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Europa contrastata, Milano chiude a +0,31% con A2a alle stelle

la giornata dei mercati

Europa contrastata, Milano chiude a +0,31% con A2a alle stelle

Andamento titoli
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Chiusura contrastata per le Borse europee (segui qui principali indici), complice anche l'andamento incerto di Wall Street, dove gli investitori si interrogano sulle conseguenze del licenziamento del numero uno dell'Fbi da parte del presidente, Donald Trump. I listini del Vecchio Continente, comunque, hanno trovato un po' di sostengo nel pomeriggio nelle parole del numero uno della Bce, Mario Draghi, che ha sottolineato che «la ripresa ciclica dell'economia dell'area dell'euro sta diventando sempre più solida». Intanto procede a pieno ritmo la stagione delle trimestrali. Milano ha accelerato sul finale e chiuso in progresso dello 0,31%, mettendo a segno la performance migliore dell'Europa Continentale. Ha fatto meglio Londra salita sul finale dello 0,59%.

Bper sotto pioggia di vendite dopo trimestrale
A Piazza Affari sono crollate del 5,66% le Banca Pop Emilia Romagna, risentendo della trimestrale giudicata deludente, con un utile netto consolidato di 17,3 milioni, in calo del 48,2% rispetto allo stesso periodo del 2016. Sul risultato netto hanno pesato la nuova svalutazione dell'investimento nel fondo Atlante per 17 milioni e il contributo 2017 al Fondo di risoluzione (18,1 milioni). L'utile netto di pertinenza della capogruppo è pari a 14,6 milioni dopo aver contabilizzato 2,7 milioni di pertinenza di terzi. Quanto alla solidità patrimoniale, il coefficiente Cet1 fully phased è pari al 13,11%. La performance al ribasso di Bper ha influenzato ancheUnipoll (-2,2%), che secondo le ultime indiscrezioni avrebbe già rastrellato azioni tanto da avvicinarsi al 10% del capitale, soglia oltre la quale dovrebbe chiedere l’autorizzazione di Bankitalia.

A2a scatta dopo conti trimestre e revisione stime per 2017

Per contro sono scattate le A2a (+5,37%), dopo i conti in crescita del periodo gennaio-marzo, e la revisione al rialzo delle stime di crescita dei margini di fine anno. Nel dettaglio la multiutility ha chiuso i primi tre mesi del 2017 con ricavi in crescita del 31% a 1,6 miliardi e un utile netto di 180 milioni, in progresso del 14%. Allo stesso tempo,i manager del gruppo hanno rivisto al rialzo le stime sull'ebitda di fine anno grazie «al favorevole andamento dello scenario energetico registrato nel trimestre», portandole dagli 1,12-1,15 miliardi del piano annunciato in aprile a 1,17-1,19 miliardi.

Eni e Mediaset premiate dopo il ritorno all'utile
Sono state premiate le Eni (+0,5%), dopo che l’azienda petrolifera ha annunciato il ritorno all’utile: nel primo trimestre 2017 l’utile netto del gruppo è stato di 965 milioni di euro contro la perdita di 383 milioni registrata nello stesso periodo dello scorso anno.

Anche Mediaset (+1,2%) è tornata in utile: la società di Cologno Monzese ha registrato nei primi tre mesi dell’anno un risultato netto positivo per 15,9 milioni a fronte di un rosso di 18,2 milioni. I ricavi netti, però, sono scesi del 22,7% a 889,3 milioni di euro. Il mercato ha apprezzato che il cda abbia deciso di proporre alla prossima assemblea la delega per l'acquisto di azioni proprie fino al 10% del capitale sociale. Adesso Mediaset già detiene il 3,795% del proprio capitale sociale.

Continua la corsa di Campari e Mediolanum

Hanno inoltre continuato a salire le Davide Campari(+4,68%), dopo l’ottima performance della vigilia innescata dalla trimestrale archiviata con un utile prima delle imposte rettificato di 54,4 milioni, in aumento del +56%, su vendite pari a 376,6 milioni, in aumento del +15%. Hanno festeggiato ancora i conti del primo trimestre anche le Banca Mediolanum, salite del 3,2%. L’istituto ha chiuso il primo trimestre con un utile netto di 85 milioni, in aumento del 16% rispetto allo stesso periodo del 2016. In più l’ad, Massimo Doris, ha dichiarato che, il gruppo ha l'obiettivo nel 2017 di superare il record di 4,7 miliardi di raccolta netta fondi, «grazie soprattutto, ma non solo, ai Pir».

Titoli del lusso deboli, eccetto Ferragamo
Fuori dal paniere principale, ha continuato a perdere quota Tod's (-1,8%), penalizzata ancora dall’annuncio di vendite in calo nei primi tre mesi dell’anno.

Vendite diminuite del 4,4% a 238,5 milioni. Nel lusso sono andate male anche le Moncler (-0,5%), mentre sono salite dello 0,9% le Salvatore Ferragamo. Brunello Cucinelliha registrato un calo dello 0,96% nell'attesa della trimestrale comunicata a mercati chiusi.


BoT: in asta rendimento annuali scende al nuovo minimo storico a -0,304%
Nuovo minimo storico per il rendimento del BoT annuale. Il Buono a 12 mesi offerto oggi in asta è stato assegnato con un rendimento lordo dello 0,304%, in flessione di 7 punti base rispetto al mese precedente. Il minimo storico precedente risaliva allo scorso gennaio (-0,250%). I BoT a 12 mesi sono stati emessi con un importo pari a 6,5 miliardi di euro a fronte di una domanda complessiva pari a 11,2 miliardi di euro. Il rapporto tra domanda e offerta si è attestato a 1,73, sensibilmente più elevato rispetto alla media degli ultimi mesi. Il regolamento cade sul prossimo 12 maggio. In calo lo spread BTp/Bund rispetto ai livelli di ieri. Intanto lo spread si è portato in area 182 punti.

Il petrolio in allungo dopo scorte Usa, euro stabile
Le quotazioni del petrolio hanno allungato il passo dopo la pubblicazione delle scorte americane (segui qui Brent e Wti), che hanno registrato un calo più pesante delle attese, anche se inferiore anche a quanto anticipato dall'American Petroleum Institute. In particolare nella settimana conclusa il 5 maggio le scorte di petrolio negli Stati Uniti sono calate di 5,247 milioni di unità a 522,525 milioni, mentre gli analisti attendevano un ribasso di 1,7 milioni, dopo la discesa di 930.000 unità precedente. Risulta abbastanza stabile l’oro, sceso ieri al minimo da due mesi in area 1220 dollari l'oncia. Inoltre è risultato abbastanza stabile anche il cambio euro-dollaro, rimasto al di sotto della soglia di 1,09 (segui qui i principali cross).

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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