Finanza & Mercati

Fca ancora nel mirino: occhi puntati sul caso emissioni in Usa

Auto

Fca ancora nel mirino: occhi puntati sul caso emissioni in Usa

Dopo la notizia dell’apertura di una procedura di infrazione decisa
dalla Ue per violazione delle norme sull’omologazione degli autoveicoli, Fca, secondo indiscrezioni rilanciate da Bloomberg, ora rischierebbe una causa legale dal governo Usa per la “presunta” violazione delle leggi americane sulle emissioni.

E il titolo continua a soffrire in Borsa. Il timore, evidentemente, è che il potenziale doppio attacco tra Europa e America possa pesare sui conti del gruppo dell’auto guidato da Sergio Marchionne. Eppure, sottolineavano fonti Usa, non è ancora stata depositata alcuna causa dal governo statunitense e, salvo sorprese, non ci sono indicazioni che questo possa accadere a breve.

Bloomberg nella tarda serata di ieri spiegava che il dipartimento di Giustizia già questa settimana potrebbe agire contro Fca se, e solo se, dovessero fallire i negoziati da tempo in corso sulla presunta violazione delle leggi americane sulle emissioni. Diversamente Fca punta a una soluzione «giusta» del caso. Già in passato si era parlato di una possibile azione del governo americano: era uno scenario che si profilava il 12 gennaio scorso quando l’Agenzia per la protezione ambientale (Epa) statunitense accusò Fca di avere violato la legge su circa 104.000 veicoli installando, «senza comunicarlo, un software di gestione delle emissioni nei modelli Jeep Grand Cherokee e Ram 1500 prodotti nel 2014, 2015 e 2016 ». L’unico elemento nuovo fornito dall’agenzia stampa americana è la tempistica di una causa che per ora è, appunto, soltanto una ipotesi. «Se si verificasse, sarebbe uno sviluppo un po’ inatteso», ha commento un analista.

Fca Us, il braccio americano del gruppo, ha spiegato che sono in corso «discussioni attive» con la divisione Risorse ambientali e naturali del dipartimento di Giustizia e ha aggiunto: «Nell’eventualità di una qualsiasi causa, Fca Us si difenderà con decisione, specialmente contro ogni accusa secondo cui l’azienda ha volutamente installato “defeat device” per barare ai test sulle emissioni». L’azienda ha concluso: «Una qualsiasi causa sarebbe controproducente nell’ambito delle discussioni in corso con l’Agenzia per la protezione ambientale e con il California Air Resources Board», autorità californiana preposta a garantire l’aria pulita.

© Riproduzione riservata