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Mercato in apprensione per il gas dal Qatar

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Mercato in apprensione per il gas dal Qatar

Se i mercati petroliferi guardano con indifferenza alla crisi nel Golfo Persico, quelli del gas cominciano a tremare.

Due navi metaniere partite dal Qatar e che si presumevano dirette in Gran Bretagna sono state avvistate dai sistemi di rilevazione satellitare mentre facevano inversione a U nel Golfo di Aden, tra Yemen e Somalia: un repentino cambio di rotta, come se avessero deciso da un momento all’altro di non proseguire verso il Mar Rosso e il Canale di Suez.

L’episodio ha fatto sobbalzare i trader, che giovedì hanno spinto in rialzo di oltre il 4% le quotazioni del gas al National Balance Point (Nbp), l’hub britannico, a 37,46 pence per therm (4,75 $/MBtu).

Il timore, che già serpeggiava da inizio settimana, era che anche l’Egitto avevesse deciso di vietare il passo alle navi qatarine, come avevano già fatto gli altri Paesi coinvolti nel boicottaggio, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

Tuttora mancano spiegazioni ufficiali all’accaduto e le ipotesi sono le più varie, dalla necessità di evitare un attacco di pirati, alla volontà del Qatar di boicottare a sua volta l’Egitto – o più semplicemente di risparmiare – evitando di pagare le salate tariffe di transito a Suez, nell’ordine di centinaia di migliaia di dollari per passaggio.

Dal 26 maggio, fa notare Bloomberg, nessuna delle maggiori navi per il trasporto di Gas naturale liquefatto (Gnl), le cosiddette Q-max, ha utilizzato il Canale. Ma questo è forse legato soltanto a motivi economici.

Il Canale di Suez, osservano alcuni analisti, è peraltro governato da trattati internazionali che non consentono di chiudere l’accesso a nessuno, salvo che in tempo di guerra.

Diverso il caso dei divieti in vigore nei porti degli Emirati arabi, che hanno in effetti costretto Royal Dutch Shell – che ha un contratto per rifornire Dubai – a sostituire in corsa un carico di Gnl qatarino con uno proveniente dagli Usa.

In un mercato in surplus, d’altra parte, le alternative sono facilmente reperibili, anche per l’Europa: il problema sarebbe semmai un aumento dei costi, sia quelli di trasporto, sia quelli registrati nei vari hub del gas.

Il nervosismo dei trader si è comunque attenuato, consentendo al prezzo Nbp di ripiegare del 2%, poco sotto 37 pence (il Ttf, riferimento a cui sono agganciate le bollette italiane, non si è mosso in modo altrettanto violento, né ieri né giovedì).

Il Gnl qatarino in realtà riesce ancora a raggiungere l’Europa per la via più breve, evitando di circumnavigare l’Africa: ce l’ha appena fatta un carico diretto a Barcellona sulla metaniera Wilforce, battente bandiera norvegese.

@SissiBellomo

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