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Telecom sotto esame nell'attesa della lista di Vivendi per il cda

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Telecom sotto esame nell'attesa della lista di Vivendi per il cda

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Telecom Italia debole, mentre è scattato già il conto alla rovescia per l’assemblea del prossimo 4 maggio, chiamata a nominare il nuovo cda della società.
Ieri Assogestioni ha depositato la lista di minoranza per i propri rappresentanti nel Board. L’associazione dei gestori presenterà all'assemblea dei soci cinque nominativi, pari a un terzo del cda. Sono stati riconfermati i nomi di Lucia Calvosa e Francesca Cornelli e proposti come nuovi quelli di Dario Frigerio (ex ad Pioneer), Danilo Vivarelli e Ferruccio Borsani. Entro domenica l’azionista Vivendi, che detiene il 23,8% delle azioni di Telecom, depositerà la propria rosa di candidati. Si tratterà di una lista di dieci persone, ossia di maggioranza, visto che di recente il gruppo francese ha notificato alle autorità europee il fatto che dopo l’assemblea del 4 maggio potrebbe avere il controllo di fatto della compagnia telefonica italiana. La mossa di Vivendi, fino alle notizie di ieri, non era affatto scontata dal momento che il gruppo francese è sotto la lente dell’Agcom per la sua presenza nel capitale sia di Telecom, sia di Mediaset e per la legge Gasparri non è possibile una concentrazione nel settore delle tlc e dei media. Insomma non era chiaro se Vivendi avesse provato a giocarsi la carta di detenere solo partecipazioni finanziarie nelle due aziende, presentando dunque anche per il cda di Telecom una lista di minoranza, o se alla fine avesse provato l'affondo di controllare il cda di Telecom. Strada resa più impervia da seguire anche dopo le recenti indicazioni del collegio sindacale, secondo il quale già oggi Vivendi esercita il controllo di fatto del board della compagnia. La complicata partita a scacchi, comunque, è tutt’altro che indirizzata al termine. Entro il 24 aprile le autorità europee si dovranno esprimere sulla posizione del gruppo francese in Telecom Italia, mentre entro il 21 aprile l’Agcom dovrebbe esprimere i risultati delle proprie analisi. Il condizionale, tuttavia, è d’obbligo dal momento che l’autorità può prendersi altri 60 giorni di tempo dalla scadenza del 21 aprile per esprimere un giudizio. Il 4 maggio, inoltre, l’assemblea di Telecom sarà chiamata a nominare il nuovo board, che con grande probabilità vedrà entrare in forze i rappresentanti proposti dai francesi. Nelle prossime settimane sarà da vedere se la stessa Vivendi prenderà parte alla proposta del collegio sindacale di Mediaset, che dovrà essere nominato dall’assemblea di giugno (fissata il 28). Nel frattempo, però, le autorità italiane potrebbero imporre a Vivendi di ridurre la partecipazione in Mediaset, pari quasi al 30% del capitale. Sempre che alla fine la Fininvest dei Berlusconi e l’azienda di Oltralpe trovino una qualche possibilità di accordo. D’altra parte dalle dichiarazioni dei giorni scorsi sia di Silvio Berlusconi ("sono l’ultima persona a sapere cosa farà Vivendi"), sia del figlio Pier Silvio non sembra che le due aziende stiano trattando. L'impasse, dunque, penalizza sia Telecom, sia Mediaset, che in Borsa oggi arretra dell'1,7% a 3,68 euro.
Gli analisti, intanto, sono positivi sulla compagnia di tlc: Icpbi raccomanda di compare le azioni di Telecom e anche quelli di Banca Akros consigliano di 'accumulare' i titoli.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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