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A Wall Street volano i bonus dei ceo

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A Wall Street volano i bonus dei ceo

(Afp)
(Afp)

Da Lehman a Trump, dopo un triplo salto mortale e quasi dieci anni, tornano a crescere i bonus a Wall Street. Aiutati dal rally dei listini degli ultimi mesi e dagli indici che hanno ritoccato i record. I bonus dei ceo delle società quotate a fine anno dovrebbero aumentare in media di oltre il 15% rispetto al 2016 quando banchieri e i trader si videro ridurre i loro premi. Secondo la società di consulenza Johnson Associates si tratta del rialzo più elevato dal 2009. Dai tempi della crisi di Lehman e dei mutui subprime. Interessante notare che molti dei banchieri finiti nella tormenta dopo la crisi dei mutui Usa sono ancora ai loro posti. La foto accanto è datata 27 marzo 2009: i quattro banker uscivano dalla Casa Bianca dopo un incontro con Barack Obama. Il 22 marzo 2017 due su quattro sono ancora seduti nelle loro poltrone.

Sono passati quasi dieci anni da quella foto che ritraeva quattro banchieri -«quelli che guidano davvero l’America» aveva scritto qualcuno - che uscivano dalla Casa Bianca. Strette di mano. Sorrisi. Con sullo sfondo la più grave crisi finanziaria mondiale dal crac del ’29, generata dai mutui troppo facili concessi dalle banche Usa. Una crisi tracimata fuori dai confini, madre di tutte le sventure per il resto del mondo sviluppato e non. Che in Europa si è poi trasformata in crisi dei debiti sovrani, seguita dai problemi degli ultimi mesi per l’industria del credito e le sofferenze bancarie. L’Europa insomma è ancora intenta a curare le sue ferite mentre la finanza a stelle e strisce sembra aver voltato pagina dopo la vittoria di Trump e le sue promesse di deregolamentazione delle norme scritte proprio dopo quelle riunioni tra Obama e i banker.

In quell’immagine si vedono Lloyd Blankfein di Goldman Sachs, Kennet Chenault di American Express, Kennet Lewis di Bank of America e Edward Yingling, presidente dell’Associazione bancaria americana (Aba).

Blankfein oggi è ancora saldamente al suo posto. La commissione d’inchiesta del Congresso accusò Goldman di aver avuto un ruolo primario nella crisi dei mutui. Blankfein disse che la sua banca non aveva né un obbligo morale e né legale di informare i suoi clienti che stavano per comprare spazzatura. La Sec citò in giudizio Goldman per la vendita fraudolenta di titoli tossici (Cd0) legati ai subprime. Blankfein è ancora lì e a fine anno probabilmente vedrà riaumentare il suo bonus come ai tempi d’oro. Anche Ken Chenault è tuttora ai vertici di American Express. Lewis è stato aiutato ad andare in pensione mentre Ed Yingling, finito l’incarico all’Associazione delle banche Usa, oggi fa il consulente er Covington&Burling, avvocati d’affari tra i più importanti al mondo. Un altro «protagonista» di quei giorni è Jamie Dimon di JpMorgan. Anche lui è ancora alla guida della potente banca aiutata all’epoca dalla Fed.

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