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Morelli: «Il rilancio di Mps ha bisogno di un percorso chiaro»

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Morelli: «Il rilancio di Mps ha bisogno di un percorso chiaro»

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Imagoeconomica
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Le interlocuzioni tra Bce e Bruxelles sono in corso, e il punto finale sul salvataggio di Mps deve ancora essere scritto. «Ci attende un periodo lungo, perché per riappropriarsi di una presenza commerciale ci vorrà qualche anno, è un percorso molto lento». Così l’amministratore delegato di Mps, Marco Morelli, vede le prospettive della banca senese. Intervenendo a un convegno della Fabi a Milano, il manager ha sottolineato che il suo «obiettivo» non è solo chiudere le «formalità sulle negoziazioni del piano con la Vigilanza», ma avere anche un «chiaro percorso di lavoro» da condividere con l’intera banca. Anche perchè negli ultimi 12 mesi la banca ha perso «miliardi di masse commerciali».

A proposito di road map, Morelli ha confermato che il cda di Mps approverà il piano industriale solo «alla fine del confronto fra le autorità europee». Il dibattito tra Bce e Dg Competition come noto è serrato, ma Morelli si tira fuori dalle polemiche: «Non sono assolutamente al corrente di dissapori fra Commissione europea e Bce».

Parole in linea con quanto dichiarato sempre ieri dalla responsabile della concorrenza europea Margrethe Vestager, secondo cui la collaborazione tra Commissione e Bce sul piano di ristrutturazione di Montepaschi «è molto buona», anche se le due istituzioni «hanno compiti differenti».

D’altra parte è chiaro che il processo Mps coinvolga più attori. Da una parte la Vigilanza, che ha a cuore il tema patrimoniale e vede di buon occhio un rafforzamento più sostanzioso, dall’altro la Dg Comp che deve tutelare la concorrenza, e chiede il minore contributo statale. Infine c’è lo Stato, che in qualità di socio-contribuente, è osservatore partecipante della vicenda. In questo quadro la banca guidata da Morelli deve rimettersi in carreggiata. Per questo il manager ricorda che «i paletti» che verranno imposti dalle autorità europee non dovranno togliere a Mps «la possibilità di camminare».

Le attese sono per un rafforzamento dello Stato fino al 70% del capitale, qualora venisse confermato l’aumento da 8,8 miliardi, di cui 6,6 iniettati dal Mef. Se lo Stato «è un azionista lungimirante - dice Morelli - e spero che lo sia, deve discutere con i manager quali sono gli obiettivi, per rivedere quello che ha investito in un arco di tempo ragionevole».

Fra i temi sul tavolo ci sono i crediti deteriorati. Un dossier, per cui «stiamo valutando quale meccanismo sia migliore per fare in modo che la banca si liberi in temi ragionevoli degli stock di npl».

Con un’indicazione anche sul suo futuro. «Io resto» a Siena - dice Morelli - «indipendentemente. Anche con uno stipendio ridotto». «Allo stesso tempo, il giorno in cui abbiamo chiuso operazione» di ricapitalizzazione, aggiunge, «ho messo a disposizione il mio mandato ed è giusto farlo nel momento in cui entra un nuovo socio». Il «mandato di un ad è sempre a disposizione dei soci e del consiglio».

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