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Ei Towers: «Nessun contatto con Rai o Rai Way»

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Ei Towers: «Nessun contatto con Rai o Rai Way»

  • –Celestina Dominelli

Il quadro non è cambiato rispetto a quanto l’ad di Ei Towers, Guido Barbieri, aveva detto non più tardi di un mese fa: l’integrazione con Rai Way «è assolutamente interessante, qualsiasi sia la forma dell’operazione», per dirla con le parole dello stesso ceo, «ma approcci e contatti non ce ne sono stati». Insomma, nessuno da Rai Way o dalla capogruppo ha bussato alla porta per rispolverare il progetto di aggregazione nel settore delle torri di trasmissione.

Così, intervenendo all’assemblea dei soci, che ieri ha approvato il bilancio 2016 e rinnovato il piano di buyback (riacquisto di titoli propri), Barbieri è tornato sul tema per ribadire che, in assenza di una volontà politica, il matrimonio tra le due resta sulla carta. E, per ora, non sembrano esserci correzioni di sorta. «Che ci siano advisor al lavoro - ha rilevato il top manager - è normale, anche se noi non ne abbiamo. A quanto ci risulta, però, gli ostacoli all’operazione, cioè il mantenimento del 51% in capo a Rai e il percorso Antitrust tutto da fare, sono ancora lì».

Insomma, non sono maturate le condizioni per una svolta. Né è all’ordine del giorno una qualche mossa su Inwit, che pure era entrata nei radar nel 2016, ma i piani della controllata di Telecom sono nel frattempo cambiati, come ha rimarcato peraltro ieri anche il ceo di Inwit, Oscar Cicchetti. «N on siamo interessati a Ei Towers. Siamo interessati a partecipare al consolidamento italiano se dovesse aver luogo ma sinergie sono possibili mettendo insieme torri tlc con torri tlc, torri broadcasting, e non riguarda noi, con altre torri broadcasting». E a Barbieri non resta altro che prenderne atto. «Telecom ha ribadito di ritenerla strategica e ritengo che almeno per due anni» su questo gruppo non ci saranno novità.

Il faro, dunque, è puntato su altro, vale a dire su possibili deal «nell’Europa continentale» ma con un approccio «molto lucido», è il mantra di Barbieri. Tradotto: un buon prezzo d’acquisto, che porta il ceo a smentire qualsiasi interesse per Cellnex se fosse messa sul mercato nell’ambito della partita Atlantia-Abertis («si tratta di una scala di dimensione più compatibile con gli operatori di oltreoceano») e focus su piccole operazioni soprattutto all’estero - preferibilmente dove ci sono sistemi distributivi simili a quello italiano -, per società, chiarisce ancora Barbieri, con un portafoglio di torri misto tra broadcast e tlc.

La rotta è chiara, quindi. E, nell’immediato, di certo c’è il rinnovo del contratto con Mediaset che vale 180 milioni di euro. «Abbiamo iniziato le attività preliminari - ha detto Barbieri - con l’obiettivo di metterci a lavoro quanto prima e nel corso dell’estate avviare le trattative: siamo fiduciosi ed è ragionevole pensare che si possa definire il nuovo ciclo entro la fine dell’anno».

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