nota rilasciata dal London Stock Exchange in cui è quotata Unilever.

I titoli volano in Borsa
Grande fermento in Borsa per entrambi i titoli dopo la notizia: a New York Kraft Heinz sale dell’8% e le azioni Unilever balzano di oltre il 10%, dando alla società un valore di circa 135 miliardi di dollari. Nello stesso settore Mondelez perde quota (-2,3%): rischia di non essere una potenziale preda di Kraft, cosa su cui il mercato aveva scomesso in passato. Kellogg (-2%), General Mills (-3,4%) e Campbell Soup (-5,4%) - gruppi che competono nello stesso comparto - ne risentono a loro volta. Secondo le regole britanniche sulle acquisizioni Kraft ha tempo fino al 17 marzo per presentare una nuova offerta.

IL BALZO DI UNILEVER IN BORSA
Quotazione del titolo Unilever alla Borsa di Amsterdam in euro. (Fonte: Ufficio Studi)

In una nota Kraft ha confermato di avere comunicato una proposta dettagliata «per creare un gruppo leader nel settore dei beni di consumo, con una missione di crescita a lungo termine». E nonostante la multinazionale anglo-olandese abbia respinto l’offerta - ritenuta troppo bassa - il gruppo con base nell’Illinois ha manifestato l’intenzione di proseguire la trattativa. Dalla fusione nascerebbe il vero colosso del settore, dato che Kraft è il primo gruppo alimentare americano e il secondo del mondo dopo Nestlé.

VOLA ANCHE KRAFT HEINZ
Quotazione in dollari al Nasdaq (Fonte: Ufficio Studi)

Unilever: offerta troppo bassa
Unilever ha confermato di aver ricevuto un’offerta di 50 dollari per azione, composta di 30,23 dollari cash e il resto in azioni: l’offerta corrisponde a un premio del 18% sul valore della società. «Questa offerta fondamentalmente sottovaluta Unilever - afferma il gruppo anglo-olandese - L’abbiamo respinta perché perché non ne vediamo il valore, né finanziario né strategico, per i nostri azionisti». Il gruppo «non vede dunque alcuna base per discussioni supplementari».

Il ruolo di Warren Buffett
L’operazione, se andasse in porto, coronerebbe un periodo di forte consolidamento nel settore. Nel 2015 infatti è avvenuta la fusione tra Heinz e Kraft, un accordo orchestrato da Warren Buffett e dalla società brasiliana di priva equity 3G Capital Partners. In caso di esito positivo, il gruppo Kraft Heinz Unilever sarebbe il secondo al mondo nel settore del food con 85 miliardi di ricavi zonsolidati dietro a Nestlè (91 miliardi) e davati a PepsiCo e Archer-Daniels. Si tratterebbe inoltre della seconda acquisizione più grande della storia dopo quella del 2000 nel settore delle telecomunicazioni di Vodafone nei confronti della tedesca Mannesmann, un’operazione da 183 miliardi di dollari.

Gruppi Gb più contendibili
L’offerta giunge in una fase molto delicata per la politica britannica, alle prese con il delicatissimo percorso di uscita dall’Unione Europea. La svalutazione della sterlina dopo il referendum sulla Brexit (il dollaro è passato da un cambio di 1,48 nei confronti della valuta britannica a un rapporto di 1,25) ha infatti reso le società britanniche più contendibili.

Coldiretti: concentrazione eccessiva
Con le eventuali nozze tra Kraft Heinz e Unilever, commenta la Coldiretti, «si concentra, ancora di più, il potere delle dieci multinazionali del cibo nel pianeta che attraverso 500 marchi controllano il 70% del mercato alimentare, con pesanti effetti sui rapporti contrattuali con il settore agricolo frammentato in 570 milioni di aziende agricole nel mondo».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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