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Atlantia paga pegno, ipotesi valorizzazione Abertis a 17 miliardi

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Atlantia paga pegno, ipotesi valorizzazione Abertis a 17 miliardi

Ancora vendite su Atlantia che ha preso la via del ribasso mentre a Madrid Abertis mette a segno un rialz odi circa due punti percentuali. Il titolo della holding della famiglia Benetton il primo giorno dell'annuncio (martedì) aveva perso il 4% mentre ieri dopo una seduta in rosso aveva provato a rialzare la testa con un rialzo di mezzo punto percentuale (Abertis -3%).

Secondo alcuni quotidiani i colloqui tra Atlantia e Abertis potrebbero essere più avanzata del previsto e non è escluso che un piano possa essere preparato in tempi brevi. Nel dettaglio, Il Sole 24 Ore riporta alcune ipotesi nella possibile operazione tra Atlantia e Abertis: innanzi tutto l'operazione verrebbe strutturata come una Opas su Abertis con un mix di contanti e/o azioni. Con lo schema in azioni, La Caixa potrebbe rimanere socio rilevante del conglomerato, mentre Atlantia potrebbe rientrare di parte della cassa attraverso la successiva cessione degli asset telecom (35% di Cellnex e di Hispasat per circa 3 miliardi), nonchè dai proventi della cessione di una quota di Aspi. Secondo alcune fonti di stampa inoltre Atlantia potrebbe decidere di alzare al 20% la quota da cedere. Nella valorizzazione di Abertis conteranno sia la minor durata delle concessioni, sia il credito di 1,5 mld che Abertis vanterebbe contro il governo spagnolo per i peggiori economics della tratta AP-7 (cifra che potrebbe salire a 2,3 mld). Il Sole cita inoltre che un operatore cinese (la conglomerata Hna) potrebbe competere nella partita avendo manifestato interesse per una operazione con Abertis. Infine, secondo quanto riportato dal quotidiano Espansion, gli advisor potrebbero aver valutato Abertis a 17 miliardi di euro (rispetto ai 15,6 mld attuali) e Atlantia avrebbe già sondato le banche per un prestito di 10 miliardi di euro per la parte cash. Secondo Equita per Atlantia l`operazione avrebbe senso perché incrementa l`ebitda da attività internazionali dal 25% al 60%, consente un proficuo reinvestimento della quota Autostrade per l'Italia in cessione e ottimizza la leva finanziaria con impatto positivo sugli utili per azione. Un altro broker si concentra sulle sinergie industriali e sottolinea che un'operazione amichevole potrebbe portare alla creazione di un leader mondiale nel settore toll roads con una forte diversificazione geografica e una potenziale controdiluizione a livello di utile per azione.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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