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Gli istituzionali rischiano di più

Asset allocation

Gli istituzionali rischiano di più

(Ansa/Ap)
(Ansa/Ap)

Più rischio nei portafogli ma anche maggior controllo. A muoversi così sono gli investitori istituzionali, impegnati a confrontarsi con uno scenario dominato da volatilità, maggiori rischi e bassi rendimenti obbligazionari. Ecco perché incrementano la propria esposizione al rischio pur di ottenere migliori ritorni. Allo stesso tempo raddoppiano l'attenzione alla gestione del rischio per meglio bilanciare gli obiettivi di crescita di lungo termine e la necessità di liquidità, identificando il rischio all'interno dei portafogli.

Le mosse di 500 investitori istituzionali. Lo rileva l’ultima Global Survey of Institutional Investors condotta da Natixis Global Asset Management che ha interpellato 500 referenti all'interno di fondi pensione, fondazioni, fondi assicurativi e fondi sovrani a livello globale, tra Nord e Sud America, Regno Unito, Europa, Asia e Medio Oriente, per un totale di 15,5 trilioni di dollari di patrimonio gestito. L’indagine offre informazioni interessanti su come gli istituzionali, da sempre i più razionali investitori al mondo, stiano utilizzando il rischio a loro vantaggio.

Come si muovono gli italiani. Il 70% degli investitori istituzionali italiani, rispetto al 62% a livello globale, ritiene di essere in grado di gestire il rischio a breve termine nonostante l'elevata volatilità, considerato il maggiore rischio riscontrato nel conseguimento delle performance. La loro maggiore preoccupazione, tuttavia, rimane il basso rendimento. Data la prospettiva di una più elevata volatilità e di una persistenza di bassi tassi di interesse, poche istituzioni si affidano a strategie di portafoglio tradizionali per raggiungere i propri obiettivi. Con l'obiettivo di una migliore gestione del rischio, l'86% degli istituzionali italiani ritiene che le tecniche più efficaci debbano includere la valutazione del rischio, una diversificazione delle posizioni in settori diversi (il 94% contro l'86% a livello globale), una copertura valutaria (l'86% rispetto al 78% globale) e un maggior ricorso a strategie alternative (il 90% contro il 76% a livello globale).

Cresce l’uso di strategie alternative. Il sondaggio evidenzia inoltre il deciso aumento a livello globale di investitori istituzionali che utilizzano strategie alternative per gestire il rischio, passati dal 53% del 2015 al 76% di oggi. In aggiunta, il 56% del campione afferma che la propria organizzazione sta investendo in asset illiquidi in misura maggiore rispetto a tre anni fa.

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