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Il rally del Gambero Rosso? «Premiati da Pir e passione per il Made…

intervista al presidente paolo cuccia

Il rally del Gambero Rosso? «Premiati da Pir e passione per il Made in Italy»

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C’è l’accordo con Giglio Group, ma ci sono i bilanci solidi e il successo dell’eccellenza made in Italy e anche l’ attenzione alle pmi in uno scenario generale di forza del settore: non si può prescindere da questo «quadro» per comprendere la buona salute di Gambero Rosso e la recente riscoperta da parte del mercato con l’exploit in Borsa dei giorni scorsi. A tracciare lo scenario , in una intervista con Il Sole 24 Ore Radiocor Plus, è Paolo Cuccia, presidente del gruppo leader del settore enogastronomico in Italia, da ben 30 anni sinonimo di food and wine «Made in Italy»di qualità e conosciuto dai più per le famose guide enogastronomiche.

Ad innescare gli acquisti in Borsa la scorsa settimana (che hanno visto il titolo quotato su Aim sospeso per eccesso di rialzo, registrare un +135% in 5 sedute ed oggi muoversi vicino agli 1,40 euro) la notizia dell’annuncio della creazione di una joint venture con Giglio Group, per la creazione e distribuzione mondiale del nuovo canale internazionale in lingua inglese Gambero Rosso. Ma per Cuccia il discorso è più ampio. Il successo della buona cucina e delle eccellenze made in Italy è fuori discussione. A questo va aggiunto il fenomeno interessante dei Pir, «segnale di maggiore attenzione alle imprese del nostro Paese che è il paradiso delle pmi». Certo ci sono « bilanci sempre più solidi» della società che insieme ai fondamentali del settore «viene riscoperta dal mercato» che «si sta accorgendo dell’importanza di aziende come la nostra e le sta riprezzando tutte in generale». Un recupero, confida Cuccia con ottimismo, «destinato a proseguire». Anche se le piccole aziende di qualità in Borsa sono ancora poche.

Accordo con Giglio importante, c’è fame di qualità di contenuti
Cuccia parte proprio da considerazioni generali “in cui ci sono due aspetti importanti: il primo consiste nel fatto che esiste da anni e prosegue in maniera robusta la crescita delle eccellenze enogastronomiche nel mondo come testimoniano i dati di crescita importante dell’export, il riconoscimento dell’Italia nel mondo che non sembra conoscere limiti, basti pensare che nei più grandi alberghi del mondo lo chef è italiano e non era così 10 o 20 anni fa. In questo trend il Gambero Rosso è riuscito a superare anni di crisi economica e finanziaria con bilanci sempre più solidi”. L’altro «fenomeno interessante che non ha ancora dipanato tutta la sua dimensione è quello dei Pir», i piani individuali di risparmio, introdotti dall'ultima legge di bilancio, creati come forma di investimento a medio termine per veicolare i risparmi verso le imprese italiane, e in particolare verso le pmi. «Lo strumento dei Pir ha dato un segnale a tutti, soprattutto alle banche, di prestare maggiore attenzione alle imprese del nostro Paese perché l’Italia è il paradiso delle Pmi ma l’Aim non ne è ancora lo specchio. Con l’ottimismo degli importanti segnali di riconoscimento da parte di altri Paesi alla qualità dell’Italia, abbiamo ancora la lacuna da colmare di aziende di buone qualità che operano in Borsa , su Aim siamo a meno di 80 quando a Londra sono un migliaio». Guardando alla società, il presidente e azionista la definisce «una piattaforma unica» anche se non nasconde che vorrebbe confrontarsi con competitor: «l’Italia ha bisogno di una piattaforma di promozione delle eccellenze del made in Italy e abbiamo 16 guide e oltre 50 eventi ma finalmente il Paese ha scoperto che ha bisogno di formazione costante e in questo siamo unici». In questo scenario si inserisce l’accordo con Giglio Group che Cuccia definisce «importante perché dimostra che c’e’ fame di contenuti di qualità. Siamo già presenti sulle reti televisive cinesi CCTV e in Svizzera su Teleticino, con questo accordo il Gambero Rosso intensifica la propria presenza internazionale per valorizzare ulteriormente la nostra library, considerato che siamo la più antica tv del settore con una library di oltre duemila ore».

Ripresa sul mercato può proseguire
Soddisfatto del riconoscimento della Borsa? «Siamo soddisfatti , eravamo arrivati a valere una volta l’ebitda e questo non è giustificato non si era mai visto, oggi abbiamo ripreso terreno, non siamo ancora al livello del collocamento ma siamo vicini . Evidentemente il mercato si sta accorgendo dell’importanza di aziende come la nostra e le sta riprezzando tutte in generale». Ma soprattutto Cuccia guarda con ottimismo al proseguimento di questo recupero, mettendo in conto eventi straordinari. «Credo che siamo su una strada positiva e credo proseguirà, i fondamentali del settore sono buoni, l’azienda ha bilanci solidi e la percezione è interessante. Con alti e bassi che vanno messi in conto, e penso alle elezioni o agli attentati, la solidità del Gambero Rosso e l’importanza delle pmi nel settore possono favorire ancora questo recupero». La società ha chiuso il 2016 con un utile di 0,6 milioni, in crescita del 20,4%, mentre i ricavi sono saliti del 10,1% a 15,6 milioni.

Marchio potente, con una circolarità delle attività

Per Cuccia «l’aspetto che probabilmente non è stato del tutto compreso è l’importante circolarità delle attività del Gambero Rosso: se si parla di Gambero Rosso alcuni pensano alle guide, altri alle riviste e alla tv , quello che vogliamo chiarire è che abbiamo realizzato una piattaforma di education e di promozione indispensabile per la creazione di valore per le imprese e per il successo del settore Ho.Re.Ca. Il marchio è potente, noto a tutti in Italia e a livello mondiale da tutto l’ampio settore del trade con una autorevolezza conquistata in trenta anni e il food & wine sono in crescita verticale. La nostra focalizzazione sulle eccellenze italiane e la crescita internazionale sono evidenti a tutti, il mercato se ne inizia ad accorgere».

Cuccia non sembra pensare ad un passaggio ad un’altra categoria di Borsa e non critica il sistema del mercato Aim ma tiene a sottolineare come nessuna delle società è stata accompagnata da grandi banche. «Si è creata una strana situazione , si è tirata una riga e da una parte ci sono aziende, anche piccole quotate sul mercato principale, poi c’è l’Aim, una sorta di riserva di indiani. Essere quotati è costosissimo e purtroppo oggi non c’è grande attenzione. Il sistema Italia deve andare sul mercato borsistico, è una linea di business e remunerazione importante per le banche e auspico che presto vedremo centinaia di aziende quotate, più fondi dedicati e interesse degli investitori perché tutto questo si può tradurre in più Pil e minori rischi del sistema».

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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