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EdiliziaAcrobatica entra nell’Elite verso la Borsa

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EdiliziaAcrobatica entra nell’Elite verso la Borsa

Li avete visti appesi alla Nuvola di Fuksas che, sotto le loro mani, prendeva forma. Li avete visti scendere da Ponte Vecchio, a Firenze, per restituire ad alcune delle sue botteghe storiche lo splendore che attira gli occhi dei turisti. E ancora li avete visti calare dalle Mura Vaticane, impegnati a bonificarle e metterle in perfetta sicurezza. Li avete visti al Colosseo, sulla cupola della Basilica di Verbania o forse, molto più semplicemente li avete notati vestiti di blu e di giallo mentre se ne stavano agganciati a delle funi sui muri dei palazzi di qualche città italiana.

Loro sono gli operai e i tecnici di EdiliziAcrobatica, la prima azienda del Paese ad avere reso possibile l’edilizia dei free climber, edilizia cioè in doppia fune di sicurezza, che non necessita cioè di ponteggi o piattaforme mobili. Da qualche ora li potete vedere (metaforicamente) anche nei pressi di Palazzo Mezzanotte, storica sede della Borsa italiana perché sono diventati una società del segmento Elite. Proprio così, scritto con la maiuscola dal momento che si tratta del progetto sviluppato da Borsa Italiana che ha lo scopo di accompagnare le Pmi in un percorso che le porterà alla quotazione.

E se da un lato è impossibile avere conferme dal board della società circa l'ingresso nel mercato azionario, dall'altro la presentazione ufficiale dell'azienda tra i nuovi ingressi del segmento Elite lascia intendere che la strada scelta porti a Piazza Affari.
Forte di numeri, che nel suo settore non hanno rivali, EdiliziAcrobatica rappresenta un'eccellenza del Made in Italy che conta oggi oltre 300 addetti (168 dei quali impiegati) e 31 sedi, dirette o in franchising, in tutta Italia.
Dal 2012 al 2015 la società, fondata dallo skipper genovese Riccardo Iovino, ha registrato una crescita del giro di affari con un Cagr del 36%, mentre nel 2016 il prebilancio indica un valore della produzione consolidato pari a 13,6milioni di euro.

Il trend di crescita della S.p.A, del resto non poteva non attirare l'attenzione degli investitori: dal 2012 al 2015 l'Ebitda è cresciuto di 96 punti percentuali, passando da 179mila euro a 2,7milioni; nello stesso periodo l'utile netto è cresciuto del 115% arrivando a toccare i 902mila euro.
Presieduta da una donna, Anna Marras, che all'interno della società ha il ruolo operativo di responsabile delle risorse umane, EdiliziaAcrobatica ha eseguito interventi di manutenzione, ristrutturazione e posa in opera su opere importanti come Colosseo&c ma anche su 50mila edifici privati, palazzine, case, abitazioni. Sempre con la corda doppia, calati dall’alto.

Alla base del successo della società, che ha tra i suoi progetti di sviluppo anche l'apertura di diverse sedi all'estero, c'è una ‘filosofia umanista', sintetizzata dalla sua presidente in un libro presto in uscita presso i tipi di Engage Editore (Bologna): «Un'azienda è fatta di persone - spiega Marras - e noi di EdiliziAcrobatica crediamo fermamente che il successo di qualsiasi impresa, a partire dalla nostra, sia strettamente connesso alla piena realizzazione di tutte le persone che la compongono. È il capitale umano che fa la differenza ed è su questo che noi investiamo costantemente. Il valore che attribuiamo alla persona traspare fortemente anche dalla forte attenzione che abbiamo verso tutti i nostri i clienti: desideriamo che siano completamente soddisfatti, che vedano in noi un punto di riferimento solido e un'azienda in grado di dare soluzioni per ogni loro esigenza, ci impegniamo a soddisfare ogni loro bisogno e a garantire un servizio eccellente».

In perfetta coerenza con i valori che porta avanti al suo interno, EdiliziAcrobatica non dimentica di applicarli anche al di fuori della sua realtà. Da oltre un anno, infatti, gli operai del gruppo si trasformano per un giorno, più volte l’anno, in supereroi. E si calano dai tetti dei principali reparti di pediatria italiani: dal Bambino Gesù di Roma fino al Regina Margherita di Torino passando per il Meyer di Firenze e l'ospedale dei Bambini di Palermo. «Lo facciamo - conclude Anna Marras - con il solo scopo di portare un sorriso e un incoraggiamento a chi sta conducendo la propria battaglia per la vita. Lo facciamo spesso di domenica e nei giorni festivi e non importa quanto abbiamo lavorato durante la settimana: i nostri operai sono sempre entusiasti di poter regalare allegria e speranza ai bambini e alle loro famiglie».
Perché non si vive di solo lavoro. Ed è giusto che sia così.

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