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Che succede sui mercati se esplode la bomba «Russiagate»

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Che succede sui mercati se esplode la bomba «Russiagate»

(Reuters)
(Reuters)

La calma piatta che ha caratterizzato i mercati finanziari in queste settimane è stata bruscamente turbata dalle notizie in arrivo da Washington che hanno minato la credibilità del presidente Donald Trump. Dopo essere sceso ai minimi storici con la vittoria di Macron in Francia l’indice Vix che misura la volatilità si è impennato ieri di oltre il 26 per cento. Era dal giorno della Brexit che non si registrava un balzo giornaliero tanto elevato per quello che è noto anche come “indice della paura”.

Lo scoop del Washington Post sulle rivelazioni di notizie top secret alla Russia prima e quello di ieri del New York Times sulle pressioni di Trump sull’ex capo dell’Fbi James Comey per condizionare le indagini sul Russiagate poi, hanno costretto gli investitori a rivedere, almeno nell’immediato, la propria strategia di investimento. Certo è ancora presto per dire se queste notizie porteranno all’impeachment del presidente Trump ma anche lasciando da parte le congetture una cosa è certa: da questa storia Trump esce fortemente indebolito. E questo ha un impatto sui mercati dal momento che sulla politica economica della nuova amministrazione sono state costruite in questi mesi le strategie di investimento dei grandi asset manager mondiali.

Che ne sarà dei piani di stimolo fiscale se Trump cade (o se comunque perde il sostegno di una parte del Partito Repubblicano) ci si chiede in queste ore tra gli addetti ai lavori? In questo contesto quel castello chiamato «Trump reflation trade» (il nome in gergo con cui è stata ribattezzata la strategia di investimento basata sul programma di politica economica della nuova amministrazione) perde pezzi.

Si spiega così il netto ribasso del dollaro, una delle classi di investimento che ha corso di più dopo le elezioni: da venerdì il dollar index, che misura il tasso di cambio rispetto a tutte le principali controparti, si è svalutato di oltre il 2% (tantissimo per la principale valuta di riserva mondiale) aggiornando, nella giornata di ieri, un nuovo minimo dalle elezioni.

Dopo la vittoria di Trump gli investitori hanno venduto obbligazioni e comprato azioni. Ieri è successo esattamente il contrario e Wall Street, dopo aver fatto l’ennesimo record lunedì, ha invertito la rotta. Gli indici principali hanno perso oltre un punto percentuale come non accadeva da due mesi a questa parte.

Per capire se quella di ieri è stato solo un temporale o l’avvisaglia di qualcosa di più serio bisognerà aspettare di capire quale sarà l’evoluzione della partita. Nei fatti lo scenario peggiore per Trump (quello dell’impeachment) appare assai complicato.

«Sebbene la definizione costituzionale lasci fondamentalmente ai deputati di decidere se un comportamento è passibile di impeachment - segnala Giuseppe Sersale, Strategist di Anthilia Capital Partners Sgr - la rimozione del Presidente richiede una condanna, il chè implica per cominciare che le accuse siano provate.In generale il processo prevede un voto a favore dell'impeachment da parte della maggioranza della House of Representatives, un processo in Senato, e un voto a favore della condanna da parte dei 2/3 dei Senatori. Nel caso di Trump quindi un eventuale rimozione richiede 1) La comparsa di prove che mostrino l'ostacolo alla giustizia (il memo non è ancora stato prodotto e la Casa Bianca nega) 2) Un voto compatto dei Democratici, con la collaborazione di almeno 25 Repubblicani della Camera, a favore dell'Impeachment 3) Un processo in Senato con una maggioranza estremamente qualificata che lo condanni. In soldoni- conclude il gestore - si tratta di un procedimento estremamente lungo, e una condanna richiede che Trump perda l'appoggio del partito, visto che i Repubblicani hanno la maggioranza in entrambe le camere. Improbabile, allo stato attuale».

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