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Borse europee tirano il fiato. Milano tiene quota 20mila, frena Leonardo

la giornata dei mercati

Borse europee tirano il fiato. Milano tiene quota 20mila, frena Leonardo

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I mercati azionari europei e Piazza Affari tirano il fiato al termine di una settimana positiva (+2% FTSE MIB complessivo e +0,7% l'Eurostoxx50) e caratterizzata dal rialzo dei tassi di interesse Usa e dalle elezioni olandesi. Mentre gli operatori guardano al vertice Trump-Merkel e al G20 di Baden-Baden, gli indici azionari hanno terminato le contrattazioni intorno alla parità con la sola Madrid in evidenza (+0,77%) e Piazza Affari in calo frazionale (-0,09%) ma in grado di tenere la soglia dei 20mila punti.

Con Brembo prima della classe (1,88%) insieme a Campari (+1,8%) e a Luxottica (+1,79%) - quest'ultima premiata dalla raccomandazione di (“outperform” con prezzo obiettivo alzato a 58 euro) secondo cui ai valori attuali di Borsa (in area 50-51) il titolo non sta incorporando le sinergie e i benefici derivanti dall’integrazione con Essilor - l'attenzione si è spostata sul totonomine delle partecipate pubbliche a cominciare da Leonardo - Finmeccanica. Il titolo del gruppo ha ceduto il 2,37%: secondo quanto riportato da Radiocor Alessandro Profumo, indicato dalle indiscrezioni come in procinto di diventare nuovo a.d., avrebbe sciolto la riserva e va verso l'incarico di nuova guida operativa anche se gli operatori hanno mostrato perplessità sull'affidamento del mandato a un manager non del settore aerospaziale. In calo dell’1,6% Banca Generali che da lunedì entrerà nel paniere Ftse Mib prendendo il posto del Monte dei Paschi di Siena il cui titolo è sospeso da fine 2016 in attesa che si sciolgano i nodi sul rafforzamento patrimoniale dell’istituto. Alla luce del peso dell’azione e del livello attuale del Ftse Mib, ha comunicato ieri Ftse Russell, l’uscita di Mps determinerà un calo del Ftse Mib di 27 punti indice (pari a circa 14 basis points).

Wall Street piatta, produzione industriale Usa stabile

Dopo la giornata incerta di ieri, Wall Street vive una seduta di transizione all'insegna della cautela dopo una serie di dati macroeconomici statunitense che hanno visto un andamento positivo della fiducia dei consumatori nella prima parte di marzo. Stabile la produzione industriale a febbraio: il dato comunicato dalla Federal Reserve è invariato rispetto al mese precedente a fronte di attese di +0,2%. In miglioramento invece la fiducia dei consumatori americani: secondo quanto riportato dall'Università del Michigan, il dato preliminare di metà marzo si è attestato a 97,6 punti, in rialzo dai 96,3 punti di fine mese scorso e dai 95,7 punti di metà febbraio. Il dato è sopra le previsioni degli analisti, che attendevano un valore a 97,5 punti. Infine è salito dello 0,6% mese su mese il superindice dell'economia Usa relativo al mese di febbraio.

Bene tlc, sottotono banche e auto
In evidenza Telecom Italianel giorno in cui Norges Bank ha comunicato di essere salita al 3,58% nel capitale del gruppo tlc e gli analisti di Barclays hanno alzato a 0,90 euro il target di prezzo sul titolo pur restando cauti nella raccomandazione ('equalweight'). In generale comunque il comparto delle telecomunicazioni è stato il migliore in Europa mentre hanno sofferto auto e banche. La giornata degli istituti quotati (-0,4% il Ftse Banche Italia e -0,6% lo Stoxx600 Euro) è stata complessivamente sottotono mentre gli analisti hanno guardato con attenzione le indicazioni del governatore della banca centrale austriaca, e consigliere Bce, Ewald Nowotny sul possibile ritocco al rialzo dei tassi di deposito prima di modifiche al tasso di riferimento Bce, anche se è probabile che Francoforte completi prima l'uscita dal programma di acquisti di asset. Nel settore in controtendenza Ubi (+0,9%) e Intesa Sanpaolo (+0,.4%).

Finale in rimonta per Poste e Terna prima di nomine vertici

Finale con accelerazione perPoste Italiane(+1,3%) in attesa delle liste per il rinnovo dei vertici che, secondo i rumors, potrebbero portare alla guida del gruppo l'attuale a.d. di Terna, Matteo del Fante. Bene nelle ultime battute anche la stessaTerna (+1,1%) prima che si faccia chiarezza sul nome della
prossima guida operativa della società della rete elettrica con le ultime indiscrezioni che puntano sull'ex cfo di Poste, Luigi Ferraris. Tra le utility bene anche Snam (+1%). Movimenti poco legati alla questione delle nomine per Eni (-0,6%), visto che Claudio Descalzi va verso la riconferma, e per Enel (-0,9%) dove l'a.d. Francesco Starace dovrebbe ottenere un altro mandato.

Cnh Industrial in discesa dopo uscita Fca dall'azionariato

Giù Cnh Industrial (-1,9%) che in pratica si è allineata al prezzo (9,05 euro) del collocamento della quota Fiat Chrysler (pari all'1,17% del capitale ordinario) avvenuta ieri sera attraverso un collocamento accelerato. Nel settore lusso oltre a Luxottica (a cui risponde a Parigi la promessa sposa Essilor con +1,8%), bene Moncler (+0,9%) mentre si guarda alla performance brillante di Canada Goose (+5%) a Wall Street al secondo giorno di contrattazione.

Enel, realizzi dopo conti. Pesano anche scadenze opzioni

Per quanto riguarda Enel, i risultati comunicati oggi di utile netto 2016 (3,24 miliardi di euro) e la proposta di dividendo in distribuzione ai soci (0,18 euro per azione) non hanno portato sorprese agli operatori che hanno preferito prendere beneficio sul titolo ai massimi da agosto 2015 ma i trader segnalano anche come sulle quotazioni pesi probabilmente l'effetto delle opzioni in concomitanza con la scadenza odierna di questi tipi di contratti. «Enel è un titolo su cui il numero di opzioni trattate è consistente e quindi la scadenza del terzo venerdì del mese su questi contratti tende ad avere più peso rispetto ad altri» spiega uno option strategist.

Rcs in allungo dopo ritorno all'utile in 2016
Rcs Mediagroup Mediagroup torna in utile nel 2016, mentre i primi due mesi dell'anno in corso registrano un miglioramento di oltre 10 milioni dell'ebitda, con marzo atteso in trend positivo. Il gruppo guidato dallo scorso agosto da Urbano Cairo archivia un 2016 con ricavi consolidati pari a 968,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 1.032 milioni del 2015, un ebitda ante oneri e proventi non ricorrenti pari a 100,5 milioni (71,8 mln 2015), un ebitda di 89,9 milioni (16,4 mln) e un utile netto di 3,5 milioni di euro contro una perdita di 175,7 milioni di euro. In Borsa il titolo ha guadagnato quasi il 5%. Nel settore dell'editoria è balzato del 7,6% Il Sole 24 Oredopo le indiscrezioni sull'interesse da parte di alcuni investitori internazionali in vista della ricapitalizzazione del gruppo.

Bond euro in calo, spread Btp/Bund si allarga a 192 punti

In area Euro, la seduta di oggi si è aperta con un forte recupero dei tassi sia core sia periferici e spread in allargamento, dopo le dichiarazioni di Nowtony che lasciano aperta la porta a un aumento dei tassi da parte della Bce. In un'intervista al quotidiano tedesco Handelsblatt, il membro del board della Bce ha detto che Francoforte potrebbe alzare il tasso di remunerazione dei depositi delle banche presso la banca centrale prima che siano finiti gli acquisti di bond. Una dichiarazione che contraddice le prese di posizione ufficiali ed è stata smorzata dal capo economista Peter Praet, ma che ha messo pressione sull'obbligazionario europeo. In chiusura comunque i rendimenti dei principali titoli governativi europei hanno subito variazioni contenute e lo stesso è stato per gli spread.


Finale in lieve calo per i BTp scambiati sul mercato secondario telematico, una flessione però sufficiente a riaprire la forbice dello spread alla luce del contemporaneo rafforzamento dei Bund. Il differenziale di rendimento tra il BTp decennale benchmark (Isin IT0005210650) e il Bund di pari scadenza torna ad allargarsi a 192 punti base (193 in avvio) rispetto ai 190 della vigilia. Il rendimento del decennale italiano è indicato nel finale al 2,36% (2,35% nel finale di giovedì). Sul primario oggi l’Italia effettuerà il primo concambio del 2017, ritirando cinque titoli con scadenza 2017-2018 ed offrendo BTp 2034 fino a 2 miliardi di euro. Negli Usa i tassi di mercato sono saliti ieri, recuperando parte del ribasso che si era accentuato post riunione Fed. Secondo gli analisti di Unicredit, i dati in calendario oggi (produzione industriale di febbraio e fiducia dei consumatori dell'Università del Michigan) potrebbero favorire un ritorno alla parte alta del trading range degli ultimi quattro mesi (2,33%-2,6%).

L'euro resta in area 1,075, sterlina sale su mossa a sorpresa Forbes
Sul mercato valutario, l'euro ha leggermente corretto rispetto a giovedì pur mantenendosi in area 1,075 dollari mentre la moneta unica è arretrata in maniera più significativa nei confronti della divisa britannica (-0,5% a 0,8674 sterline per un euro) e soprattutto di quella giapponese (-0,8% a 121,11). La rimonta della sterlina è stata invece più contenuta nei confronti del dollaro (+0,3% a 1,2391 sterline per un dollaro) ma sempre sostenuta dalla sorpresa degli operatori per quanto emerso dai verbali della riunione della Bank of England del 15 marzo durante la quale l'economista Kristin Forbes (membro del comitato) ha votato contro il mantenimento dello status quo sui tassi giudicando appropriato un rialzo del costo del denaro inglese sulla scia di quanto fatto dalla Federal Reserve: la posizione, che comunque non ha modificato la decisione della BoE votata con 8 favorevoli e un solo contrario, ha comunque fatto ipotizzare agli operatori che le valutazioni della Forbes possano in futuro trovare consensi anche presso altri membri del comitato di politica monetaria.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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