Finanza & Mercati

Il risparmio, la tutela e l’investimento

15 ANNI DI PLUS24

Il risparmio, la tutela e l’investimento

Secondo gli ultimi dati Ocse, «circa due terzi degli italiani non raggiungono un livello sufficientemente elevato dell’indicatore di conoscenza di competenze economico-finanziarie, a fronte di circa un terzo nella media degli altri Paesi. In Italia appare minore la consapevolezza dei vantaggi della diversificazione di portafoglio e dei concetti di interesse semplice e composto». Così scrive la Banca d’Italia nella sua ultima relazione annuale, e possiamo solo constatare quale fosse la situazione – peggiore- quindici anni fa, quando il 15 giugno 2002 uscì il primo numero di Plus24, guida concepita per affrontare tutti i temi e i problemi del risparmio e dedicata ai risparmiatori. Gente in carne e ossa, a basso, medio o alto reddito in un Paese che nel risparmio rintraccia uno dei suoi storici punti di forza ma anche di debolezza: la bassa educazione finanziaria è tra questi e solo oggi – grazie anche a un prodotto come Plus24- questa è divenuta un’emergenza nazionale.

Un’emergenza che va affrontata come tale se non si vuole che anche per questa via – non bastassero gli scandali che ci sono stati e sono sotto gli occhi di tutti, i ritardi e le distrazioni di Parlamenti, Governi e Autorità, un quadro regolatorio europeo spesso complicato e contraddittorio- l’articolo 47 della Costituzione resti appeso a mezz’aria, tra difficile rispetto e facile tradimento. Ricordiamole, le prime parole di quell’articolo approvato dall’Assemblea costituente giusto settanta anni fa: «La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme…».

Plus24, quindici anni dalla parte dei risparmiatori

Da allora a oggi, dall’estate del 2002 a quella del 2017, certo tutto è cambiato e continuerà a cambiare. È la forza del mercato, la forza delle cose. Avremmo potuto immaginare uno sviluppo così rapido di FinTech, l’innovazione dell’industria finanziaria che corre sui binari della digitalizzazione e della disintermediazione? Dove sono, o meglio dove non sono, i paletti tra mercati, intermediari e emittenti? Che significa, e come la si ricerca, la trasparenza dei prodotti mentre l’innovazione (e non necessariamente questa parola va intesa in questo caso sempre in senso positivo) corre a questi ritmi?

Plus24 è in campo. I giornalisti del Sole 24 Ore sono in campo: continueremo a spiegare, raccontare e, se necessario, a denunciare. Il risparmio è nel dna degli italiani e va appunto tutelato in ogni sua forma. Ma va detto anche che va mosso, nel senso di non tenerlo a presidio statico della sfiducia ad investirlo, come dimostra l’indagine Gfk Eurisko che vi presentiamo. Non ci piace, francamente, apprendere che fatto 100 il totale dei loro investimenti (esclusi immobili e beni rifugio) gli italiani dichiaravano nel 2002 che il 45% del loro denaro era piazzato sul conto corrente o su un libretto di risparmio e che oggi siamo saliti a quota 51%. Mentre all’estremo opposto, in questi quindici anni, le azioni in portafoglio sono scese dall’11% al 3%. Risparmio fermo significa economia ferma, e questo Paese ha invece bisogno di correre e di crescere sulle ali della fiducia. Plus24 sarà con voi, e lavorerà per voi, anche in questa sfida.

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