Finanza & Mercati

La Banca centrale cinese: ampliare la banda di oscillazione dello yuan e…

politiche monetarie

La Banca centrale cinese: ampliare la banda di oscillazione dello yuan e ridurre l'intervento statale

(Reuters)
(Reuters)

Ampliare la banda di oscillazione dello yuan e ridurre l'intervento dello Stato che, a oggi, gioca un ruolo cruciale nella politica monetaria cinese.
Lo dice la stessa Banca centrale cinese in un intervento pubblicato nel suo house organ, Financial news, quasi a voler preannunciare novità importanti proprio a ridosso del Central financial work Forum che si apre venerdì a Pechino.
Non solo, dunque, un possibile accorpamento delle autorità esistenti sotto il coordinamento del Governatore della Banca centrale al fine di prevenire e gestire i rischi – ipotesi circolata in questi giorni -, ma un consistente passo indietro della mano dello Stato nell'economia.

Un mercato valutario più efficiente, spiega l'intervento, richiede più giocatori, strumenti di trading supplementari e metodi di transazione diversificati.
Stando alle dinamiche cinesi, si tratterebbe di un possibile indirizzo politico in vista del 19esimo Congresso del Partito Comunista che si svolgerà in autunno e che dovrà ridisegnare la mappa del potere di Pechino.

Da quando la moneta cinese è stata inserita nel basket delle riserve monetarie del Fondo Monetario Internazionale, l'anno scorso, pochi passi sono stati fatti per liberalizzare la valuta. Le modifiche alla fissazione quotidiana hanno reso meno trasparente il tasso di riferimento, mentre la Banca centrale è stata costretta a intervenire in varie occasioni per ridurre le ingenti perdite. Le autorità hanno, inoltre, adottato misure come la riduzione dei controlli sui capitali e la liquidità off-shore dello yuan per prevenirne il deprezzamento.

Dalla svalutazione valutaria dell'agosto del 2015, comunque, lo yuan è andato di rado oltre lo 0,5% della quotazione di riferimento.
La Cina, attualmente, consente allo yuan di fluttuare per un massimo del 2% su entrambi i versanti del tasso di riferimento giornaliero fissato, comunque, dalla Banca centrale. La fascia di oscillazione è stata ampliata l'ultima volta nel marzo del 2014 dall'1%, raddoppiando rispetto allo 0,5% dell'aprile 2012.

© Riproduzione riservata