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Piazza Affari, i nuovi assetti al test dei soci

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Piazza Affari, i nuovi assetti al test dei soci

  • –Marigia Mangano

La stagione delle assemblee di bilancio, mai come quest’anno, è destinata a diventare un “esame” chiave per capire la tenuta degli equilibri di diverse società di spicco del listino italiano. Già perché l’appuntamento annuale con gli azionisti in molti casi si preannuncia tutt’altro che “formale”. Le questioni aperte sono tante e a più livelli: dal rinnovo dei consigli di amministrazione, passaggio talvolta delicato come nel caso di Telecom Italia, alla verifica dei rapporti di forza tra i soci storici e nuovi azionisti, vedi Mediaset-Vivendi o, seppur in scala inferiore, Intesa Sanpaolo-Generali. Non solo. C’è grande attesa di scoprire la nuova mappa dei soci di gruppi che hanno perfezionato importanti ricapitalizzazioni, come UniCredit che ha messo a segno un aumento di capitale del valore di 13 miliardi, o di società come Exor che inaugurano il nuovo passaporto olandese. In tutto, solo considerando le assemblee più attese, gli azionisti di società che capitalizzano complessivamente circa 190 miliardi di euro saranno chiamati non solo alla verifica dei conti, ma piuttosto a quella della stabilità azionaria. Senza contare tutto il capitolo che riguarda il giro di nomine ai vertici delle società partecipate dallo Stato e il ruolo che quest’anno giocheranno gli investitori istituzionali.

Media e tlc alla prova soci

Telecom Italia e Mediaset sono le due partite chiave che si giocheranno, anche in sede assembleare, nei prossimi mesi. Tra di loro sono unite dalla presenza comune nell’azionariato di Vivendi. Telecom Italia, infatti, alla prossima assemblea del 4 maggio dovrà rinnovare l’intero consiglio e la presentazione delle liste per il cda deve essere fatta entro il 9 aprile. Vivendi, socio al 23,9%, punterà ad aggiudicarsi i due terzi dei posti nel board che, secondo le nuove regole statutarie, sono riservati alla lista che otterrà più voti. Un punto fermo sarebbe la conferma di Flavio Cattaneo, più aperta invece la questione della presidenza, attualmente affidata a Giuseppe Recchi. Ma al di la del rinnovo del cda, l’assemblea di Telecom Italia e la posizione stessa dei francesi nel capitale si incrocia con la partita Mediaset, dove Vivendi è socio di riferimento con il 29,9% del capitale dietro Fininvest. C’è attesa, infatti, per la conclusione dell’istruttoria aperta dall’Agcom per verificare se sia compatibile con le regole vigenti la contemporanea presenza dei soci d’Oltralpe nel capitale delle due società. Vivendi davanti all’Agcom ha sostenuto di non controllare nè Mediaset, nè Telecom. Anche se il collegio sindacale di quest’ultima è convinto che ai fini della disciplina sulle operazioni con parti correlate il ruolo dei francesi sia da considerare di controllo. L’obiettivo del Biscione è di ottenere, anche alla luce di questa tesi, la sterilizzazione dei diritti di voto di Vivendi (che è arrivata al 29,9%) al di sotto del 10% in Mediaset. Un’ipotesi che, se si dovesse concretizzare, potrebbe portare l’ad di Mediaset Pier Silvio Berlusconi a proporre il voto maggiorato alla prossima assemblea di fine giugno.

I nuovi assetti delle banche

Altro capitolo chiave è rappresentato dal mondo delle banche. Intanto per le ex popolari che si presenteranno all’appuntamento con le assemblee come spa. In questa nicchia alcune di loro, come Banco Bpm, riunirà i soci per la prima volta dopo la fusione e altre, come Bper, dovrà rinnovare la maggioranza del consiglio con l’incognita Assogestioni. Altrettanto interessante si preannuncia l’assise per alcune big come UniCredit e Intesa Sanpaolo. Nel primo caso, sarà l’occasione per capire i nuovi equilibri nell’azionariato dopo la ricapitalizzazione di 13 miliardi portata a termine con successo negli scorsi mesi. Quanto a Intesa Sanpaolo, si assisterà al ritorno nel libro soci di assicurazioni Generali, entrata nel capitale con una quota del 3% per bloccare l’operazione, poi congelata, dell’istituto milanese sulla compagnia triestina. Proprio quest’ultima, ironia della sorte, riunirà i soci lo stesso giorno di Intesa Sanpaolo. E l’attesa è che l’assemblea possa diventare in entrambi i casi l’occasione per gli azionisti di chiedere lumi alla banca sulle motivazione che hanno portato a rinunciare a un eventuale progetto di aggregazione con Trieste, e alla compagnia assicurativa sulle misure in cantiere per rafforzare la società in ottica difensiva. Infine, nel mondo delle banche compare anche Mps che riunirà i soci il 12 aprile, assemblea che dovrà affrontare temi caldi tra cui la fase di ingresso dello Stato che entro il mese di giugno dovrebbe acquisire oltre il 70% del capitale di Mps.

Debutti e addii

C’è infine un nutrito gruppo di società le cui assemblee sono attese per altri motivi. Ne fanno parte, Exor e Ferrari, che seppur per ragioni diverse inaugurano un nuovo ciclo. Exor, infatti, chiamerà a raccolta i soci per la prima volta dopo il trasferimento in Olanda; Ferrari, dal canto suo, approverà il primo bilancio effettivo dopo lo spin off degli inizi del 2016. C’è poi Luxottica che per l’ultima volta riunirà gli azionisti prima della fusione con Essilor o Rcs che si presenterà all’appuntamento con i soci con un azionariato completamente nuovo, dove in posizione di forza c’è la Cairo Communication che ha sostanzialmente sostituito il vecchio salotto, ribaltando equilibri storici che hanno governato il gruppo che edita il Corriere della Sera. Infine Italmobiliare che, dopo la vendita di fine 2015 di Italcementi, approverà il primo vero bilancio da “holding” pura, oltre a dare il via libera al piano di riassetto appena varato che prevede il lancio di una offerta pubblica volontaria sul 10% del capitale. Resta infine da capire se la prossima assemblea di Parmalat, appesa all’esito dell’opa Lactalis, sarà l’ultima da quotata o no.

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