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Telecom, Bolloré prepara la lista per il cda

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Telecom, Bolloré prepara la lista per il cda

  • –Antonella Olivieri

Il nome di Luca Cordero di Montezemolo è spuntato tra i “papabili” per la presidenza Telecom che, alla prossima assemblea del 4 maggio dovrà rinnovare l’intero consiglio. È stato però lo stesso Montezemolo a smorzare le voci, spiegando alle agenzie di stampa che «la notizia non esiste: di questa ipotesi non mi ha mai parlato nessuno». Con questo però si apre di fatto la conta alla rovescia per la presentazione delle liste per il cda, che dovranno essere depositate entro il 9 aprile. Vivendi punterà, come logico, ad aggiudicarsi i due terzi dei posti nel board che, secondo le nuove regole statutarie, sono riservati alla lista che otterrà più voti. Da parte dell’azionista di riferimento, titolare del 23,9% del capitale, sono ancora in corso valutazioni: a decidere alla fine sarà Vincent Bolloré. Se il consiglio uscente ha suggerito una riduzione del numero di componenti fino a 13 (dai 16 attuali), si starebbe ragionando - a quanto risulta - sul numero di 15. Vivendi dovrebbe proporre dieci nominativi, di cui cinque indipendenti. Nell’ambito dei ragionamenti in corso punto fermo sarebbe la conferma di Flavio Cattaneo, che ha assunto la carica di amministratore delegato un anno fa, subentrando a Marco Patuano, e, per quanto riguarda gli indipendenti, la conferma di Felicité Herzog.

Più aperta invece la questione della presidenza. Con la conferma di Cattaneo e del presidente Giuseppe Recchi sarebbero tre i nomi non “indipendenti” da formulare. Si era parlato di Amos Genish, l’ex ceo della brasiliana Gvt che è stato arruolato recentemente nelle fila di Vivendi, se non fosse che Genish ha firmato un patto di non concorrenza con Telefonica (che ha rilevato Gvt, spuntandola su Telecom) che scade a luglio e dunque non sarebbe spendibile in questo momento. L’alternativa a Recchi sarebbe quella di una candidatura di Arnaud de Puyfontaine, il ceo di Vivendi che oggi è vice-presidente di Telecom. Potrebbe esserci però qualche perplessità ad affidare a uno straniero la carica istituzionale dell’incumbent tricolore e qualche dubbio - o meglio una questione di opportunità - potrebbe porsi anche a riguardo della posizione assunta in Mediaset da Vivendi, che attende la conclusione dell’istruttoria aperta dall’Agcom per verificare se sia compatibile con le regole vigenti la contemporanea presenza nel capitale delle due società. italiana. La decisione dell’Agcom arriverà prima dell’assemblea, ma non necessariamente prima della scadenza utile per il deposito delle liste. Vivendi davanti all’Agcom ha sostenuto di non controllare nè Mediaset, nè Telecom. Anche se il collegio sindacale di quest’ultima, a maggioranza, ha invece ritenuto che ai fini della disciplina sulle operazioni con parti correlate il ruolo dei francesi sia da considerare di controllo. Oggi è attesa, su sollecitazione Consob, la posizione del consiglio Telecom, che non ha condiviso l’impostazione dei sindaci. Sempre oggi, nel tardo pomeriggio, il consiglio Agcom ascolterà il presidente Mediaset, Fedele Confalonieri, che sarà accompagnato dal capo degli affari legali Pasquale Straziota e dalla responsabile degli affari istituzionali Gina Nieri. L’obiettivo del Biscione è di ottenere la sterilizzazione dei diritti di voto di Vivendi (che è arrivata al 29,9%) al di sotto del 10%, soglia rilevante ai fini del “collegamento” tra le due società. I francesi sembrano di nuovo essere interessati a trovare un accordo, ma è immaginabile che Mediaset, nel caso, voglia recuperare maggior forza negoziale. Non è escluso - come ammesso la settimana scorsa dall’ad Pier Silvio Berlusconi - che si decida di proporre il voto maggiorato alla prossima assemblea: più che probabile se l’Agcom darà ragione a Mediaset, ridimensionando i francesi che oggi hanno in mano la minoranza di blocco.

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