Finanza & Mercati

Guerra (Eataly): Amazon Whole Foods operazione epocale

LE REAZIONI

Guerra (Eataly): Amazon Whole Foods operazione epocale

«Una notizia esplosiva, una operazione epocale». Andrea Guerra, presidente esecutivo di Eataly, l’azienda fondata da Oscar Farinetti che ha radici in Italia ma ha in cantiere un grande piano di internazionalizzazione, non ha dubbi: l’acquisizione da parte del gigante dell’e-commerce, Amazon, della catena Whole Foods, il marchio più noto del cibo Bio degli Stati Uniti, è «uno di quei fatti che ci danno la misura di come sta cambiando il mondo, ci dice che siamo in un’altra epoca, in un momento storico in cui i paradossi vincono. Oggi puoi essere tutto».

Una notizia epocale, si diceva, perché se Amazon stacca un assegno da 13,7 miliardi di dollari, in quella che è la maggiore acquisizione della sua storia, mettendo sul piatto il più alto prezzo mai pagato per una catena di supermercati, ciò significa almeno tre cose secondo il manager di Eataly.

«In primo luogo questa operazione evidenzia in modo esplicito che i confini tra i settori non esistono più e ciò che premia per davvero è non tradire il consumatore», osserva Guerra. A suo avviso ci sono altri due importanti insegnamenti da questa maxi acquisizione che nello specifico hanno un impatto sul settore della grande distribuzione, ma non solo. «Da un lato è un campanello di allarme per tutti. Non si può più trattare il mondo “on line” come una cosa diversa dal negozio fisico. Perché l’esperienza, per il consumatore, è sempre la stessa».

Inoltre, la scelta da parte di Amazon di comprare un gruppo come Whole Foods, specializzato in prodotti organici e naturali, ribadisce un concetto chiave: «Nel lungo periodo paga il marchio e non le promozioni. E soprattutto il mondo del “cibo” non è così maturo come si pensava. Anzi, resta una delle cose più importanti e centrali nel mondo del commercio.La catena acquistata da Amazon è infatti simbolo di saper fare distribuzione di qualità, ricerca e innovazione».

Un modello, osserva Guerra, a cui Eataly si è sempre ispirata. Già, ma che riflessi ha il deal appena annunciato sulla strategia di Eataly? Eataly, che ha già un accordo con Amazon su Manhattan, «dal primo giorno è andata alla ricerca della sua strada e della sua identità, ha messo al centro il consumatore con un negozio che dall’inizio è stato epicentro fisico e digitale. Mi riferisco a Eataly today. Siamo aperti alle relazioni con gli altri, anche perché siamo nati in un mondo in cui la credibilità è tutto», sottolinea Guerra. Il manager ha poi aggiunto che società prosegue il piano di internazionalizzazione: «Siamo ancora una start up, quest’anno fattureremo 500 milioni. Stiamo crescendo nel 2017 del 30%, abbiamo aperto a Mosca e a settembre apriremo a Los Angeles, Stoccolma, Las Vegas e Toronto. Il passo successivo sarà poi la Borsa».

Secondo Guerra, ad ogni modo, questa nuova epoca è solo un terreno di grandi opportunità per un marchio come Eataly. «Amazon, Google e Microsoft sono le tre aziende che hanno cambiato il mondo. Hanno una marcia in più nell’applicazione della tecnologia. A volte mi fanno paura. A volte mi sembra che stanno dettando la strada del futuro».

© Riproduzione riservata