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Chi teme l' effetto Pir sulle small cap?

Piazza Affari sotto la lente

Chi teme l' effetto Pir sulle small cap?

Qual è l'impatto dei Pir sul mercato azionario italiano? La raccolta (oltre i 4 miliardi) ha superato ogni aspettativa (si stima una raccolta complessiva di 10 miliardi entro l'anno) . Il visibile rally che ha portato il Ftse Mid, lo Star e l' AIM a superare, rispettivamente del 18%, del 22% e del 16%, la performance dell'indice Ftse Mib, pone sempre più di frequente una questione di correttezza delle valutazioni.

Nel 2017 caccia aperta alle small-mid cap
Da inizio anno la performance del mondo Pir ha superato gli altri indici europei comparabili di circa i 16%. Secondo Banca Akros, considerando che almeno il 21% delle sottoscrizioni Pir dovrà riversarsi sulle mid-small caps italiane, la domanda aggiuntiva di titoli solo nel 2017 è stimata superare il 4% del flottante. Questa domanda aggiuntiva, se fa temere un rischio di bolla, va attenuato nei prossimi mesi dall'offerta di nuovi sul mercato primario.

Tre ingredienti fondamentali per far centro
«Utili, liquidità e comunicazione aziendale sono i tre ingredienti che si combinano al rinato interesse per le mid- small-cap e contribuiscono a prevenire rischi di sopravvalutazione, che vadano circoscritti, dato che le misurazioni dei multipli degli indici ci dicono che, nel complesso, non vi è una sovrastima generalizzata»- spiega Francesco Previtera, a capo della ricerca di Banca Akros. Come spiega l'esperto in termini di utili , riguardo all'indice Ftse Star, la forte revisione al rialzo delle stime di utili ha aumentato l'utile per azione ibes a 12mesi del 28,5% da inizio anno contribuendo a ridurre il premio implicato P/E dell'indice Ftse Star ora scambiato a 16.3x contro 12.4x per l'All Share e 13.8x per l'indice principale. «Se si guarda al fattore liquidità- aggiunge Previtera - il focus dei Pir sulle Pmi ha costretto i gestori di fondi a trovare alternative alle blue chips. In una prima fase, hanno tratto vantaggio le aziende dello Star ma poi sotto i riflettori sono arrivati anche i titoli Aim : 45 aziende AIM hanno visto i loro scambi giornalieri raddoppiare nel 2017 grazie ad investitori retail ed istituzionali». Infine, il fattore comunicazione, indispensabile per migliorare la visibilità del management sulla gestione aziendale, è un fattore cruciale per giustificare valutazioni più elevate. Il momentum degli utili è stato forte nel primo trimestre «e ha contribuito a correggere i multipli delle mid-small caps- conclude Previtera -, che hanno raggiunto il picco in termini di premio sull' indice principale a febbraio poco prima che gli analisti rilanciassero le loro stime in vista di una chiusura dell'anno 2016».

15 storie di impresa Made in Italy che hanno un buon potenziale
E ora? Dopo il buon andamento dei mesi scorsi, se è difficile trovare titoli sottovalutati, è ancora possibile prestare attenzione alle prospettive di gruppi poco noti capendone per tempo le prospettive. Gli analisti di Akros hanno individuato 15 equity story che sembrano offrire buone potenzialità di medio periodo, anche se non prive di rischi. Si tratta di Aeffe, Carraro, Clabo, Elica , Fope, Landi Renzo, Luve, Orsero, OVS , Piteco, Saes Getters, Sit Group, Snaitech, Txt Solutions, Unieuro.

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