Finanza & Mercati

Banca Farmafactoring debutta a sconto in Piazza Affari

  • Abbonati
  • Accedi
matricole in borsa

Banca Farmafactoring debutta a sconto in Piazza Affari

Debutta oggi in Piazza Affari la seconda matricola dell'anno, dopo un'Ipo che è quasi la replica della precedente, Unieuro (nel segmento Star dal 4 aprile). Infatti, anche Banca Farmafactoring (operatore specializzato nella gestione e nello smobilizzo pro-soluto dei crediti) esordisce con un flottante iniziale del 31,16% che potrà salire fino al 35,83% con l'esercizio integrale della greenshoe. Come per l'offerta precedente, tutte le azioni collocate sono state messe a disposizione dall'azionista venditore, BFF Luxembourg, veicolo di un'operazione di private equity che, prima del collocamento, deteneva il 94,196% del capitale, e sono state tutte collocate presso gli investitori istituzionali, mentre il retail potrà comprare i titoli solo a partire da oggi in Borsa.

Il prezzo dell'Ipo, dunque, è stato fatto dagli istituzionali ed è stato fissato a 4,70 euro, minimo della forchetta indicativa, per una capitalizzazione di Borsa iniziale di 800 milioni.

Rispetto allo schema della precedente Ipo, la differenza è che il super-dividendo per il 2016, 72,12 milioni, pari a tutto l'utile contabile dell'esercizio (88 milioni è l'utile netto rettificato), è già stato distribuito a metà marzo agli azionisti di maggioranza, importo che, pro-quota, si aggiunge ai 250 milioni (al lordo delle commissioni per la quotazione) che costituiscono il ricavato del collocamento per il fondo venditore. A livello puramente indicativo, rispetto al prezzo dell'Ipo, il dividend yield sui titoli degli azionisti di maggioranza è dell'ordine del 9%.

La società ha però anticipato che in futuro distribuirà fino al 100% degli utili e considerato che il consensus degli analisti sul 2017 vede un utile netto superiore ai 90 milioni, sul prezzo iniziale si può ipotizzare un dividend yield dell'ordine dell'11% sulla cedola che sarà staccata l'anno prossimo. A livello di multipli, il p/e sull'utile 2016 è di 9 volte, sul consensus 2017 di 8,69 volte, a sconto rispetto al settore (p/e 2017 compresi tra 10 e 13 volte) che vede come comparabili in Italia Banca Ifis e Banca Sistema, e all'estero operatori specialisti come Arrow global, Intrum, Hoist finance, Aldermore e Grenke.

Farmafactoring è stata costituita nel 1985 da un gruppo di aziende farmaceutiche per soddisfare l'esigenza di avere un unico interlocutore nella gestione dei crediti vantati nei confronti del sistema sanitario nazionale. L'operatività si è poi allargata al factoring relativo ai crediti verso la pubblica amministrazione in generale e, a livello geografico, con un'espansione su altri mercati che hanno caratteristiche simili a quello italiano. Il gruppo, infatti, è attivo oltre che in Italia anche in Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Spagna e Portogallo. Le aziende farmaceutiche sono ancora nel capitale, con una quota di poco inferiore al 6% (non hanno venduto in Ipo), mentre l'azionista di maggioranza fa capo al fondo di private equity Centerbridge, che ha rilevato l'investimento un anno e mezzo fa da un altro fondo di private equity, Apax.

Il venditore è impegnato da una clausola di lock-up a non cedere azioni per un anno. La prospettiva però è quella di un disinvestimento graduale, con più tranche di collocamenti secondari, che renderanno Farmafactoring una public company, potenzialmente contendibile.

Il dubbio principale emerso dal mercato in sede di consolidamento è che in futuro possano accorciarsi le tempistiche di pagamento delle pubbliche amministrazioni, limitando le possibilità di crescita per un business che, di fatto, vive sull'inefficienza dei pagamenti del settore pubblico. Tuttavia, il management nel corso del road-show ha spiegato perchè - con l'enorme frammentazione dei debiti tra diversi enti pubblici locali - questo rischio nel medio periodo sia sostanzialmente marginale per le prospettive della società.
Il collocamento - curato da Mediobanca, Morgan Stanley e Deutsche Bank col ruolo di global coordinator - ha raccolto una domanda pari a 1,76 volte l'offerta (senza tener conto dell'eventuale green-shoe). Per il 53% i titoli sono stati piazzati presso investitori Uk, per il 25% Usa, per il 17% italiani. Per il 65% i sottoscrittori sono hedge fund e per il restante 35% fondi di investimento di lungo periodo.

© Riproduzione riservata