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Borsa, con i record di Wall Street Europa più appetibile. Ecco…

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MERCATI AZIONARI

Borsa, con i record di Wall Street Europa più appetibile. Ecco perché

Da una parte un’economia americana sempre più in buona salute. Dall'altra un Europa che fatica a riprendere quota. Negli ultimi anni questa divergenza tra le due principali aree economiche sviluppate mondiali ha dettato la strategia di politica monetaria della Fed e della Bce e le mosse degli investitori. Con ripercussioni a vario livello. Dal mercato valutario (l'euro ha perso oltre il 20% sul dollaro nell'ultimo triennio) a quello obbligazionario (i tassi sono saliti negli Usa e scesi in Europa) per arrivare alla Borsa (dal 2014 ad oggi l'indice S&P 500 ha guadagnato oltre il 29% contro un +13% messo a segno dal paniere delle blue chips europee). Wall Street, che ieri ha aggiornato per l’ennesima volta il suo record storico, continua a sovraperformare il Vecchio Continente.

BORSA, EUROPA E WALL STREET A CONFRONTO
Andamento a confronto degli indici S&P500 ed S&P Europe 350 nell'ultimo triennio (Fonte: S&P Market Intelligence)

Negli Stati Uniti l'economia in questi anni è andata meglio e gli utili aggregati delle società quotate a Wall Street sono tornati ai livelli pre-crisi a differenza dell'Europa. È soprattutto per questa ragione che i mercati azionari tra le due sponde dell'Atlantico hanno viaggiato a due velocità. Ma non solo. Anche al netto dell'andamento del conto economico infatti il mercato si è dimostrato più filoamericano. Un fatto che emerge con chiarezza osservando i multipli. Quegli indicatori che, rapportando indicatori di bilancio (patrimonio, utili, fatturato...) al valore di mercato di una società o di un listino, vengono in genere utilizzati come un termometro per valutare se una borsa o un'azione trattano a premio o a sconto.

Ebbene oggi i multipli ci dicono che il premio a cui storicamente Wall Street tratta rispetto all'Europa è su livelli estremamente alti. In media le società che fanno parte del paniere S&P500 trattano a un valore di 3.07 volte il loro patrimonio (sui massimi dal 2004) mentre quelle europee viaggiano su un multiplo medio di 1.71 volte. Questo grafico mostra l’andamento del differenziale tra il prezzo/patrimonio medio degli indici S&P500 ed S&P Europe e può tranquillamente essere preso come termometro di quanto Wall Street sia a premio rispetto l’Europa. O viceversa di quanto l’Europa sia a sconto rispetto a Wall Street.

IL PREMIO DI WALL STRET SULL'EUROPA
Differenziale del rapporto prezzo patrimonio medio tra Europa e Wall Street (Fonte: Elaborazione Il Sole 24 Ore su dati S&P Market Intelligence)

Come si può chiaramente vedere è dal 2009 (da quando è possibile ricavare i dati) ad oggi il divario non è mai stato tanto ampio. E lo stesso discorso vale se si prende in considerazione un altro multiplo come il rapporto tra prezzo e utili attesi. Se per l'S&P 500 si viaggia su un livello di prezzo/utili attesi di 18 volte l'Europa si ferma a 15 volte. Era dal 2009 che Wall Street non viaggiava a premi così alti rispetto all'Europa. O viceversa, che l'Europa non prezzava tanto a sconto rispetto agli Usa.

Ci sono varie ragioni per cui questo spread di valutazione tra Europa e Stati Uniti si è ampliato ma, semplificando, si può dire che, se da una parte il mercato ha scommesso molto sulla Borsa americana puntando sugli effetti della «Trumpeconomy», dall'altra ha penalizzato l'Europa per via del rischio politico e della crisi del settore bancario. Nonostante questi fattori siano incontestabili è anche vero che tutto si basa su aspettative.

Non è detto che lo stimolo fiscale di Trump avrà l'effetto sugli utili di Wall Street che oggi il mercato sta prezzando così come non è detto che le elezioni 2017 porteranno alla tanto temuta ascesa dei movimenti populisti. L'economia del Vecchio Continente, oltretutto, si sta dimostrando più in salute di quanto si pensava. Diversi dati macro usciti in queste settimane lo hanno dimostrato.

Gli investitori si sono mostrati molto reattivi in particolare alle ultime rilevazioni sulla fiducia delle imprese nell'Eurozona diffusi martedì scorso che sono risultati migliori delle attese. «L'indice di fiducia Pmi composito tornato sui massimi da aprile 2011 ci ha portato a rivedere le nostre stime sul Pil 2017 da +1 a +1,3 per cento» segnalano gli analisti di Capital Economics secondo cui, se il trend di questa prima parte dell'anno dovesse consolidarsi anche nei prossimi trimestri, c'è da aspettarsi una crescita ben superiore. Anche alla luce di questi segnali, e delle valutazioni a sconto dei listini continentali, gli investitori sono tornati a scommettere sull'azionario europeo: nell'ultima settimana i fondi equity europei - segnala Epfr Global - hanno registrato flussi netti di capitale per 1,1 miliardi di dollari. Il miglior flusso settimanale da un anno a questa parte.

«Il mercato azionario continentale - spiega Neil Dwane, global strategist di Allianz Global Investors - sconta diversi fattori di debolezza. La fragilità del settore bancario (quello italiano in primis) e l'incertezza politica in vista delle elezioni dei prossimi mesi. Ciò detto l'economia europea sta dando segnali incoraggianti come dimostrano i recenti dati macro. Se si esclude il settore bancario, su cui permangono ancora molte incertezze, vedo opportunità interessanti in Europa. Anche alla Borsa di Milano dove ci sono diverse società a forte vocazione esportatrice da cui potrebbero arrivare sorprese sul fronte dei conti».

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