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Leonardo torna a pagare il dividendo dopo sei anni. E il titolo in Borsa…

aerospazio e difesa

Leonardo torna a pagare il dividendo dopo sei anni. E il titolo in Borsa vola

Leonardo torna a pagare il dividendo dopo sei anni. La cedola sarà di 14 centesimi lordi per azione, secondo la proposta per la prossima assemblea degli azionisti (si riunirà il 16 maggio) che è stata deliberata dal consiglio di amministrazione dell'ex Finmeccanica, riunitosi a Milano all'hotel Gallia, per approvare il progetto di bilancio 2016.

È la mossa di addio di Mauro Moretti al termine del triennio alla guida del gruppo aerospaziale e della difesa. Sulle nomine, per le quali si attende la decisione del governo entro il 20 marzo, Moretti ha risposto così a una domanda su quali siano le motivazioni del governo, che è orientato a non confermarlo: «Non ho pensieri in merito. Sono sereno. Non perdo niente se non ho la conferma. Sono un manager professionista. Non vorrei essere nei panni del governo. Non mi permetto di giudicare, capisco che hanno delle difficoltà».

La mancata conferma? «Se fosse legata ai risultati saremmo in un paese di matti»
Moretti ha detto che la causa della mancata conferma potrebbe essere la sentenza di condanna a 7 anni di reclusione (in primo grado) per la strage ferroviaria di Viareggio, avvenuta quando guidava il gruppo Ferrovie dello Stato. «Mi pare che sia l'unica cosa riportata sui giornali. Il governo è padrone delle sue scelte. Sceglierà nel modo migliore valutando tanti aspetti. Se la non conferma fosse legata agli eventuali mancati risultati dell'azienda sarei stupefatto, perché mi sembrerebbe di stare in un paese di matti». A chi gli aveva chiesto se pensi di meritare la conferma, in base ai risultati presentati, Moretti aveva risposto: «Alle conferme deve pensare l'azionista, credo che avrete soddisfazione in poche ore, lasciamo a lui il compito di farle. Io mi limito a prendere atto che tutti gli operatori che hanno investito in Leonardo hanno quella opinione, dopo di che l'azionista deve pensare anche a tante altre cose, e farà il suo mestiere nel modo migliore».

Moretti ha detto che in caso di mancata conferma l'unico rammarico sarebbe di non poter «gettare le basi di quella che potrebbe essere la più bella azienda di aerospazio e difesa del mondo». Per la carica di nuovo a.d. il governo sta vagliando le candidature di Fabrizio Giulianini, capo del settore elettronica, difesa e sistemi di sicurezza del gruppo e, a quanto risulta al Sole 24 Ore, alcune ipotesi esterne. La decisione non è ancora stata presa e sono possibili anche sorprese dell'ultima ora. Del resto nell'aprile 2014 il nome di Moretti fu proposto da Matteo Renzi nelle ultime 48 ore.

La cedola vale 80 milioni
Assieme ai risultati Moretti ha presentato il piano industriale 2017-2021, già approvato dal cda il 23 febbraio scorso, come riferito dal Sole 24 Ore. Moretti ha parlato delle proiezioni del piano, «avremo una crescita organica e con acquisizioni», come se dovesse essere lui a guidare il gruppo nei prossimi anni. E ha detto che ci sono risorse per incrementare il dividendo, «tra un anno si potrebbe proporre di 16 centesimi, e nel successivo 18». Considerato il numero di azioni della società, escluse le azioni proprie, il dividendo totale proposto dal cda è di circa 80 milioni di euro, di cui 24 milioni a favore del ministero dell'Economia, proprietario del 30,2% del capitale.

Dopo la diffusione dei dati le azioni di Leonardo sono partite a razzo. Hanno chiuso la seduta di Borsa con un rialzo del 7,75% a 13,90 euro (+1,2% l'indice Ftse Mib). L’ultimo dividendo fu pagato dall’allora Finmeccanica con il bilancio 2010, l'ultimo firmato dall'ex presidente e a.d. Pier Francesco Guarguaglini, la cedola era di 41 centesimi per azione.

Moretti: «Ho trovato ordini tossici»
Moretti ha ripercorso i tre anni alla guida del gruppo aerospaziale muovendo le consuete critiche ai predecessori. «Il problema era affrontare situazioni di dramma sul portafoglio ordini, per lo più tossici». Secondo problema «una la cultura servile di fare cose che non servivano al gruppo». Un altro «era la mancanza di controllo su quello che facevano le società del gruppo, ciascuno faceva quello che voleva, finché o i carabinieri non bussavano alla porta o non serviva una ricapitalizzazione». «Il tutto con una base etica traballante e una cultura industriale quasi a zero».«Non è stata una operazione di chirurgia plastica, ma di vera politica industriale. Chiedo di avere esempi simili con gli stessi risultati».

Moretti ha parlato anche dell'indagine giudiziaria con 82 indagati tra dipendenti ed ex di Finmeccanica emersa oggi. «E' una cosa che si è svolta tutta in precedenza a questo vertice, dal 2008 al 2014, io sono arrivato solo a maggio 2014. C'erano buoni benzina, l'uso di macchine di servizio, le trasferte. Era un po' tutto così. Era un clima che è stato completamente cambiato». L'indagine non tocca solo degli ex. Tra gli indagati c'è un alto dirigente e o stretto collaboratore di Moretti, il direttore finanziario del gruppo e dirigente preposto ai documenti contabili, Gian Piero Cutillo, seduto in prima fila durante la conferenza stampa.

Gare perse all'estero e andamento delle commesse
Moretti ha replicato anche a chi ha osservato che nella sua gestione c'è stata una riduzione di ordini, se si eccettua l'ordine record dell'Eurofighter in Kuwait firmato nell'aprile 2016 ma frutto di un lavoro pluriennale insieme al governo cominciato dai predecessori nel 2010, l'ordine vale 7,95 miliardi di euro per tutti i partner del programma, di cui il 60% di competenza di Leonardo. «Qualcuno fa il furbo dicendo che abbiamo meno ordini. Sono capaci tutti di prendere ordini in perdita. Questo gruppo quando sono arrivato aveva degli ordini di sasso, per usare una parola nobile. Abbiamo introdotto delle valutazioni e non c'è un margine positivo, oltre il 10% di Ebita, si rifiuta un ordine».

Moretti ha citato «l'ordine firmato tra il 2008 e il 2009 per le forniture a Bombardier, farà perdere al gruppo 250 milioni in. Chi ha firmato quell'ordine è sotto audit che diventerà qualcosa più di un audit».

L'anno scorso il gruppo ha perso importanti commesse internazionali. In particolare il rinnovo della flotta elicotteri militari in Gran Bretagna è stato aggiudicato a Boeing anzichè all'industria di casa, l'ex Westland di proprietà di Leonardo. Il gruppo ha perso anche le gare per gli elicotteri in Polonia e a Singapore, in Canada ha perso la gara per 16 aerei militari da ricerca e soccorso. «Non abbiamo perso queste gare», replica Moretti.

«In Polonia la gara è stata annullata e siamo ancora in corsa. A Singapore ci siamo presentati pur sapendo che il nostro elicottero, che è di 15 tonnellate, non poteva soddisfare il requisito di 10 tonnellate, abbiamo fatto promozione». Sul C27J in Canada Moretti ha detto che al consorzio guidato da Airbus, vincitore della gara, «sono state date delle condizioni su misura per offrire maggiori servizi, che solo loro potevano conoscere, a noi era stato dato un limite di spesa e lo abbiamo rispettato. Un mese dopo la conclusione della gara un alto dirigente del ministero della Difesa è andato a lavorare in un'azienda del cosorzio che ha vinto».

I conti del 2016 e l'impatto della maxi-commessa in Kuwait
Il progetto di bilancio 2016 approvato dal cda “all'unanimità” conferma le cifre già largamente rese note. I ricavi sono diminuiti di 993 milioni a 12 miliardi (-7,6%), Leonardo dice che la riduzione è dovuta alle difficoltà degli elicotteri (circa 700 milioni in meno) soprattutto nel mercato civile e oil & gas, alle variazioni di perimetro per cessioni di attività di Drs e di Fata, e dell'impatto negativo del tasso di cambio sterlina/euro (circa 300 milioni).

Il margine operativo lordo (Ebitda) è aumentato del 2,2% a 1.907 milioni. Il risultato operativo Ebita è aumentato del 3,6% a 1.252 milioni, pertanto l'incidenza su iricavi (Ros) sale dal 9,3% al 10,4 per cento. Il risultato operativo Ebit è migliorato dell'11,1%, da 884 a 982 milioni, il risultato netto ordinario raddoppia da 253 a 545 milioni.

All'ultima riga del conto economico, c'è un utile netto di competenza di 505 milioni, superiore ai 487 milioni del 2015. Nell'anno precedente il risultato beneficiava di «una significativa plusvalenza» pari a 274 milioni, precisa la società, per la «cessione a Hitachi delle attività nei trasporti». Nel conto economico ci sono anche effetti finanziari positivi, «dovuti al riacquisto del debito fatto da Leonardo», ha detto Moretti rispondendo a una domanda del Sole 24 Ore. Il saldo tra oneri e proventi finanziari è negativo per 279 milioni, con un miglioramento di 159 milioni rispetto al 2015. E anche il saldo tra i proventi e oneri non ricorrenti è migliorato, è negativo di 71 milioni rispetto a -112 milioni nel 2015.

Gli ordini sono aumentati a 19,95 miliardi, da 12,37 miliardi del 2015, grazie alla maxi-commessa Eurofighter in Kuwait, che il gruppo ha iscritto per l'intero valore nei conti, anche se solo il 60% dell'importo è di sua competenza.
L'indebitamento finanziario netto a fine 2016 è di 2.845 milioni, circa 430 milioni in meno rispetto ai 3.278 milioni del 2015. Il flusso di cassa operativo (focf) è di 706 milioni, rispetto ai 307 milioni del 2015. Sui dati dei debiti e Focf incide, in misura straordinaria, l'incasso dell'anticipo sulla commessa Efa-Kuwait, il cliente ha versato un anticipo di 795,8 miliioni, superiore al previsto, in parte la somma è stata riversata ai fornitori. Moretti ha detto che l'impatto netto di questo anticipo è pari a «circa la metà del Focf, 350 milioni. Avremmo avuto comunque un Focf migliore rispetto al 2015, di circa il 15-20%».

Se si misura lo stesso impatto dell'anticipo Kuwait sui debiti, l'indebitamento finanziario sarebbe sostanzialmente invariato sul livello di fine 2015.
Le spese di ricerca e sviluppo sono pari a 1.373 milioni, in calo del 3,7% (per il secondo anno consecutivo), erano pari a 1.426 milioni nel 2015 (già in calo del 4,9% sul 2014).

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