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Milla, la bella attrice esperta in maxitruffe finanziarie

tra hollywood e fake news

Milla, la bella attrice esperta in maxitruffe finanziarie

L'anno scorso è comparsa al fianco di Al Pacino e Anthony Hopkins nel thriller Conspirancy - La Cospirazione. L’anno prima nell’horror fantascientifico Harbinger Down, omaggio postumo ad Alien, nei panni della spia russa Svetlana. Ma se a Hollywood la bionda attrice Milla Bjorn è ancora una semisconosciuta, tra gli ispettori della Sec (la Consob americana) è diventata assai popolare.

Una vita da film. Sì perché la 46enne Kamilla Bjorlin, questo il suo vero nome, prima di sfidare sul grande schermo mostri spaziali e avvocati corrotti ha vissuto una vita reale degna di un film. La parola chiave è Lidingo, la società da lei fondata nel settembre 2011 in Nevada e misteriosamente svanita nel nulla all’altezza dell’aprile 2014. Una società di promozione finanziaria cui Kamilla, residente nel Sud della California, era di fatto amministratrice unica. Lidingo era affiliata a un’altra società di nome Lavos, messa in piedi nel luglio 2011 da Manish Singh, presidente e ceo dell’azienda farmaceutica ImmunoCellular Therapeutics, quotata a Wall Street, nonché ceo di Lion Technologies. Anche Lavos è scomparsa nel nulla nel giro di tre anni.

Il business delle fake news. In attesa di diventare la nuova starlette di Hollywood, Kamilla aveva messo in piedi un business assai profittevole: commissionare “fake news” a giornalisti freelance per conto di società quotate a Wall Street. La Sec ha scoperto che in due anni e mezzo di attività Lidingo aveva orchestrato la pubblicazione di oltre 400 articoli su testate finanziarie online per conto di circa 11 società quotate. Ricevendo in cambio almeno un milione di dollari in cash o azioni. Tra le società incastrate dalla Sec figurano, oltre a ImmunoCellar Therapeutics e a Lion, anche Advanced Medical Isotope Corp., Galena Biopharma e NeoStem (oggi Caladrius Biosciences), tutte con sede nel Delaware. I contratti sono stati firmati dalla Bjorlin.

Due redattori, mille pseudonimi. A scrivere gli articoli commissionati dalla Bjorlin e dal suo impiegato Andrew Hodge sono stati due redattori esperti, Brian Nichols e Vincent Cassano, che hanno sfoderato una ricca serie di pseudonimi: Amy Baldwin, Teresa Dawn, Leopold Epstein, A. John Hodge, Henry Kawabe, Phil Lassiter, Ang Nguyen, William Sterling e The Swiss Trader. Quest’ultimo profilo vantava un Mba in finanza, ovviamente inventato. Gli articoli, dedicati alle società committenti e scritti con taglio professionale per suscitare l’interesse degli investitori, sono comparsi su diverse testate online, alcune prestigiose, senza l’indicazione di “articolo a pagamento”: SeekingAlpha.com, Benzinga.com, WallStCheatSheet.com, SmallCapNetwork.com,TheStreet.com, MarketPlayground.com, Finance.Yahoo.com, InvestorVillage.com, Fool.com, InvestorsHub.com, Investing.com, Minyanville.com e persino Forbes.com.

Sotto dettatura. Come ha scoperto la Sec, a dare l’imbeccata ai redattori sui contenuti degli articoli spesso erano gli stessi top manager delle società che li commissionavano: la Bjorlin riceveva le direttive direttamente dai Pc degli amministratori delegati e si limitava a inoltrare le mail al suo parco di blogger finanziari. Una splendida truffa, degna di uno dei thriller finanziari in cui la bella Kamilla sognava di diventare protagonista.

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