Finanza & Mercati

5/6 Poste / Polizze, pacchi e risparmio in cerca di partner

    AZIENDE DI STATO

    Da Eni a Enel alle Poste le nuove nomine e le conferme

    Confermati i vertici di Eni ed Enel, novità per Poste italiane e a TernaIl Ministero dell'Economia e Finanza ha reso note le liste per i vertici delle società partecipate. Ecco i nomi e le sfide che li attendono nel prossimo futuro

    Matteo Del Fante, Amministratore delegato, Nuova nomina - Maria Bianca Farina, Presidente, Nuova nomina
    Matteo Del Fante, Amministratore delegato, Nuova nomina - Maria Bianca Farina, Presidente, Nuova nomina

    5/6 Poste / Polizze, pacchi e risparmio in cerca di partner

    Francesco Caio lascia Poste Italiane quotata a piazza Affari (anche se l’incasso dell’Ipo per lo Stato a suo tempo è stato inferiore alle attese) e con numeri in crescita (Ebit attorno al miliardo, utile netto a 622 milioni e una cedola da 497 milioni). Matteo Del Fante, formazione da banchiere d’affari, raccoglie l’eredità di sfide solo in parte vinte dal predecessore. Ammesso e non concesso che il nuovo management intenda proseguire sul percorso del piano industriale impostato da Caio. Quel business plan faceva perno sulla crescita del risparmio gestito, anche attraverso acquisizioni, del settore pacchi (anche qui con crescita per linee esterne) e sul sistema dei pagamenti, nel quale è stato acquisito il controllo (con cessione da parte di Cdp) di Sia.

    A fine 2016 Poste Italiane ha tentato senza successo di comprare Pioneer da Unicredit, cercando anche l’alleanza di Generali per digerire un boccone considerato troppo grande per la società dei recapiti. I francesi di Amundi l’hanno spuntata, ma al prezzo di una importante ricapitalizzazione. La società dei recapiti ha ripiegato su un’accelerazione dell’integrazione con Anima, che però ancora segna il passo. Il settore assicurativo, con Poste Vita dalla quale arriva la presidente Maria Bianca Farina, traina la crescita del gruppo ma attende anch’esso un’accelerazione sui nuovi prodotti che potrebbe arrivare con la scelta del nuovo vertice della società assicurativa, che scade nei prossimi giorni. Nel comparto dei recapiti Caio ha avviato un profondo turnaround, passato attraverso svalutazioni, esodi massicci di personale e una riforma dei recapiti (approvata con una legge finanziaria) che ha introdotto il concetto della consegna della posta a giorni alterni (e che in verità sta facendo da apripista anche in Europa). Il settore pacchi, dove seppure negli ultimi tre anni si è vista una crescita dei volumi, senza un’alleanza o un’acquisizione seria è destinato a soccombere. Poste Italiane aveva “annusato” Bartolini, ma la francese La Poste è stata più svelta e le ha rubato il boccone. Negli ultimi mesi Caio ha tentato di portare in cda una proposta audace sinora rimasta in stand-by. La società aveva siglato accordi con il gruppo americano Ups – le cui condizioni forse non erano proprio a buon mercato – per le spedizioni del corriere espresso all’estero. Gli accordi sono in scadenza in questi mesi e il negoziato non decolla. Caio aveva così ipotizzato un’operazione estrema: una nuova intesa che conteneva al suo interno un’opzione a favore di Ups - da esercitare tra qualche anno, forse 3 o 5 anni - per rilevare tutto il comparto pacchi di Poste Italiane. L’operazione è stata solo accennata e mai approfondita con il board. C’è poi la questione della cessione della seconda tranche del 30% Poste: il collocamento sul mercato sembra ormai archiviato. Più probabile che forse già entro l’anno passi a Cdp, che ne diverrebbe così azionista al 60 per cento.

    Laura Serafini

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