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Ecco perché la sterlina si rafforza dopo l’annuncio a sorpresa di…

stime al rialzo sul pil

Ecco perché la sterlina si rafforza dopo l’annuncio a sorpresa di May, stime sul Pil al rialzo

Prima un passo indietro, poi un deciso recupero. Chi si aspettava che l’annuncio a sorpresa di elezioni anticipate nel Regno Unito potesse affossare ancora di più la già debole sterlina si è dovuto rapidamente ricredere, perché la valuta britannica si è ripresa con gli interessi ed è così tornata a 1,27 sul dollaro come non avveniva da inizio febbraio. Un controsenso, se si pensa alla maggiore incertezza che la decisione del primo ministro Theresa May getta sui mercati Uk, ma soltanto in apparenza.

Sono diversi infatti gli analisti che ancora a caldo fanno notare come la mossa possa in realtà effettivamente trasformarsi in un fattore favorevole per il pound, un «game changer» come si dice nel gergo dei mercati. Tra questi Deutsche Bank, che è corsa immediatamente a chiudere le posizioni ribassiste che da tempo aveva sulla moneta di Sua Maestà, essenzialmente per tre motivi e non soltanto perché (come si è detto in un primo momento) le elezioni anticipate rafforzano lo scenario per una «hard Brexit», un’uscita più traumatica della Gran Bretagna dall’Unione europea.

Supponendo sulla base dei sondaggi del momento che i Conservatori possano ottenere una solida maggioranza il prossimo 8 giugno (data in cui è stato fissato il voto), George Saravelos di Deutsche Bank fa notare come la decisione «renda meno pressante il termine per raggiungere una “chiara” Brexit senza un lungo accordo transitorio entro il 2019, dato che non vi sono più le elezioni previste originariamente l’anno successivo».

Meglio insomma presentarsi alle urne prima dell’appuntamento cruciale, quando ancora l’inerzia economica è favorevole al partito attualmente al Governo, anche perché come sottolinea Deutsche Bank l’eventuale successo da una parte «rafforzerebbe il ruolo del Primo Ministro in quei negoziati che nelle ultime settimane sono chiaramente scivolati sulla linea imposta dall’approccio dell’Europa» e dall’altra «diluisce l’influenza dei membri del parlamento che spingono per una hard Brexit, dando supporto invece alla posizione politica del Governo e favorendo una soluzione precedente di compromesso rispetto alla richiesta della Ue di un accordo transitorio».

“Ci vorrà un po’ di tempo perché gli investitori digeriscano gli effetti delle elezioni nel corso dei prossimi giorni”

Luke Bartholomew, Investment Manager di Aberdeen Asset 

Difficile però capire se la reazione che stiamo vedendo in questi primi minuti (su la sterlina, in calo le Borse) sia destinata a proseguire. «Ci vorrà un po’ di tempo perché gli investitori digeriscano gli effetti delle elezioni nel corso dei prossimi giorni», ammette Luke Bartholomew, Investment Manager di Aberdeen AssetManagement, avvertendo anche lui che «una questione importante per i mercati è se le elezioni renderanno più o meno probabile una posizione più soft nei negoziati di Brexit». «Le elezioni - aggiunge Bartholomew - dovrebbero conferire a Theresa May un mandato molto più forte per resistere alla linea più dura dei parlamentari anti-Ue senza incarichi di governo che detengono ora un'influenza sproporzionata rispetto alla posizione del suo partito sulla Brexit». Quest’ultimo elemento sarebbe qualcosa che i mercati finanziari apprezzerebbero, anche se bisogna tener sempre presente della inevitabile maggior volatilità a cui si andrà incontro con elezioni imminenti non soltanto in Francia, ma anche nel Regno Unito.

In Gran Bretagna May annuncia a sorpresa elezioni anticipate

La notizia
La Gran Bretagna andrà alle elezioni anticipate il prossimo 8 giugno
, ha annunciato la premier Theresa May in una dichiarazione resa davanti alla residenza di Downing Street. La decisione, ha spiegato May, è stata presa per garantire certezza e stabilità negli anni a venire. La decisione deve ora avere il via libera dal Parlamento.

Il Fmi rivede le stime del Pil al rialzo
Secondo il Fondo monetario internazionale «la principale sfida starà nel pilotare con successo l'uscita dall'Unione europea e nel negoziare i nuovi accordi per le relazioni economiche con la Ue e gli altri partner commerciali». Secondo l'Fmi, la politica accomodante della Bank of England è «appropriata perché la crescita è vista rallentare».

Le stime contenute nel World economic outlook mostrano un Pil 2017 in rialzo del 2%, lo 0,5% in più rispetto ai calcoli aggiornati di gennaio e lo 0,9% in più rispetto al Weo dello scorso ottobre. Nel 2018 e' atteso un +1,5%, lo 0,1% in più sulle stime di inizio anno ma lo 0,2% in meno su quelle d'autunno. Il Fondo calcola che il Pil britannico nel 2016 sia salito dell'1,8%.

Queste revisioni economiche «riflettono una performance migliore del previsto dell'economia Gb dal voto sulla Brexit, cosa che indica una materializzazione piu' graduale di quanto anticipato degli effetti negativi della decisione del Regno Unito di lasciare l’Ue».

Tra di essi il Weo cita un potere di acquisto ridotto per i consumatori sulla scia di un deprezzamento della sterlina e la sua ricaduta sui prezzi oltre all'impatto dell'incertezza sugli investimenti privati. Non è esclusa una riduzione potenziale delle dimensioni del settore dei servizi finanziari.

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