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Borse, ecco come Apple e le altre big deformano il calcolo degli indici

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Borse, ecco come Apple e le altre big deformano il calcolo degli indici

(Reuters)
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Andamento titoli
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Le azioni si contano o si pesano? Nella maggior parte degli indici di Borsa vale il secondo criterio. Ciò vuol dire che l’andamento di una Apple (la società con la maggior capitalizzazione al mondo) influenza nel bene o nel male (e quindi deforma) il calcolo dell’indice di Wall Street, l’S&P 500, molto più dell’andamento della Vertex Pharms. Questo per due ragioni: 1) perché la Apple capitalizza 770 miliardi mentre la Vertex 28; 2) perché il calcolo dell’andamento dell’S&P 500 è ponderato per la capitalizzazione dei titoli.

Non è così ad esempio per l’altro grande indice di Wall Street, il Dow Jones, dove invece ai fini del calcolo della performance generale dell’indice conta la media della variazione dei titoli del paniere, indipendentemente dalla loro capitalizzazione.

L’aspetto importante è che la maggior parte degli indici azionari globali seguono il criterio della performance ponderata per la capitalizzazione: in questo caso le azioni hanno un peso specifico diverso e quindi influenzano, ciascuna col suo peso, l’andamento degli indici.

BORSE A CONFRONTO
L'andamento da inizio anno di Milano, Francoforte, New York e Parigi. 31-12-2016= Base 100

Questo vuol dire che se le big di settore vanno meglio delle società a minor capitalizzazione l’indice sovraperforma la media delle variazioni di tutte le società. Così come se le big vanno meno bene, la performance media dell’indice ne risente oltremisura.

Dall’analisi dell’andamento delle big emerge ad esempio che l’S&P 500 è stato “avvantaggiato” in questi primi mesi del 2017 dal fatto che le società a maggior capitalizzazione, che poi sono quelle legate al comparto tecnologico, hanno fatto meglio della media. Viceversa, il FTSE MIB di Piazza Affari è stato penalizzato dall’andamento negativo dei titoli energetici, che pesano moltissimo nel calcolo dell’indice generale.

S&P 500 “dopato” dalle big di Wall Street
I forti acquisti sui titoli hi-tech - che occupano le prime sei piazze nella top ten delle società a maggior capitalizzazione quotate a Wall Street - hanno dato un’indubbia spinta al dato medio dell’S&P 500, salito del 4,9% da inizio anno.

COME VANNO I BIG DI WALL STREET
I primi 10 titoli per valore dell'indice S&P 500, in percentuale

Apple è salita del 22,5%, Alphabet (la congloberata in cui è confluita Google) dell’8,5%, Amazon del 20%, Microsoft del 5,4% e Facebook del 23%. In media queste aziende si sono apprezzate in Borsa del 14,6% da inizio anno. Dato che sono anche quelle con la capitalizzazione più alta, e quindi con il maggior peso specifico nel calcolo dell’andamento dell’S&P 500, hanno sicuramente spinto l’indice più in su di quanto sarebbe risultato da un calcolo di “performance puro” delle 500 società che lo compongono.

Ftse Mib sottotono per via degli energetici
Allo stesso tempo Piazza Affari ha risentito di questo meccanismo di calcolo. Da inizio anno il FTSE MIB è salito del 2,8%. Ma ha certamente sofferto il fatto che le prime 10 società per capitalizzazione abbiano avuto in media un andamento negativo (-0,5%).

I BIG DI PIAZZA AFFARI
L’andamento da inizio anno dei 10 titoli a maggior capitalizzazione del Ftse Mib

Eni, la big in assoluto di Piazza Affari con una capitalizzazione di oltre 54 miliardi, da inizio anno cede il 3,1% e pesa da sola per il 18% sul calcolo della performance del FTSE MIB. Unicredit, che pesa per quasi il 10% sull’indice, ha perso il 6%. Tra le big hanno deluso anche Telecom Italia (-4,4%) che pesa per oltre 5 punti percentuali sul calcolo e Tenaris (-8%) che pesa per oltre il 6%.

Il Dax tedesco spinto da Sap ma paga Volkswagen
Il DAX 30 della Borsa tedesca - le cui società sommate sfiorano una capitalizzazione di 1.000 mliardi - ha guadagnato da inizio anno il 3,1%.

I BIG DELLA BORSA TEDESCA
L’andamento dei 10 titoli a maggior capitalizzazione del Dax 30 di Francoforte

A questa variazione ha certamente contribuito il +10% di Sap - la società più grande del listino tedesco con un valore di 111 miliardi e che influenza il calcolo medio per l’11% - così come il -2% di Volkswagen, che da sola vale 67 miliardi e pesa per quasi il 7% sulla rilevazione del Dax.

Francia come Wall Street, le big aiutano l’indice
Anche in Francia, come per l’S&P 500 di Wall Street, le big hanno dato una mano alla variazione generale dell’indice delle blue chip transalpino, ilCAC 40. Questo perché in media le prime 10 società per valore di Borsa sono salite da inizio anno del 6,3%, più di quanto ha fatto l’indice (+4,3%).

I BIG DELLA BORSA FRANCESE
L'andamento delle prime 10 società per capitalizzazione del Cac 40. Var% da inizio anno e peso del titolo sulla capitalizzazione totale (%)

E questo nonostante la prima società francese - Total con un valore di 118 miliardi e un peso del 10% nel calcolo dell’indice - in realta abbia perso l’1,4%. A spingere il CAC 40 ci hanno pensato Sanofi (+11%), Lvmh (15%), multinazionali che valgono oltre 100 miliardi. Così come Airbus (+13%) e Vinci (+15%), anch’esse nella top ten dei pesi massimi della Borsa francese.

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