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Le due banche: «Nessun coinvolgimento»

Plus24

Le due banche: «Nessun coinvolgimento»

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Le banche non ci stanno. Né Credito Emiliano né Banca Zarattini intendono assumersi alcuna responsabilità per le vicende della “bancaria dei miracoli” di Mirandola (Modena). Entrambi gli istituti, contattati da Plus24, rispediscono al mittente qualsiasi ipotesi di coinvolgimento. Credito Emiliano fa sapere che «sulla vicenda della filiale di Mirandola il gruppo avviò, non appena a conoscenza dei fatti, un'ispezione interna per accertare le responsabilità. Furono tempestivamente informate le Autorità competenti e denunciate le presunte responsabilità. Tutti i clienti seguiti dalla ex dipendente sono stati incontrati per fornire chiarimenti e assegnati ad altri consulenti; per una decina di loro è in corso la gestione di richieste di rimborsi».

Quanto a Banca Zarattini, la risposta è netta ma, in alcuni punti, confligge con le evidenze raccolte da Plus24 dai documenti interni dell'audit del Credito Emiliano. La banca svizzera afferma che «nel rispetto del vincolo del segreto bancario a cui come banca svizzera siamo comunque tenuti (la cui violazione è tutt'ora sanzionata penalmente dalle leggi svizzere) ci limitiamo a fornire i nostri possibili commenti. In primo luogo, è opportuno sottolineare come Banca Zarattini abbia incorporato per fusione Banca Euromobiliare Suisse a metà del 2012, acquisendo la filiale svizzera da Credem, in un tempo certamente “recente” rispetto alle vicende della filale Credem di Mirandola, che ci pare dagli articoli del 2015 risalgono a ben prima». Il Sole 24 Ore online a dicembre 2015 aveva dato conto che, secondo alcuni clienti della “bancaria dei miracoli”, alcune rendicontazioni non quadrano già da fine anni ‘90. «Siamo piuttosto sorpresi nell'apprendere che nel rapporto dell'audit interno di Credem, richiamato a fonte, si parli di chiarimenti forniti da Banca Zarattini alla banca italiana: sulla questione Banca Zarattini non ha fornito alla banca italiana, né da questa sono stati richiesti, alcun tipo di chiarimenti, (posto che probabilmente non vi erano chiarimenti da chiedere)», continua l'istituto di Lugano.

«In secondo luogo, confermiamo che da parte nostra non sono state rilevate malversazioni e/o irregolarità poste in essere da bankers di Banca Euromobiliare Suisse ora Banca Zarattini, associabili alla vicenda; che Banca Zarattini ha ormai da tempo completato una politica di accompagnamento della propria clientela italiana (che eventualmente avesse detenuto patrimoni non dichiarati al proprio Fisco) alla regolarizzazione dei propri averi, opera per altro iniziata dall'allora acquisita Banca Euromobiliare Suisse, con gli scudi fiscali del 2009», prosegue Banca Zarattini, che conclude: «Non ci risultano i rapporti, le movimentazioni e le disponibilità asserite».

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