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Borse in calo, si guarda alla Francia. A Milano giù Leonardo

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Borse in calo, si guarda alla Francia. A Milano giù Leonardo

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Seduta senza particolari spunti per i listini azionari europei (qui gli indici principali). Archiviato il voto olandese e il rialzo dei tassi Fed, gli investitori cominciano a concentrarsi sulle elezioni francesi di fine aprile. A Milano il FTSE MIB ha terminato la giornata a -0,53 per cento, tornando sotto quota 20mila punti. Pochi scossoni anche dall'annuncio, da parte di un portavoce del governo britannico, che la procedura per la Brexit sarà avviata il 29 marzo.

Tra le blue chip di Piazza Affari, Leonardo - Finmeccanica (-3,6%) continua a scontare i dubbi del mercato sulla nomina del nuovo a.d. Alessandro Profumo. Debole anche Tenaris (-1,77%), mentre hanno guadagnato terreno Unipol (+2,49%) e Unipolsai (+2,44%). Chiusura debole per Wall Street. Il Dow Jones perde lo 0,04% a 20.906,34 punti, il Nasdaq sale dello 0,01% a 5.901,53 punti mentre lo S&P 500 cede lo 0,20% a 2.373,46 punti.

Sull'ex Finmeccanica pesa incognita strategie nell'era Profumo

Tra le big del listino milanese, in ogni caso, l'attenzione degli investitori ha continuato a essere rivolta alle partecipate pubbliche dopo l'ufficializzazione delle liste del Tesoro e della Cdp per il rinnovo dei cda nelle assemblee di primavera. Ancora giù Leonardo - Finmeccanica poiché tra gli operatori prevale l'incertezza su quale sarà la strategia del gruppo aerospaziale con l'arrivo di Alessandro Profumo alla guida operativa. In calo, pur più contenuto, anche gli altri titoli dei gruppi interessati dai cambiamenti al vertice operativo come Terna e Poste Italiane. In discesa StMicroelectronics che tratta ex dividendo oggi dopo lo stacco di una cedola parziale da 0,06 dollari per azione.

Esordio in rialzo sul Ftse Mib per Banca Generali che ha preso il posto nel paniere di Mps. Bene Unipol su cui gli analisti di Exane hanno alzato il target di prezzo a 5,3 euro confermando la raccomandazione "outperform" secondo cui il titolo farà meglio del mercato nei prossimi dodici mesi.

Debole Mediaset: per De Puyfontaine (Vivendi) falliti tentativi accordo
Debole invece Mediaset alla vigilia della prima udienza della causa civile intentata dal gruppo e dalla sua controllante Fininvest contro Vivendi per il mancato rispetto del contratto sulla vendita di Premium siglato un anno fa. In una intervista al Financial Times, il ceo del gruppo francese Arnauld De Puyfontaine precisa che sono falliti i tentativi di trovare una intesa tra le parti. «Purtroppo le circostanze hanno dimostrato che un approccio corretto e la disponibilità a trovare una soluzione sono stati smentiti dai fatti» ha detto de Puyfontaine tornato ad accusare Mediaset di aver fornito informazioni «ingannevoli» nel corso del negoziato relativo al passaggio di Premium a Vivendi e allo scambio di pacchetti azionari tra i due gruppi.

Giù Tenaris con greggio e dati trivellazione in chiaroscuro

Vendite su Tenaris fin dall'apertura delle contrattazioni. La netta correzione del greggio, che viaggia ai minimi da fine novembre, e le indicazioni in chiaroscuro sull'attività di perforazione petrolifera suggeriscono cautela agli operatori che prendono beneficio dopo tre rialzi consecutivi. I dati sull'attività delle trivelle, diffusi come ogni venerdì da Baker Hughes, hanno evidenziato un incremento negli Stati Uniti ma una contestuale frenata in Canada così da portare al terzo calo consecutivo nel Nord America nelle ultime tre settimane. «Ciò potrebbe essere un indicatore del fatto che i pozzi caratterizzati da minori costi di estrazione sono in gran parte già attivi e che per dare nuovo impulso all'attività di drilling sarebbero necessari prezzi del greggio più elevati. Inoltre va ricordato che la ripresa degli investimenti nel drilling sta riguardando per ora solo la regione nordamericana, in quanto nel resto del mondo il numero degli impianti è ancora vicino ai minimi di lungo periodo (941 il dato di febbraio 2017, -8% anno su anno)» è il commento degli analisti di Icbpi secondo cui le azioni Tenaris hanno già scontato nella prima parte del 2017 lo scenario di una ripresa dell'attività.

Rcs sale ancora dopo ritorno all'utile. Balzo Sole 24 Ore

Ancora in luce Rcs Mediagroup grazie al ritorno all'utile nel 2016 e, sempre nel settore editoriale, il titolo de Il Sole 24 Ore dopo la diffusione delle indicazioni del piano industriale 2017-2020. Il gruppo guidato da Urbano Cairo ha archiviato il 2016 con ricavi consolidati pari a 968,3 milioni di euro, in calo rispetto ai 1.032 milioni del 2015, un ebitda ante oneri e proventi non ricorrenti pari a 100,5 milioni (71,8 mln 2015), un ebitda di 89,9 milioni (16,4 mln) e un utile netto di 3,5 milioni di euro contro una perdita di 175,7 milioni di euro del 2015.

Il piano del Gruppo 24 Ore, diffuso questa mattina, invece prevede ricavi consolidati 2020 per 295 milioni (275 milioni nel 2018), un margine operativo lordo di 45 milioni (19 milioni nel 2018)e un risultato operativo di 34 milioni (8 milioni nel 2018) con la business unit "Quotidiano" che si stima tornerà a un Ebit positivo nell'arco del piano 2017-2020: un milione nel 2018 e 9 milioni nel 2020. Il recupero di redditività passa anche dalla razionalizzazione dei costi di produzione, dalla riduzione dei costi commerciali e da interventi sui costi del personale con impatti sugli organici.

Rally per Cattolica Ass su cui Equita ha alzato la raccomandazione a "Buy" e Akros ad "accumulate" dopo i numeri del 2016 che hanno visto l'utile netto salire del 25% a 76 milioni di euro. Il gruppo proporrà ai soci la distribuzione di un dividendo di 0,35 euro per azione.

Euro si rafforza su dollaro. Petrolio ai minimi da fine novembre

Sul mercato dei cambi, euro poco mosso ma su posizioni di forza contro il dollaro grazie a una Fed più accomodante del previsto nell'ultima conferenza stampa della presidente Janet Yellen e all'esito delle elezioni olandesi che hanno confermato la leadership del partito del premier europeista Mark Rutte. La
moneta unica vale 1,0744 dollari (1,0738 venerdì in
chiusura) e 121,02 yen (120,98), mentre il rapporto
dollaro/yen e' a 112,64 (112,67). Perde posizioni la
sterlina, dopo l'annuncio sulla Brexit: la divisa britannica è indicata a 0,8695 per un euro (0,8665) e a 1,2347 dollari (1,2392).

Recupera gran parte delle perdite della mattinata, infine, il prezzo del petrolio: il future aprile sul Wti cede lo 0,74% a 48,42 dollari al barile, mentre e' in lieve rialzo la consegna maggio sul Brent, che segna +0,08% a 51,80 dollari.

Governativi poco mossi: rendimento Btp decennale al 2,37%
Prima seduta settimanale poco mossa per i titoli sovrani scambiati sul mercato secondario telematico. Lo spread tra i BTp decennali italiani e i Bund tedeschi di pari scadenza segna 193 punti in chiusura, rispetto ai 192 del riferimento di venerdì. Poco movimentato anche il rendimento del decennale italiano, al
2,37%, dal 2,36% della vigilia.


(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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