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Borsa: sei grafici per capire cosa comprano e cosa vendono oggi i grandi…

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Borsa: sei grafici per capire cosa comprano e cosa vendono oggi i grandi gestori

(Reuters)
(Reuters)

Le elezioni presidenziali francesi sono da tempo considerate il principale fattore di rischio per i mercati quest’anno. A pochi giorni dal voto del primo turno tuttavia non pare che i timori di disintegrazione dell’euro (legati all’avanzata dei partiti populisti anti-euro) abbiano condizionato più di tanto le scelte dei grandi investitori. Il 48% dei grandi gestori che hanno partecipato al consueto sondaggio mensile condotto dalla banca americana BofA Merrill Lynch ha dichiarato in questa fase di voler sovrappesare (cioè aumentarne il peso nel portafoglio) le azioni europee. Da 15 mesi a questa parte non si riscontrava un interesse tanto elevato per l’equity continentale.

Il dato è in netto contrasto con l’orientamento dei grandi gestori rispetto al mercato azionario americano. Il 20% degli intervistati ha infatti dichiarato di voler sottopesare la componente equity Usa. Gli analisti di BofA Merrill Lynch segnalano che, quella in atto, è la quinta maggior rotazione dall’azionario Usa all’azionario Europa dal 1999.

Questa rotazione ha varie ragioni. Quella più importante è sicuramente il prezzo: Wall Street è troppo cara rispetto all’Europa. Oggi il rapporto prezzo/utili attesi dell’indice S&P500 è in media di 18 volte. Nettamente più alto, sia rispetto alla sua media storica (15.7 nell’ultimo quinquennio) sia rispetto alla media delle blue chip europee che fanno parte dell’indice S&P Europe 350 il cui rapporto prezzo utili attesi è di 15 volte. Il differenziale tra i multipli delle Borse di Europa e Stati Uniti, che misura il premio a cui la piazza americana viene valutata in confronto a quella europea, è ai massimi dal 2009.

I grandi gestori conoscono bene questi numeri e non a caso alla domanda su quale sia la piazza azionaria più sopravvalutata l’83% dei partecipanti (record) indica quella americana. Al contrario il 47% considera le piazze emergenti le più sottovalutate mentre le azioni europee sono sottovalutate per il 19% degli intervistati.

Oltre alle azioni Usa i grandi investitori hanno ridotto la loro esposizione rispetto ad altre classi di investimento che dalla vittoria di Trump avevano fatto bene come l’energia, le materie prime e l’immobiliare. Il riposizionamento non ha interessato solo l’Eurozona ma anche i mercati emergenti, le utilities e le obbligazioni.

La rotazione di portafoglio sull’Europa ha premiato in particolare il mercato azionario francese. Se a febbraio il 24% degli investitori dichiarava di voler ridurre la propria esposizione sulla piazza di Parigi oggi, a pochi giorni dalle elezioni, il 22% dei gestori che hanno partecipato al sondaggio ha dichiarato di voler sovrappesare nel prossimo anno l’azionario francese. L’avanzata del candidato centrista Emanuel Macron ha certamente influito su questo cambio di rotta. Anche la Germania, altro Paese alle prese con il voto, viene gettonata. Poco favorite da questo cambio di orientamento sui mercati la piazza di Londra (causa Brexit) e quella di Milano.

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