Finanza & Mercati

Europa in rosso. Milano paga banche e Saipem. Wall Street ancora su

la giornata dei mercati

Europa in rosso. Milano paga banche e Saipem. Wall Street ancora su

Ap
Ap
Andamento titoli
Vedi altro

Chiusura ancora in rialzo per Wall Street, con il Dow Jones che per l’undicesima seduta di fila mette a segno un nuovo record guadagnando lo 0,05% a 20.819,84 punti. In territorio positivo anche il Nasdaq e l’indice S&P500, che accelerano rispettivamente dello 0,17% a 5.845,31 punti e dello 0,15% a 2.367,28 punti.

Piazza Affari, appesantita da Saipem e dalle banche, cede l'1,18% nel FTSE MIBe l’1,15% nel Ftse All Share. Al di l della correzione odierna - spiega Vincenzo Longo, strategist di Ig - si sta allargando il gap tra le Borse europee caratterizzate da cautela e quelle Usa e Asia che continuano a correre. Se l'Europa da una parte mostra indicatori dell'economia reale che potrebbero sostenere i listini, dall'altra paga il sentiment, non negativo, ma di cautela in vista delle evoluzioni politiche e questo favorisce ricoperture su oro e asset considerati poco rischiosi.

Sul Ftse Mib, scatto di Leonardo - Finmeccanica (+3,8%) grazie ai conti e al nuovo piano. Tonfo di Saipem (-6,8%) sui dubbi per il portafoglio ordini 2018. Male anche Banco Bpm (-6,6%) che per gli analisti continua a scontare timori sull'impatto della riduzione dei crediti problematici. Gi anche Fca (-3,1%). Male a Parigi Vivendi (-4%) dopo i conti 2016 e la notizia dell'indagine a carico dei vertici per la questione Mediaset (-1,2%).

In rialzo in area 200 punti, dopo aver anche superato questa soglia, lo spread Btp/Bund e quello francese (a 72 punti)dopo le indiscrezioni sul fatto che i consiglieri economici di Marine Le Pen (candidata alle presidenziali francesi) avrebbero illustrato a grandi gestori il programma di uscita dall'euro in caso di vittoria. Il dollaro, dopo un ritorno sopra 1,06 per un euro, torna a essere acquistato l'oro che - segnala Websim - e ha registrato l'ottava settimana di rialzo delle ultime nove.

Mediaset in rosso, Vivendi pesante dopo conti e inchiesta su vertici
Vendite intense su Mediaset e sulla sua controllata spagnola Mediaset Espana poich le vicende giudiziarie sul contratto siglato con Vivendi e le mosse annunciate ieri da Madrid hanno l'effetto di ridurre per il momento l'appeal speculativo sui due titoli legato da dicembre al possibile riassetto delle societ televisive della famiglia Berlusconi. Sui minimi dell'anno anche Mediaset Espana all'indomani dei conti del 2016 che hanno evidenziato risultati in crescita (ma in linea con le previsioni) anche se il passo di incremento della raccolta pubblicitaria nel IV trimestre (+0,7%sui mezzi propri) l'andamento dei ricavi netti totali (-5,7% a 280mln) sono stati deludenti. La sorpresa per gli operatori stata semmai dovuta all'avvio di un nuovo programma di acquisto di azioni proprie (fino a 100 milioni e fino a un massimo del 5% del capitale) che destinato a favorire il rafforzamento della presa da parte di Mediaset: l'operazione, come altre gi effettuate negli ultimi anni, ha l'obiettivo di ridurre il capitale sociale comportando di conseguenza l'aumento della quota Mediaset oltre il 50,2% attualmente detenuto.

Ma l'attenzione statae puntata in prima battuta sull'iscrizione del presidente di Vivendi, Vincent Bollor, e del ceo del gruppo, Arnauld de Puyfontaine, tra gli indagati dell'indagine aperta su istanza presentata a dicembre da Fininvest per presunta manipolazione del mercato: l'istanza basata sull'assunto che Vivendi, venendo meno all'accordo di acquisto di Premium, abbia determinato una forte contrazione del titolo (da luglio in avanti) per poi acquistare rilevanti pacchetti di azioni Mediaset nell'ultima parte dell'anno salendo fino alla soglia del 30%. Vivendi ha giudicato l'istanza "infondata" (definizione respinta da Fininvest attraverso una nota del suo legale Niccol Ghedini). Di fatto, comunque, se ancora ieri il ceo di Vivendi si dichiarava ottimista sulla possibilit di trovare un accordo amichevole con Fininvest-Mediase. Da capire quale pu essere questa partnership visto che alto il rischio che, con Fininvest vicina al 40% e Vivendi a un passo dal 30%, qualsiasi collaborazione anche industriale possa far scattare l'obbligo di una offerta pubblica su Cologno Monzese. Le notizie recenti sembrano confermare che un accordo tra Fininvest e Vivendi improbabile nel brevissimo termine - il commento di Mediobanca Securities - e non riteniamo che una offerta ostile da Parigi rappresenti al momento una soluzione praticabile. A Parigi, soprattutto per effetto dei risultati 2016 che hanno riportato un calo del 35% degli utili, brusco scivolone di Vivendi.

In rosso anche Unicredit dopo il successo dell'aumento di capitale e mentre il focus sulla capacit della banca di generare ricavi e sul dossier Generali. Tra i titoli peggiori Buzzi Unicem, in linea con il settore in Europa, Telecom Italia e Fca che stata sospesa in avvio per eccesso di volatilit: secondo un operatore si trattato di un errore nell'immissione di un ordine su un pacchetto in vendita.

Gi tutte le banche, in tenuta Enel e A2a
Pochi i titoli positivi tra i quaranta big del listino milanese: oltre a Leonardo, si sono messe in evidenza le utility comeEnel (+0,6% sostenuta dai conti di Endesa in Spagna) eA2a (+0,6%) ma anche Recordati e Luxottica. E' stata invece particolarmente penalizzata la seduta dei bancari: se in Europa l'indice Stoxx600 e' caduto dell'1,3%, il Ftse italia banche arretrato del 2,4% non risparmiando neppure Unicredit (-2,2%) dopo i risultati parziali dell'aumento di capitale da 13 miliardi che hanno visto nella prima fase una sottoscrizione pari al 99,8% dei titoli oggetto d'offerta. Flessione superiore al 2% per Banca Mediolanum(-2,5%) e Ubi Banca(-2,48%). Performance peggiore dell'indice per Intesa Sanpaolo(-2,2%) e Generali(-1,8%): il presidente dell'istituto bancario Gian Maria Gros-Pietro ha ribadito che al momento non ci sono novita' sul progetto Generali, ovvero la combinazione industriale tra la banca e la compagnia assicurativa oggetto di studio da parte di Ca'de Sass

Acquisti su Salini Impregilo dopo conti e prospettive lavori in Usa
Salini Impregilo ha messo a segno un rialzo vicino al 5% della diffusione dei dati annuali che registrano un incremento di ebitda ed ebit (+9,3% e +5,6%), un livello dei nuovi ordini a 7,3 miliardi superiori agli obiettivi 2016 e un calo dell'indebitamento netto a 350,9 milioni. Il titolo segnaun rialzo superiore al 5%. A spingere il titolo le prospettive di commesse in Usa, pi volte sottolineate dal gruppo con l'avanzare dell'era Trump, dove vanta la presenza della controllata Lane, rilevata nel 2016. L'azienda americana, che a fine 2016 aveva in portafoglio ordini per 2,5 miliardi di euro e ne conta gi 850 milioni nei primi mesi 2017, ha buone prospettive di crescita. La strategia aziendale negli Stati Uniti, sottolinea un report di Mediobanca Securities, mira a ottimizare il mix dei lavori, aumentando la quota di progetti di grandi dimensioni con un focus sulle linee di autostrade, tunnel e metropolitana. Il report precisa poi che i recenti eventi alla diga Oroville, in California (formazione di una crepa e quindi evacuazione di circa 200mila abitanti delle zone vicine), hanno ancora una volta messo in luce che il rischio di invecchiamento delle dighe negli Usa deve essere affrontato al pi presto. Secondo lo State Dam Safety association, il costo stimato per riabilitare le dighe del paese al di sopra 60 miliardi di dollari, di cui 18,7 miliardi per l'alto potenziale di rischio delle dighe. Per Salini Impregilo, la manutenzione delle dighe pu quindi rappresentare un ulteriore fonte di aspirazione. Gli analisti hanno quindi conferato la valutazione Outperform con un target price a 3,5 euro.

A Londra crolla Royal Bank of Scotland, profondo rosso e nuovi tagli
Netta flessione per Royal Bank of Scotland alla Borsa di Londra, dopo l'annuncio di nuove perdite miliardarie e di un altro piano di tagli. Il titolo dell'istituto britannico ha chiuso le contrattazioni a -4,5%. La banca, controllata al 72,9% dal Governo britannico dopo il salvataggio del 2008, ha chiuso il 2016 con una perdita di 6,95 miliardi di sterline (8,3 mld di euro) dopo il rosso di 1,95 miliardi del 2015, segnando il nono esercizio consecutivo in perdita. Rbs lontana dal vedere la fine del tunnel dopo il tracollo ai tempi della crisi finanziaria: oltre ai 45 miliardi iniettati dallo Stato all'epoca ha accumulato quasi 60 miliardi di sterline di perdite, portando la 'fattura' complessiva a oltre 100 miliardi. Rbs prevede di chiudere in rosso anche il 2017, ma il ceo Ross McEwan ha promesso un ritorno all'utile nel 2018. La banca sta ancora pagando il retaggio dei passati comportamenti, come emerge dai 5,86 miliardi di sterline che pesano sul bilancio 2016 per cause e contenziosi legali, tra cui in primis che il dossier dei mutui sub-prime negli Usa. Rbs anche coinvolta anche nello scandalo delle polizze 'forzose' sui mutui che riguarda l'intero settore bancario britannico e che nel 2016 costato altri 601 milioni di sterline. Oltre alle procedure legale, sul bilancio pesano anche i costi di una ristrutturazione che non ancora finita. La banca, che ha gi ridotto drasticamente la sua presenza internazionale, ha lanciato un nuovo piano di risparmi per 2 miliardi su 4 anni. Nel 2017 i tagli saranno pari a 750 milioni. Il ceo ha spiegato che le misure includeranno tagli occupazionali e la chiusura di sportelli, ma non ha dato cifre. Per Micheal Hewson, analista alla Cmc markets, il nuovo piano sar un duro colpo per il morale dei dipendenti, dopo che l'organico calato dai 145mila dipendenti del 2007 agli attuali 80mila.

BTp: spread con Bund oltre quota 200 punti, poi chiude a 198
In area Euro, le notizie di natura politica continuano a condizionare le scelte degli investitori. Gli analisti di Mps Capital Services segnalano che particolarmente seguita in questo periodo la Francia, dove si teme un’avanzata del partito Front National. Si ampliato lo lo spread francese, pur rimanendo sotto i massimi di 80 punti base, con il decennale tornato sotto l’1%, per la prima volta da fine gennaio. Sotto osservazione anche lo spread Italia-Spagna che questa mattina ha aperto a 44 punti base (da 53 di ieri) per poi chiudere a 39 punti, su tensioni crescenti in vista del nuovo referendum in Catalogna sull’indipendenza. Torna a salire anche lo spread tra BTp e Bund sul mercato secondario dei titoli di Stato, superando la soglia dei 200 punti (poi 198 in chiusura). Il rendimento del decennale italiano si attestato infine a 2,18%. Sulle future mosse della Bce tornato a parlare Weidmann, secondo cui l’ipotesi di un rialzo dei tassi entro il 2019 non del tutto ingiustificata se dovessero continuare a ridursi i rischi sull’economia.

BoT: assegnati semestrali per 6 mld, rendimento scende -0,294%
Calo frazionale per il rendimento dei BoT semestrali collocati oggi in asta. Il BoT a 6 mesi scadenza 31/08/2017 stato emesso per un ammontare pari a 6 miliardi di euro a fronte di richieste per 9.144 miliardi con un rendimento lordo semplice pari a 0,294%, in flessione di 2 punti base rispetto all'asta precedente. Il rapporto tra domanda e offerta si attestato a 1,52 da 1,56 dell'asta di gennaio. Il regolamento dell'asta cade sul prossimo 28 febbraio.

Dollaro tornato sotto 1,06 per un euro
Dopo essersi spinto di nuovo sopra 1,06 per un euro, il dollaro ha rivisto gli acquisti ed tornato in area 1,057 dimenticando i dati deludenti sulle vendite di case nuove a gennaio (+3,7% negli Usa sotto le previsioni) e posizionandosi gi in vista del discorso del presidente Trump al Congresso da cui potrebbero emerge indicazioni pi chiare (almeno questa l'aspettativa degli investitori) in termini di riforma fiscale e misure di ulteriore stimolo all'economia.

Oro sui massimi da tre mesi, ritraccia il petrolio
Il petrolio ha limato i guadagni dopo i dati Usa che hanno evidenziato come la produzione sia tornata sopra i 9 milioni di barili al giorno per la prima volta da aprile 2016 (segui qui l'andamento di Brent e Wti). Leggermente in aumento le scorte generali che hanno comunque toccato un nuovo record. L’oro tornato sopra i 1250 dollari l'oncia in linea con la debolezza del dollaro e viaggia sui massimi da tre mesi e mezzo, con un ritorno di acquisti per i beni rifugio.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

© Riproduzione riservata