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Leonardo, dopo le nomine terzo ribasso consecutivo

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Leonardo, dopo le nomine terzo ribasso consecutivo

Alessandro Profumo (Ansa)
Alessandro Profumo (Ansa)

Terzo ribasso consecutivo per le azioni di Leonardo, che hanno chiuso in calo dell’1,68% a 12,89 euro. Prosegue dunque la flessione in Borsa per l’ex Finmeccanica dopo la decisione del governo di cambiare il vertice del gruppo dell’aerospazio e difesa, con un nuovo amministratore delegato, il banchiere Alessandro Profumo, al posto di Mauro Moretti. L’andamento è peggiore rispetto all’indice di Borsa, il ftse Mib ha perso lo 0,25 per cento.

In tre sedute -7,47 per cento
In tre sedute il titolo Leonardo ha perso complessivamente il 7,47 per cento, dai 13,93 euro di giovedì scorso a 12,89. Diversi analisti hanno espresso perplessità per la mancata conferma di Moretti e hanno osservato che non sono chiare le ragioni della scelta di un banchiere per guidare un gruppo industriale che lavora in settori delicati come l’industria delle armi, aerei, elicotteri, radar, sistemi. La nomina di Profumo sarà all’esame dell’assemblea degli azionisti di Leonardo il prossimo 16 maggio, insieme al nuovo consiglio di amministrazione che sarà in carica per tre anni, nel quale ci sono molte conferme rispetto a quello in carica, compreso il presidente, Gianni De Gennaro, ex capo della polizia e dei servizi segreti.

Anche Enav perde terreno
Tra le altre società delle quali il governo ha deciso le nomine è in ribasso anche Enav (-0,55% a 3,61 euro), che aveva perso terreno anche ieri. Rispetto a venerdì scorso il calo dell’Enav è del 2,38 per cento. Nella società dei controllori di volo è stata confermata a.d. Roberta Neri, con un nuovo presidente, Roberto Scaramella, al posto di Ferdinando Falco Beccalli.

In lieve ripresa Poste
Si è parzialmente ripresa invece Poste Italiane (+0,4% a 6,435 euro), l’altra società colpita lunedì dal ribasso, dopo l’annuncio della sostituzione di Francesco Caio. L’a.d. uscente, poco amato all’interno dell’azienda postale e in una parte del Pd per lo stile di gestione che ha creato instabilità tra i collaboratori, si è rifiutato di usare i soldi di Poste e dei risparmiatori per il salvataggio di Banca Mps. Ed è soprattutto questa la ragione che ha spinto l’ex premier Matteo Renzi a imporre al governo (il premier Gentiloni e il ministro dell’Economia Padoan) la sostituzione di Caio. Quando fu nominato tre anni fa dal governo Renzi, Caio aveva il sostegno soprattutto di Enrico Letta, allora fresco ex premier, ma adesso Letta non ha potuto difenderlo. Il nuovo a.d. di Poste è il fiorentino Matteo Del Fante, fino a tre anni fa direttore generale della Cassa depositi e prestiti, la società pubblica che gestisce il risparmio postale, un tesoro che vale circa 250 miliardi. Del Fante lascerà Terna, le cui azioni hanno recuperato lo 0,36% a 4,506 euro: alla guida della società proprietaria della rete di trasmissione elettrica è stato designato Luigi Ferraris, direttore finanziario di Poste, fino a tre anni fa con questo incarico all’Enel.

Eni ed Enel in leggera salita
Calme le azioni di Eni (+0,47% a 14,92 euro) ed Enel (+0,72% a 4,22), nelle quali sono stati confermati in blocco gli amministratori delegati (Claudio Descalzi e Francesco Starace) e le presidenti, Emma Marcegaglia e Patrizia Grieco. Nelle due grandi società dell’energia il governo ha confermato in blocco 11 dei suoi 12 rappresentanti nei cda. Confermato il sestetto uscente all’Enel, tra cui l’avvocato di Pistoia Alberto Bianchi, presidente della Fondazione Open, la cassaforte di Renzi. All’Eni sono stati confermati cinque dei sei consiglieri in quota al Mef, tra cui la renziana Diva Moriani, l’avvocato Andrea Gemma vicino al ministro degli Esteri Angelino Alfano e Fabrizio Pagani, capo della segreteria tecnica del ministro Padoan. La sesta casella è ocupata da Profumo, che uscirà per andare all’ex Finmeccanica: al suo posto arriverà Domenico Trombone, commercialista modenese di area Pd, ha avuto incarichi nei collegi sindacali di Unipol (è supplente in UnipolSai) e del mondo cooperativo, è presidente di Carimonte Holding, società espressa dalle fondazioni bancarie di Modena e Bologna.

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