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Carige in caduta in vista del maxi-aumento

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Carige in caduta in vista del maxi-aumento

  • –Raoul de Forcade

Continua a perdere valore Carige, che ieri a piazza Affari ha segnato -4,49%, a 0,185 euro. L’arrivo, nei giorni scorsi del nuovo ad, Paolo Fiorentino, non è riuscito, per ora, a correggere la performance del titolo, che continua a scontare la decisione dell’azionista di riferimento, Vittorio Malcalza, di sfiduciare l’ex ad, Guido Bastianini. Una decisione che ha portato a una frattura nel consiglio con l’uscita di tre membri del board, dopo che altri due, in precedenza, avevano dato le dimissioni.

Il cda del 21 giugno scorso ha visto l’ingresso, oltre che di Fiorentino, di tre nuovi consiglieri: Stefano Lunardi, Ilaria Queirolo e l’ex vicesindaco di Milano, Francesca Balzani. E il 3 giugno è prevista una nuova riunione del cda in cui Fiorentino riferirà ai consiglieri in merito al lavoro avviato nella banca genovese.

A quanto risulta, una delle questioni su cui si sta concentrando il nuovo ad riguarda le valutazione fatte da Prelios credit servicing in merito ai non performing loans di Carige. Fiorentino starebbe, tra l’altro, approfondendo alcune verifiche sugli Npl, mettendo a confronto quanto emerge dai dati in possesso della banca con le perizie fatte da Prelios. Tra gli uni e le altre, infatti, ci sarebbero, infatti, alcune discordanze. Nel corso del prossimo cda, spiegano fonti finanziarie, «si valuteranno le prime indicazioni che derivano dal lavoro che l’ad sta facendo».

Nell’agenda di Fiorentino, peraltro, ci sono anche altre questioni sollevate da Francoforte nel corso del cda del 21, all’inizio del quale erano presenti gli ispettori della Bce. Questi ultimi avrebbero ribadito quali sono quali sono gli elementi di cui Carige deve tenere conto per definire l’entità dell’aumento di capitale che dovrà portare a compimento. Nel piano strategico dell’ex ad Bastianini la ricapitalizzazione era fissata a 450 milioni. Ma sembra che il valore dovrà essere più alto. Forse 650 milioni ma è possibile che la somma cresca ancora. A quanto risulta, la Bce non avrebbe quantificato una cifra. Tuttavia ha sottolineato, tra l’altro, la necessità di una riduzione dei costi della banca, e un’attenta valutazione della copertura, all’interno degli Npl, dei crediti Utp (unlikely to pay) che, secondo Francoforte, riferisce una fonte, «è da migliorare». Gli uomini di Bce, a quanto risulta, erano anche preoccupati per la governance della banca ma l’arrivo di Fiorentino nell’ultimo cda avrebbe smorzato l’incidenza della questione e allontanato lo spettro di un possibile commissariamento della banca. Fonti vicine al dossier confermano, peraltro, l’intenzione dell’istituto genovese, di portare gli Npl fuori dalla banca (una prima tranche da 938 milioni è già in via di smaltimento tramite Gacs ma resta un altro pacchetto da circa 2,4 miliardi) ma anche la volontà di farlo in modo tale da trattenere nella banca il maggior valore possibile. Le stesse fonti affermano che la banca non ha alcuna intenzione di proporre conversioni di bond subordinati. Si vuole insomma arrivare a un aumento di capitale sottoscritto dagli azionisti e davvero risolutivo per la banca.

Ieri il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, nel corso di un’intervista, ha detto: «Per quel che so, a Carige è stato richiesto un numero di aggiustamenti da parte delle istituzioni Ue e sta rispettando queste richieste. Questa è una buona notizia».

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