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Sky, la disputa con Telecom frena gli abbonati in Italia

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Sky, la disputa con Telecom frena gli abbonati in Italia

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La disputa fra Sky e Telecom Italia in Italia frena la crescita di abbonati della media company di casa Murdoch in Italia. Dopo gli incrementi per cinque trimestri consecutivi il dato degli abbonati torna infatti in calo a marzo. E questo perché, almeno secondo la spiegazione data da Sky, c’è un canale di vendita che non funziona più: quello finora assicurato da Telecom Italia in base ad accordi precedenti. La nota sui nove mesi dell’anno fiscale di Sky (i sei mesi del 2016 e i primi tre mesi del 2017) riporta questo – assieme al clima complessivo dell'economia, che ovviamente non sta premiando l’andamento del settore della pay tv in Italia – come il dato saliente che spiega i 7mila abbonati in meno a marzo (rispetto a dicembre) per Sky Italia.

Un’evidenza cui si accompagna, dall’altra parte, la crescita di 68mila abbonati riferita al confronto con marzo 2016. Nell’ultimo trimestre gli abbonati sono invece scesi a quota 4,802 milioni e la controversia con Telecom è indicata come causa prima alla quale fare riferimento. Fra Sky e Telecom è infatti corso un contenzioso con Telecom che avrebbe richiamato alla necessità di rivedere quegli accordi comprensivi di miniumi contrattuali ritenuti eccessivi. Al di là di questo, c'è sempre da fare i conti, e da Sky lo specificano, con un contesto economico ancora incerto nel nostro Paese che non sta favorendo la crescita della pay tv.

Per l’Italia sono comunque evidenziati risultati in crescita sotto vari fronti. I ricavi sono aumentati del 7% rispetto allo stesso periodo dell’esercizio scorso a 2,145 miliardi di euro (1,849 miliardi di sterline) e con un utile operativo triplicato a 106 milioni di euro (91 milioni di sterline). Risultati ottenuti, spiegano da Sky, grazie alla performance sul versante della raccolta pubblicitaria, alla rivendita dei diritti sportivi con gli incassi derivanti dalla vendita a terzi dei diritti delle Olimpiadi di Rio. Fra i plus italiani Sky riporta anche i risultati di Masterchef e la crescita del 15%, anno su anno, nella clientela connessa arrivata a 2,4 milioni. Insomma, una redditività in crescita, sebbene con numeri che non sono granché rispetto al livello dei ricavi.

Per quanto riguarda invece il gruppo, sono i maggiori costi per i diritti sportivi a pesare sulla redditività in calo. Agli atti è stato infatti messo un utile operativo in calo dell’11% nei primi nove mesi dell'esercizio 2016-17 a 1,013 miliardi di sterline principalmente a causa dei costi per il nuovo contratto della Premier League di calcio inglese, degli investimenti per Sky Q e Sky Mobile e dell’andamento meno favorevole della pubblicità nel Regno Unito.

Il ceo Jeremy Darroch, nella nota di accompagnamento del gruppo ai conti dei nove mesi fiscali lo ha spiegato: «In un anno in cui stiamo assorbendo costi per la programmazione significativamente più elevati, continuiamo a fare ulteriori progressi con i nostri piani di efficienza, portando i nostri costi operativi a un ulteriore calo dell’1%. Come risultato, siamo riusciti a raggiungere profitti operativi per 1.013 milioni di sterline nei 9 mesi, di soli 129 milioni inferiori rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, nonostante i costi addizionali di 494 milioni di sterline per la Premier League, gli investimenti in Sky Q e Sky Mobile e un mercato pubblicitario più debole nel Regno Unito. Un risultato che mostra anche i solidi progressi che stiamo facendo su questo fronte in Germania, Austria e Italia, che insieme hanno contribuito con una crescita dei profitti operativi per più di 100 milioni di sterline».

A livello generale i ricavi sono comunque saliti del 5% a 9,6 miliardi di sterline. sempre nella nota d'accompagnamento ai conti Darroch ha parlato di un altro buon trimestre, in un contesto sfidante. «Guardando avanti, entriamo nell'ultimo trimestre dell'anno fiscale in buona forma», afferma Darroch indicando in 106mila i nuovi clienti nel trimestre e in 769mila la crescita nell'intero periodo.

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